Utilizzo dei voucher – buoni lavoro- per remunerare il lavoro occasionale “accessorio”

di Sergio Massa CommentaIn Parliamo di ...

L’INPS ha siglato un accordo con Poste italiane per gestire la vendita dei voucher lavoro che, dal 27 febbraio 2012, sono disponibili presso tutti gli uffici postali.

Questa modalità si aggiunge alla preesistente possibilità di acquisto presso i tabaccai abilitati, alle modalità telematiche e ai buoni cartacei.
Ma che cosa sono i voucher lavoro? Cerchiamo di spiegarlo ma soprattutto di capire quando questa tipologia di remunerazione del lavoro accessorio (lavoro minore) può essere conveniente.
Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono quelle attività lavorative di natura occasionale rese nell’ambito: – di lavori domestici;
– di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti;

– dell’insegnamento privato supplementare;

– di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà; – da giovani con un’età da 16 a 25 anni regolarmente iscritti ad un ciclo di studi di ogni ordine e grado, in tutti i settori produttivi. Nel caso degli studenti non universitari compatibilmente con gli impegni scolastici ed esclusivamente nei periodi di vacanza, cioe’ il sabato e la domenica e durante le vacanze scolastiche; – di attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati, da casalinghe e da giovani fino a 25 anni;

– dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile;

– della consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica;

– in qualsiasi settore produttivo da parte di pensionati;

– in attività di lavoro svolte nei maneggi e nelle scuderie;

– in tutti i settori produttivi da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, nel limite massimo pero’ di 3.000 euro per anno solare.

Il secondo limite, al di là della tipologia dell’attività o dell’età del prestatore di lavoro, è il compenso massimo che può essere erogato dal committente per le prestazioni ricevute.

Le attività, riferite al medesimo committente, da parte del prestatore di lavoro, non possono dar luogo a compensi superiori a 5.000 euro netti nel corso di un anno solare.

Unica differenza sono le imprese familiari, le quali possono utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a 10.000 euro netti.

I voucher sono in vendita negli uffici postali nei tagli da 10, 20 e 50 euro. Nella cifra sono comprese la copertura assicurativa Inail e la copertura previdenziale Inps. Inoltre i periodi di lavoro sono riconosciuti ai fini pensionistici.

Dal giorno successivo all’acquisto e prima dell’inizio della prestazione di lavoro, il datore di lavoro dovrà comunicare all’Inps il proprio codice fiscale, la tipologia di attività, i dati del prestatore (nome, cognome, codice fiscale), il luogo di lavoro e la data d’inizio e fine della prestazione.

I buoni lavoro potranno essere incassati presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro occasionale.

Autore dell'articolo
identicon

Sergio Massa

Dott. Sergio Massa, iscritto all'Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna col n. 214/A, Revisore Svolge attività di consulenza nei confronti di societa', imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria e societaria, contenzioso tributario,revisione società, procedure concorsuali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *