Trasferirsi nel Regno Unito dopo la Brexit: cittadini dell’UE e le loro famiglie

di Rag. Guido Ascheri CommentaIn Brexit, Primo Piano, Testata

Guida breve alle disposizioni in materia di immigrazione per cittadini dell’UE, SEE e svizzeri e dei loro familiari che si trasferiscono nel Regno Unito dopo la Brexit se il Regno Unito lascia l’UE senza un accordo.

L’European temporary leave to remain (Euro TLR) è uno status temporaneo rilasciato da Home Office che consentirà ai cittadini dell’UE, SEE e svizzeri che si trasferiranno nel Regno Unito dopo la Brexit, di continuare a vivere, lavorare e studiare nel Regno Unito dopo il 31 dicembre 2020.

Domanda per European temporary leave to remain

Per restare in Uk dopo il 31 dicembre 2020 sarà necessario richiedere l’Euro TLR in base al nuovo sistema di immigrazione. Il termine ultimo per presentare la domanda è il 31 dicembre 2020, sarà possibile farne richiesta appena il nuovo sistema entrerà in vigore, allorquando il Regno Unito lascerà l’Ue (31 ottobre 2019).

La domanda può essere eseguita online, non richiede alcun costo e prevede solo di dimostrare la propria identità e l’assenza di eventuali condanne penali. Terminata la procedura il richiedente riceverà uno status di immigrazione temporanea che gli permetterà di rimanere nel Regno Unito per 36 mesi dalla data in cui il permesso è stato rilasciato.

Fino al 30 dicembre 2020 sarà ancora possibile dimostrare il proprio diritto al lavoro e all’affitto di proprietà in Uk con passaporto o carta d’identità, in alternativa il soggetto potrà accedere allo status online.  A partire dal 2021 diventerà, invece, obbligatorio dimostrare i propri dati esclusivamente accedendo al proprio status online.

Tale status riconosce il diritto a:

  • lavorare nel Regno Unito;
  • utilizzare il servizio sanitario nazionale;
  • studiare;
  • accedere a fondi pubblici, prestazioni e pensioni;
  • viaggiare dentro e fuori dal Regno Unito.

Chi deve presentare la domanda?

Devono presentare domanda coloro che intendono rimanere in Uk dopo il 31 dicembre 2020 e che:

  • sono cittadini UE, SEE o svizzeri;
  • sono immigrati dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE.

Non avranno diritto di vivere , lavorare e studiare nel Regno Unito coloro che abbiano subito condanne penali o che costituiscono una minaccia per la sicurezza nazionale.

Per le condanne penali occorre fare chiarezza.

I soggetti che presentano domanda per il Settled e pre-settled status devono dichiarare se hanno subito o meno delle condanne penali (senza la necessità di presentare prove).

L’Home Office verificherà che il richiedente non abbia commesso reati gravi, che non si tratti di soggetto recidivo e che non costituisca una minaccia per la sicurezza.

Il richiedente dovrà dichiarare le condanne riportate nel suo casellario giudiziario sia nel Regno Unito che all’estero.

Non è necessario dichiarare i seguenti reati:

•             condanne che non necessitano di essere dichiarate (“spent convictions”, ovvero quelle condanne che, ai sensi del Rehabilitation of Offender Act 1974, possono essere non dichiarate dal soggetto decorso un determinato lasso di tempo, che varia a seconda della condanna ricevuta e decorre dal giorno in cui ha termine la pena totale inflitta; le riduzioni di pena non incidono sul tempo che deve trascorrere per non dichiarare la condanna);

•             ammonimenti (“warnings”);

•             condanne alternative, ad esempio multe per eccesso di velocità.

Verranno inoltre effettuati dei controlli attraverso le banche dati penali del governo.

È possibile presentare domanda per il Settled e pre-settled status anche nel caso in cui il soggetto abbia ricevuto una condanna per reati minori.

Non è, tuttavia, esclusa la possibilità di ottenere il Settled o pre-settled status in caso di ulteriori condanne, in quanto Home Office si riserva di decidere caso per caso.

Nel caso in cui al soggetto sia stata inflitta la pena della detenzione, è comunque possibile presentare la domanda per il Settled status purché il richiedente abbia maturato 5 anni di residenza continuativa nel Regno Unito a decorrere dal giorno in cui questi ha terminato di scontare la pena.

I cittadini irlandesi non devono presentare domanda per soggiornare nel Regno Unito, anche dopo il 31 dicembre 2020; continueranno, infatti, ad avere il diritto di entrare, vivere, lavorare e studiare nel Regno Unito in base agli accordi previsti dal Common Travel Area arrangements. .

Familiari di cittadini UE, SEE o svizzeri

I familiari diretti di cittadini UE, SEE o cittadini svizzeri, che abbiano una nazionalità diversa, saranno in grado di chiedere l’European temporary leave to remain. I familiari diretti sono coniugi, partner e figli a carico di età inferiore ai 18 anni.

Potranno presentare domanda una volta che il loro familiare UE, SEE o svizzero avrà richiesto ed ottenuto l’Euro TLR. La validità del loro permesso è connessa a quella dell’Euro TLR concesso ai loro familiari UE, SEE o svizzeri.

Se vivi nel Regno Unito prima che il Regno Unito lasci l’UE

Coloro che risiedono nel Regno Unito prima della data d’uscita possono presentare domanda per l’Eu Settlement Scheme. I cittadini EU, EEA e svizzeri, insieme ai propri familiari, possono rimanere in maniera indefinita se è loro riconosciuto il settled status.

Sin qui le istruzioni fornite dal Governo del Regno Unito.

In effetti a tutt’oggi Home Office rilascia, se richiesti, i certificati “Registration certificate” e “Permanent residence” previsti e regolati dalla normativa Europea trasfusa in quella del Regno Unito e tutt’ora vigente.

Per brevita’ si precisa che entrambi i documenti certificano il diritto di abitare, lavorare o studiare nel Regno Unito senza alcuna scadenza.

L’unica differenza e’ che il titolare del Permanent residence non puo’ essere espulso e che trascorso un anno dal rilascio di tale documento puo’ richiedere la Cittadinanza Britannica.

A rigore il Settlement scheme e’ in contrasto con le normative della Unione Europea e quindi privo di reale valore giuridico. Da notare che a coloro che domandano il pre- settled status o settled status viene richiesto di approvare espressamente la relativa normativa che equivale a rinunciare alla legislazone europea.

Fonte:informazioni dal Governo del Regno Unito tradotte e coordinate da Guido Ascheri


Autore dell'articolo
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Rag. Guido Ascheri

Guido Ascheri esercita la professione di ragioniere commercialista in Nizza (Francia) e Londra (Regno Unito). È specializzato in consulenza tributaria e societaria internazionale. Si è sempre occupato di formazione professionale continua. Ha insegnato economia e diritto alla Université Nice Sophia Antipolis (Iut – Stid), ha pubblicato libri per i tipi di IPSOA ed EBC, ha fondato e diretto la rivista – Professione Azienda – premiata come opera ad alto contenuto culturale e scientifico dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate.

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