Voluntary Disclosure e i reati di riciclaggio e autoriciclaggio

di Paolo Battaglia CommentaIn Voluntary disclosure bis

Il trattamento dei reati non tributari: riciclaggio e autoriciclaggio

Per chi non usufruisce della voluntary disclosure le pene per il reato di riciclaggio e autoriciclaggio sono aumentate

L’articolo è tratto dalla Rivista Fiscalità Estera n. 7, dove è possibile leggere l’articolo completo

Con la L. 186/2014 da un lato si crea un sistema di premialità per chi denuncia i propri capitali illecitamente detenuti all’estero, dall’altro si appesantiscono, come vedremo, le conseguenze penali per chi scelga di non  accedere allo strumento. Tra le altre cose, la legge introduce il reato di “autoriciclaggio” con cui viene estesa la punibilità anche all’autore del reato da cui proviene il denaro, mentre finora era perseguibile a titolo di riciclaggio soltanto chi non avesse commesso, o non avesse concorso a commettere, anche il reato presupposto.

Quindi, oggi incorre nel reato di autoriciclaggio chiunque, avendo commesso o concorso a commettere uno delitto non colposo, impieghi, sostituisca, trasferisca in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Il nuovo reato mira a punire chi impieghi in attività economiche o finanziarie il denaro sottratto al fisco o proveniente da altre attività delittuose, cercando di occultarne la provenienza, con pene graduate a seconda della gravità del reato presupposto.

Quindi, per chi faccia disclosure entro il 30 settembre 2015 oltre alla non punibilità dei reati fiscali visti in precedenza, è prevista anche la non punibilità dei seguenti reati non tributari:

•           Art. 648-bis del c.p. (“riciclaggio”);

•           Art. 648-ter del c.p. (“impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita”);

•           Art. 648-ter.1 del c.p. (“autoriciclaggio”).

Per chi non accede alla procedura le pene previste per il reato di riciclaggio e di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita sono aumentate ed ora il reato è punito con la reclusione da 4 a 12 anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000.

Il reato di autoriciclaggio è punito con la pena della reclusione da 2 a 8 anni e della multa da euro 5.000 a euro 25.000. Si applica la pena della reclusione da 1 a 4 anni e la multa da euro 2.500 a euro 12.500 se il denaro, i beni o le altre utilità provengono dalla commissione di un delitto non colposo punito con la reclusione inferiore nel massimo a 5 anni.

L’articolo è tratto dalla Rivista Fiscalità Estera n. 7, dove è possibile leggere l’articolo completo


Autore dell'articolo

Paolo Battaglia

Esercita la professione di dottore commercialista e revisore contabile in Sicilia presso lo studio da lui diretto dal 1994, con sede a Ragusa, specializzato in pianificazione fiscale e finanziaria. È presidente della Commissione per la consulenza di direzione aziendale presso l’ODCEC di Ragusa, relatore in convegni su tematiche relative alla pianificazione internazionale di business.

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