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attività commerciale - artigiana

Laretta88

Utente
Buongiorno,
vi descrivo brevemente il mio caso.
Il mio compagno ha una enoteca in cui vende solamente vino, liquori, cioccolato, spezie ecc senza alcun tipo di somministrazione.
Io sono una stilista e avevo intenzione di vendere all'interno di questo negozio gli abiti che produco. Sottolineo che adibiremmo un piccolo reparto del negozio con camerino mobile e una piccola gruccia su cui appendere i capi.
I capi verranno realizzati altrove non nello stesso locale e aprirei una mia p.iva come artigiana.
Quale sarebbe secondo voi la cosa migliore da fare?
Nel mio comune di residenza mi hanno solamente detto che le due attività devono essere fisicamente separate ma credo che abbiano erroneamente capito che l'enoteca sia anche il laboratorio di produzione dei capi stessi.
grazie

distinti saluti

Lara
 
Ciao @Laretta88,

visto il caso è opportuno chiarire la cosa con il Comune prima di tutto. Anche se la tua p.iva sarà artigiana (giustamente in quanto la produzione di capi rientra nel campo sartoria), dovrai specificare che in quel locale farai solo la vendita.Come? Facendo la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) come vendita al pubblico di capi di produzione propria, ove indicherai che la produzione è fatta in altro luogo. Sicuramente è previsto un campo apposito nella modulistica, se non ci fosse come dicevo prima è opportuno chiarire la cosa al comune.

Mentre sulla tua visura camerale avrai due codici ATECO attivi ben distinti:

  1. il codice primario: 14.13.10 Sartoria
  2. il secondario: 47.71.10 Commercio al dettaglio di abbigliamento per adulti
Nel contempo dovrai avere una sede e anche un unità locale ove dovrai decidere te se mettere la sede dove produci o dove vendi (il negozio del tuo compagno). Per ogni unità locale aggiuntiva paghi un contributo maggiore alla camera di commercio a seconda della provincia.

Ovviamente dato che l'attività primaria sarà artigiana dovrai iscriverti all'INAIL, con una classe di rischio molto bassa, proporzionato al richio di una piccola sartoria.
 

Laretta88

Utente
Ciao @Laretta88,

visto il caso è opportuno chiarire la cosa con il Comune prima di tutto. Anche se la tua p.iva sarà artigiana (giustamente in quanto la produzione di capi rientra nel campo sartoria), dovrai specificare che in quel locale farai solo la vendita.Come? Facendo la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) come vendita al pubblico di capi di produzione propria, ove indicherai che la produzione è fatta in altro luogo. Sicuramente è previsto un campo apposito nella modulistica, se non ci fosse come dicevo prima è opportuno chiarire la cosa al comune.

Mentre sulla tua visura camerale avrai due codici ATECO attivi ben distinti:

  1. il codice primario: 14.13.10 Sartoria
  2. il secondario: 47.71.10 Commercio al dettaglio di abbigliamento per adulti
Nel contempo dovrai avere una sede e anche un unità locale ove dovrai decidere te se mettere la sede dove produci o dove vendi (il negozio del tuo compagno). Per ogni unità locale aggiuntiva paghi un contributo maggiore alla camera di commercio a seconda della provincia.

Ovviamente dato che l'attività primaria sarà artigiana dovrai iscriverti all'INAIL, con una classe di rischio molto bassa, proporzionato al richio di una piccola sartoria.


Grazie per la risposta.
Ma quindi il codice non deve aggiungerlo anche il mio compagno che è l'intestatario del contratto di affitto del locale in cui svolge l'attività di enoteca e in cui i miei abiti verranno venduti?
 
No se apri la partita iva te. In quel caso dovrete trovare una formula, comune con il proprietario dei locali, per un subaffitto di uno spazio da parte del tuo compagno in tuo favore.
 

Laretta88

Utente
No se apri la partita iva te. In quel caso dovrete trovare una formula, comune con il proprietario dei locali, per un subaffitto di uno spazio da parte del tuo compagno in tuo favore.
Grazie mille.
Un’ultima precisazione.
Aprendo la mia p.iva utilizzerei i due codici Ateco per la sartoria e la vendita.
Ma se decidessi di produrre solamente e di lasciare gli abiti in vendita dal mio compagno sarebbe fattibilie?
Farei gestire a lui la vendita in quanto io non sarò quasi mai in negozio dovendo produrre altrove.
In breve io produco, apro la mia p iva con codice corrispondente “sartoria”; il codice vendita lo aggiungiamo alla p iva ( commercio) già esistente così non avremmo nemmeno il problema del subaffitto con il proprietario.
La mia sede legale sarebbe in altro locale rispetto all’enoteca.

Grazie
 
Si è fattibile, in questo caso:

  1. Il tuo compagno deve comunicare al comune con una SCIA la vendita di abbigliamento;
  2. Aggiungere il codice ATECO corrispondente alla sua visura camerale e al modello AA9/12 dell'Agenzia Entrate.
Poi tu quando gli manderai la merce in negozio dovrai fargli una fattura immediata di vendita(così eviti di fare anche il DDT) ad un prezzo congruo (attenzione: non puoi daglieli a prezzo di costo), magari lo stabilite con un contratto di fornitura durevole.
 
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