Trust “opachi”: nessuna ritenuta sulle somme distribuite ai beneficiari

di Dott. Piero Bertolaso CommentaIn Trust e Patrimoni

Un trust è opaco nel caso in cui i beneficiari del reddito non risultino identificati. I redditi generati dalla gestione dei beni confluiti nel “trust” vengono direttamente attribuiti al “trust” medesimo e tassati in capo ad esso. Nel caso in cui tali redditi vengano successivamente distribuiti dal “trust” ai beneficiari, in base a quanto disposto dall`atto costitutivo, essi non saranno più soggetti ad imposta.

A.   Ritenute sui dividendi corrisposti al trust
L’art. 4, comma 1, lettera q) del  D.Lgs.  n.  344  del  2003,  avente carattere transitorio, stabilisce, in sintesi, che fino a quando  gli  enti non commerciali non verranno ricondotti nella disciplina Ire, gli utili  da questi  percepiti,  anche   nell’esercizio   d’impresa,   concorrono   alla formazione del reddito imponibile solo nella misura del  5 per cento del loro ammontare.

La stessa  disposizione  prescrive,  inoltre,  che  nel  primo  periodo d’imposta che inizia  a  decorrere  dal  1°  gennaio  2004,  sull’ammontare imponibile degli utili (il 5 per cento), in qualsiasi forma corrisposti  da soggetti di cui all’art. 23, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973 agli  enti non commerciali, viene operata una ritenuta d’acconto del 12,50 per cento (ora 20%).

Tale  ritenuta  è  applicabile,  per  espressa  previsione   normativa, esclusivamente nel  primo  periodo  d’imposta  suddetto (non nei successivi).  In  proposito  la circolare n. 26/E del 2004 ha precisato che il periodo  d’imposta  in  questione  è quello dell’ente non commerciale che riscuote gli utili. Nei periodi d’imposta successivi non  deve  essere,  quindi,  applicata alcuna ritenuta e gli utili, nella misura del 5 per  cento  indicata  dalla norma, concorrono alla formazione del  reddito  imponibile  degli  enti  in argomento.

B.    Ritenute sulle “somme distribuite”ai beneficiari

Quanto alla tassazione del reddito in capo al trust opaco, la circolare 48/2007 chiarisce che le somme distribuite ai beneficiari, non si possono qualificare, una volta tassate, come dividendo: “Ove abbia scontato una  tassazione  a  titolo  d’imposta  o  di  imposta sostitutiva in capo al trust che lo ha realizzato, il reddito  non  concorre alla formazione della base imponibile, né in capo al trust opaco né, in caso di imputazione per trasparenza, in capo ai beneficiari.

Ad una doppia imposizione ostano i  principi  generali  dell’ordinamento interno che impediscono l’imposizione in capo  a  più  soggetti  passivi  di redditi prodotti o  realizzati  in  dipendenza  di  uno  stesso  presupposto (art. 163 del Tuir).

Sulla base dei medesimi principi, i redditi conseguiti  e  correttamente tassati in capo al trust prima della individuazione dei beneficiari  (quando il trust era “opaco”), non possono scontare una nuova imposizione in capo  a questi ultimi a seguito della loro distribuzione”.

Dunque, nel caso de quo, non si applicano ritenute, in caso di distribuzione, né a titolo di acconto, né d’imposta, per il principio sancito dall’art. 163 tuir: non sono “dividendi” ma semplici  “erogazioni finanziarie”.

A

Autore dell'articolo
identicon

Dott. Piero Bertolaso

Dottore commercialista, con Studio in Modena e Milano, si occupa essenzialmente di contenzioso tributario. Svolge la propria attività in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia assistendo il contribuente sia nella fase istruttoria, rapportandosi con gli Uffici finanziari, sia in sede giurisdizionale davanti alle Commissioni Tributarie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *