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Domanda e Risposta Pubblicato il 23/04/2018

Quando un lavoro può definirsi occasionale?

Tempo di lettura: 1 minuto
lavoratore autonomo 168

Il lavoro occasionale non può essere una attività abituale né professionale ne coordinata dal datore di lavoro

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L'esercizio dell'attività per essere occasionale deve essere priva dei requisiti dell'abitualità e della professionalità.

L'attività è occasionale inoltre se , diversamente dal lavoro dipendente o parasubordinato (rapporto di collaborazione coordinata e continuativa) viene svolta in totale  autonomia,  e con  modalità di esecuzione  non  organizzate dal committente, anche con riferimento ai tempi e ai luoghi di lavoro. 

 Dal punto di vista civilistico il lavoro autonomo occasionale, (o "contratto d’opera" ) è previsto dal codice civile all’articolo 2222, e si realizza quando "una persona si obbliga a compiere nei confronti del committente, a fronte di un compenso, un'opera o un servizio,  con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione".

Questo tipo di prestazione di lavoro puo essere svolta da chiunque  senza limiti di reddito.  Fanno eccezione i professionisti iscritti ad albi o ordini professionali, i quali non possono rendere prestazioni occasionali ma sono  tenuti ad aprire partita IVA, anche per svolgere una prestazione occasionale singola. 

Dal punto di vista fiscale e previdenziale:

  • se la prestazione viene svolta per un committente con partita IVA il corrispettivo è soggetto ad una ritenuta d'acconto del 20% ;  tra privati la ricevuta sarà senza ritenuta ma il prestatore dovrà inserire l'intero importo in dichiarazione dei redditi se supera la soglia di non imponibilità.
  • al di sopra di una certa soglia di reddito (5mila euro lordi)  il collaboratore occasionale è tenuto al pagamento dei contributi previdenziali alla Gestione separata collaboratori INPS, calcolati sul compenso ricevuto con l'aliquota di riferimento  fissata ogni anno dall'INPS.

Dal 2003 al 2017 il lavoro occasionale è stato definito anche accessorio e poteva essere retribuito , entro una soglia massima annuale, con i voucher INPS di importo fisso per ogni ora di prestazione,  che permettevano il contestuale versamento dei contributi previdenziali prefissati.

La procedura è stata sostituita da giugno 2017 con un sistema di Contratto telematico (per le partite IVA) e Libretto Famiglia per i privati, gestiti dall'INPS sempre con precisi limiti economici di utilizzo.



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