TFR: anticipo e trattamento fiscale

di Gennaro Matacena CommentaIn Adempimenti, Lavoro

Il trattamento di fine rapporto ( TFR ) è una retribuzione differita che il lavoratore dipendente matura in costanza di rapporto di lavoro, la cui corresponsione è posticipata alla cessazione del rapporto di lavoro a norma dell’ art. 2120 cc..

Rappresentano una parziale eccezione a tale regola le anticipazioni di TFR. Di fatto, a norma del medesimo art., al lavoratore dipendente è riconosciuta pur in costanza di rapporto di lavoro, la facoltà di richiedere, a particolari condizioni, l’erogazione anticipata di una quota parte del trattamento di fine rapporto maturato fino a quel momento.

Ma quali sono le condizioni dettate dall’art. 2120 del cc.? E quale documentazione è necessario presentare al datore di lavoro per avanzare richiesta di anticipo di Tfr?

I limiti fissati dal Legislatore per richieste di anticipazioni costituiscono il quadro di riferimento minimo entro il quale il datore di lavoro ha l’obbligo di soddisfare le richieste, fermo restando eventuali condizioni di miglior favore che possono essere previste dai contratti collettivi o da patti individuali. Nel dettaglio:

  • limiti soggettivi: il lavoratore dipendente deve possedere almeno 8 anni di servizio presso lo stesso   datore;
  • limiti numerici: l’importo richiesto non può essere superiore al 70 % del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro a quella data.
  • limiti oggettivi: acquisto della prima casa per sé o per i propri figli; sostenere spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari riconosciuti dalle competenti ASL; far fronte alle spese durante i congedi parentali e congedi per la formazione continua.
  • limiti quantitativi: le richieste presentate dai lavoratori devono essere soddisfatte annualmente entro il limite del 10% degli aventi diritto e comunque entro il limite del 4% del numero totale dei dipendenti.

Il lavoratore che richiede l’anticipazione del TFR deve presentare apposita richiesta al datore di lavoro allegando la seguente documentazione:

  • per le spese sanitarie: l’attestazione rilasciata dalle ASL da cui risulti l’esistenza della malattia e quindi la necessità della conseguente terapia o intervento e l’entità della spesa;
  • per l’acquisto della prima casa: qualsiasi documentazione idonea ad attestare l’acquisto (rogito notarile, contratto preliminare di acquisto ecc.);
  • per le spese sostenute durante i periodi di congedo parentale e congedi per la formazione: nessuna documentazione in particolare, se non la domanda di congedo con indicazione della data di inizio di fruizione dello stesso.

Il trattamento di fine rapporto è riconosciuto nei confronti della generalità dei lavoratori dipendenti a prescindere dalla qualifica, dall’inquadramento del lavoratore e dal tipo di contratto di lavoro individuale stipulato.

Il tfr, viene calcolato sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. L’importo di TFR accantonato anno per anno, e calcolato come appena descritto, deve essere ridotto dell’aliquota contributiva Ivs aggiuntiva fissata nella misura dello 0,50%. Per retribuzione dovuta, salvo diversa previsione dei ccnl, si intende la retribuzione di competenza dell’anno, cioè quella spettante per l’anno medesimo, costituita da tutti i compensi diventati liquidi ed esigibili, anche se erogati successivamente per qualsiasi motivo. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Come scritto il Tfr, salvo il caso di anticipazione di cui ampiamente discusso, viene erogato al momento della cessazione del rapporto di lavoro indipendentemente dalla motivazione.  

Di norma entro quanto deve essere pagato il TFR?

Generalmente, deve essere pagato all’atto della cessazione o nel diverso termine stabilito dal Ccnl applicabile. E’ prassi aziendale diffusa quella di corrispondere il Tfr entro il mese successivo a quello di cessazione del rapporto e ciò per consentire l’aggiornamento dei coefficienti di rivalutazione. Tuttavia, l’azienda che non sia in possesso di tutti i dati necessari per il calcolo esatto del TFR può pagare subito gli accantonamenti rivalutati e differire il pagamento del solo rateo mancante.

Trattamento fiscale del TFR

Il TFR è tassato separatamente con un’aliquota determinata con riferimento agli scaglioni di reddito vigenti nell’anno in cui è maturato il diritto , da determinarsi su un reddito di riferimento riparametrato sul numero di anni e mesi presi a base di commisurazione. Il regime di tassazione separata comporta che queste somme non concorrano alla formazione del reddito complessivo dell’anno d’imposta in cui sono percepite e su cui si applica la tassazione ordinaria con le aliquote progressive per scaglioni di reddito.


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Gennaro Matacena

Laureato in Scienze dell'Amministrazione. Inizia il percorso in consulenza del lavoro nel 2012 conseguendo poi nel 2014 l'abilitazione all'esercizio della professione, oggi iscritto all'ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli con n.3432. Esperto in amministrazione del personale e consulenza del lavoro con attività dapprima in studio professionale e attualmente in una multinazionale di servizi.

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