Transazione fiscale e crisi da sovraindebitamento

Transazione fiscale e crisi da sovraindebitamento: chiarimenti dell’Agenzia

di Mario La Manna CommentaIn Codice risoluzione crisi e insolvenza, Commenti Giurisprudenza e Prassi

Con la recentissima Circolare n. 19/E del 6 Maggio 2015 l’Agenzia delle Entrate si sofferma sugli istituti della transazione fiscale ex art. 182-ter della Legge Fallimentare e della composizione della crisi da sovraindebitamento introdotta dalla Legge “Salva-suicidi” (Legge 27 Gennaio 2012, n. 3 – Disposizioni in materia di usura ed estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento).

Così come fatto in tema di Concordato preventivo e Accordi di ristrutturazione dei debiti, l’Amministrazione Finanziaria ripercorre le vicende dei “nuovi” istituti giuridici con l’esame delle modifiche legislative e degli ultimi interventi giurisprudenziali.

Interessante è l’esame che l’Agenzia fa della conciliabilità della transazione fiscale con il generale principio di indisponibilità dell’obbligazione tributaria. Già con la circolare n. 40/E del 2008 l’A.F. aveva fatto notare che “l’istituto della transazione, tipico nel diritto civile (articolo 1965 c.c.), appare del tutto innovativo nell’ordinamento tributario, dove è tradizionalmente vigente il principio di indisponibilità del credito tributario. Ne consegue che la relativa disciplina normativa, in quanto derogatoria di regole generali, è di stretta interpretazione”.

Questi principi, ricorda il documento di prassi, hanno trovato conferma nella recente sentenza della Corte Costituzionale n. 225 del 25 Luglio 2014.

Altro aspetto da tenere presente, sottolinea l’Agenzia, è rappresentato dal fatto che la transazione fiscale esiste fintantoché è inserita nell’ambito di un concordato preventivo o di un accordo ex art. 182-bis l.fall.

Per quel che riguarda la composizione delle crisi da sovraindebitamento la circolare ricorda i soggetti cui è rivolta, ovvero:
• gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale, sia in forma individuale sia in forma societaria, i quali dimostrino il possesso congiunto dei requisiti previsti dall’articolo 1 della legge fallimentare;
• gli imprenditori agricoli;
• le associazioni professionali;
• le start up innovative;
• i consumatori.

Analogamente a quanto stabilito dall’articolo 182-ter della L.F., anche per questa procedura è esclusa la possibilità di falcidiare l’IVA e le ritenute operate e non versate. L’articolo 7, comma 1, terzo periodo, della legge n. 3 del 2012 statuisce, infatti, che “In ogni caso, con riguardo ai tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea, all’imposta sul valore aggiunto ed alle ritenute operate e non versate, il piano può prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento.”.

Diversamente da quanto previsto in tema di transazione fiscale invece, che opera con riferimento ai “tributi amministrati dalle agenzie fiscali”, nel campo di applicazione della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento rientrano anche i tributi locali.

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Mario La Manna

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Risiede a Nola (NA), classe '88, Laurea Specialistica in "Consulenza e Management Aziendale" conseguita a pieni voti presso l'Università degli Studi di Salerno. Si occupa principalmente di consulenza fiscale e contenzioso tributario. Iscritto dal 2011 all'A.N.CO.T.

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