Tfr in busta paga: stop dal 1 luglio

di Rag. Giuseppina Giorgi 1 CommentoIn Le novità del Lavoro, Testata

In scadenza dal 1° luglio 2018 il TFR in busta paga. Il punto e un fac simile della comunicazione da inviare a tutti i lavoratori percettori di Qu.I.R.

Il 30 giugno 2018 scade il periodo sperimentale, iniziato il 1° marzo 2015, della liquidazione del TFR mensile in busta paga mediante la “Quota integrativa della Retribuzione” c.d. Qu.I.R.

Pertanto, dal mese di luglio 2018 si torna alla disciplina ordinaria che prevede la possibilità per il lavoratore di chiedere l’anticipazione del TFR solo in alcuni casi specifici e a determinate condizioni previste dall’art. 2120 c.c. sotto riportato.

Articolo 2120- Disciplina del trattamento di fine rapporto.

(….)

Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70 per cento sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta.
Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10 per cento degli aventi titolo, di cui al precedente comma, e comunque del 4 per cento del numero totale dei dipendenti.
La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
a) eventuali spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
b) acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile .
L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto.
Nell’ipotesi di cui all’articolo 2122 la stessa anticipazione è detratta dall’indennità prevista dalla norma medesima.
Condizioni di miglior favore possono essere previste dai contratti collettivi o da patti individuali. I contratti collettivi possono altresì stabilire criteri di priorità per l’accoglimento delle richieste di anticipazione.

In verità la liquidazione del TFR mensile in busta paga non ha ottenuto il successo auspicato principalmente per l’applicazione della tassazione ordinaria che determinava, quasi sempre, un’imposta lorda maggiore rispetto a quella che sarebbe stata calcolata con la tassazione separata, oltre che per la rilevanza sulle detrazioni fiscali soggette ad una diminuzione a causa dell’aumento del reddito complessivo, come pure per l’incremento sulle addizionali Regionali e Comunali, ai fini dei limiti reddittuali per gli assegni nucleo familiare e dell’ISEE .

Salvo proroghe dell’ultima ora, da luglio 2018 il lavoratore non può chiedere al datore di lavoro di voler continuare a percepire il TFR in busta paga; fra l’altro, decadendo la norma che lo escludeva, la quota maturanda del TFR costituirebbe elemento retributivo a tutti gli effetti e non  anticipazione del TFR, quindi imponibile ai fini previdenziali, con aggravio per le parti in causa (datore di lavoro e lavoratore).

La norma non prevede alcun obbligo, in capo al datore di lavoro, di comunicare ai dipendenti interessati la conclusione del periodo sperimentale di applicazione della Qu.I.R., tuttavia, abbiamo predisposto un facsimile di comunicazione che lo stesso datore di lavoro potrà utilizzare per fornire tale informazione, qualora lo ritenga opportuno.

Ecco il fac simile della comunicazione:

A TUTTI  I  LAVORATORI

PERCETTORI  DI  Qu.I.R.

OGGETTO: comunicazione di conclusione del periodo sperimentale di applicazione della Qu.I.R.

Con la presente, si comunica  che il 30 giugno 2018 si conclude il periodo sperimentale di applicazione della Qu.I.R., la  liquidazione mensile della quota maturanda del TFR.

Dal prossimo mese di luglio 2018 troverà, pertanto, nuovamente applicazione la disciplina ordinaria del TFR con la conseguenza che eventuali anticipazioni potranno essere richieste nei casi  previsti dalla legge, dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato o dalle condizioni aziendali.

Distinti saluti.

Per restare aggiornato abbonati alla Circolare settimanale del Lavoro



Autore dell'articolo
identicon

Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

Comments 1

  1. Salve, volevo sapere se anche per le badantipuò essere applicata la norma, io ho una badante ad ore ed il TFR la aiuta ad aumentare la somma percepita.
    grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *