Trasporto di contante al seguito nella comunità europea

di Rag. Guido Ascheri CommentaIn Fiscalità Estera

L’uso del denaro contante pare sia divenuto il responsabile dei mille mali.

Favorirebbe il terrorismo internazionale, il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite, l’esportazione di capitali e chi più ne ha più ne metta.

La libera circolazione dei capitali all’interno della Comunità Europea dovrebbe essere uno dei pilastri sui cui la stessa si basa. Ed in effetti, la Comunità ha posto limiti al trasporto del denaro contante per chi entra ed esce dal suo territorio. A queste limitazioni se ne aggiungono altre imposte, senza alcun coordinamento, da alcuni stati membri.

L’Italia ha inoltre posto un limite ai pagamenti di acquisti e servizi con pagamento in contanti; la soglia è di mille euro. Non molto elevata.
In Francia ogni cittadino ha diritto ad avere un conto corrente bancario ed una carta di credito, nel caso specifico si tratta della “Carte Bleue” che è utilizzabile solo all’interno del paese. Nel caso una banca dovesse rifiutare l’apertura di un conto bancario, sarà la Banque de France, su semplice richiesta dell’interessato, a stabilire quale istituto bancario e quale agenzia aprirà il conto e fisserà le condizioni del rapporto.

Gli stati membri sono fortemente impegnati nella lotta al riciclaggio di denaro sporco nonché al terrorismo internazionale ed al suo finanziamento.
Anche questo è un principio sacrosanto.

La regola generale

L’obbligo di dichiarazione dei movimenti di denaro liquido fa parte della strategia comunitaria della lotta contro il finanziamento al terrorismo ed il riciclaggio di denaro sporco.

Chiunque desideri entrare od uscire dal territorio dell’Unione Europea trasportando con se una somma di denaro contante uguale o superiore a 10.000 euro, o al suo controvalore in altre valute, deve presentare una dichiarazione alle autorità doganali.

Che cosa succede in caso di omessa dichiarazione?
Il denaro contante che viene trasportato può essere trattenuto o confiscato. In caso di omessa o falsa dichiarazione le autorità doganali applicano la loro legislazione nazionale.
Le sanzioni possono anche arrivare a pene di tipo carcerazione in caso di ipotesi di collegamento al riciclaggio di denaro o al finanziamento del terrorismo.

Tratto dalla Rivista Fiscalità Estera – n. 2/2012 di Fisco e tasse, per leggere l’articolo completo acquista il n. 2 della Rivista.

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Autore dell'articolo
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Rag. Guido Ascheri

Guido Ascheri esercita la professione di ragioniere commercialista in Nizza (Francia) e Londra (Regno Unito). È specializzato in consulenza tributaria e societaria internazionale. Si è sempre occupato di formazione professionale continua. Ha insegnato economia e diritto alla Université Nice Sophia Antipolis (Iut – Stid), ha pubblicato libri per i tipi di IPSOA ed EBC, ha fondato e diretto la rivista – Professione Azienda – premiata come opera ad alto contenuto culturale e scientifico dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate. Scarica la presentazione dello Studio Ascheri & Partners.

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