Tax free shopping e fatturazione elettronica

di Barbara Bissacco CommentaIn Fatturazione elettronica, In Evidenza, Primo Piano

A partire dal 1° settembre 2018, anche per le cessioni di beni al dettaglio effettuate a soggetti privati extracomunitari rientranti nell’ambito del tax free shopping è stato esteso l’obbligo di fatturazione elettronica.

Il tax free shopping, regolato dall’art. 38 quater del D.P.R. n. 633/1972, è una modalità di acquisto che consente ai viaggiatori extracomunitari, che si recano per turismo in Italia, di recuperare l’IVA pagata sugli acquisti effettuati all’interno del nostro Paese. Quindi si tratta di un trattamento di favore verso il turista straniero, con lo scopo di favorire il turismo in Italia ed incentivare il commercio internazionale dei prodotti locali.

Per l’applicazione di questa agevolazione però devono ricorrere i seguenti requisiti:

  • il cedente deve essere un commerciante al dettaglio;
  • l’acquirente deve essere un soggetto privato extracomunitario;
  • l’oggetto dell’acquisto deve essere un bene destinato all’uso personale del viaggiatore o dei suoi familiari;
  • l’importo dell’acquisto deve essere superiore ad € 154,94 IVA compresa;
  • per tale cessione deve essere emessa obbligatoriamente fattura.

È previsto che tali beni debbano uscire dal territorio comunitario entro tre mesi dal loro acquisto, inoltre la loro uscita, approvata dal visto doganale, deve avvenire con trasporto all’interno dei bagagli personali del turista extracomunitario. La fattura vistata dalla dogana deve rientrare nella disponibilità del cedente entro il quarto mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per l’emissione delle fatture elettroniche relative alle operazioni di tax free shopping, ha messo a disposizione il programma OTELLO 2.0, il quale permette di procedere secondo due modalità:

  • emissione della fattura senza l’addebito dell’IVA ai sensi dell’art. 38 quater, 1° comma, del D.P.R. n. 633/1972.
  • emissione della fattura con addebito IVA con successiva emissione di una nota di variazione per il rimborso dell’IVA, ai sensi dell’art. 38 quater, 2° comma, del D.P.R. n. 633/1972.

Il processo avviene come segue: il cedente emette ed invia direttamente all’Agenzia delle Dogane la fattura in formato elettronico, consegna all’acquirente extracomunitario il documento in formato analogico, il quale deve contenere il codice ricevuto dal sistema informatico che serve a certificare l’avvenuta acquisizione da parte dello stesso.

Successivamente il cessionario, per ottenere il rimborso dell’imposta, deve dimostrare che il bene acquistato è realmente uscito dal territorio doganale comunitario, attraverso il visto digitale rappresentato dal codice univoco generato da Otello 2.0.

Il cedente, a sua volta, deve verificare sul suo portale, il momento in cui è stato rilasciato il visto che conferma l’avvenuta uscita del bene dal territorio comunitario e quindi, qualora avesse emesso fattura con IVA, può procedere all’emissione della nota di variazione per il rimborso dell’IVA nei confronti del cessionario.

Qualora il cessionario extracomunitario desiderasse ottenere un rimborso IVA più veloce, come alternativa potrebbe avvalersi anche dell’ausilio delle Tax Refund Agency, che sono agenzie intermediarie dell’amministrazione finanziaria, le quali si occupano delle procedure necessarie a far ottenere al viaggiatore estero il rimborso dell’imposta pagata.

Le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate n. 58/E/2019 e n. 65/E/2019 hanno fornito ulteriori chiarimenti in merito alla corretta emissione delle note di variazione.

In particolare nella risoluzione n. 58/E/2019 è stato specificato che le note di variazione sia in aumento che in diminuzione devono essere effettuate dal cedente rispettando le stesse regole previste per le relative fatture e quindi secondo modalità elettroniche, utilizzando il sistema Otello 2.0.

Inoltre non sono consentite note di variazione cumulative, in quanto ogni singola operazione di cessione risulta univocamente identificata da Otello 2.0 mediante la notifica del c.d. “codice richiesta”, che deve essere indicato sulla copia che il cedente consegna al cessionario.

Non è altresì previsto l’utilizzo di strumenti alternativi al sistema Otello 2.0 per la generazione delle note di variazione.

La successiva risoluzione n. 65/E/2019 ha ulteriormente chiarito che qualora il cedente abbia emesso fattura senza esercitare la rivalsa IVA, in caso di mancata restituzione della stessa in capo al cessionario, il cedente deve regolarizzare l’operazione emettendo una nota di variazione in aumento,  ai sensi dell’art. 26, 1° comma,  del D.P.R. n. 633/1972, attraverso il sistema Otello 2.0, in maniera singola, senza possibilità di ricorrere a documenti fiscali cumulativi, come già ribadito nella risoluzione n. 58/E/2019.

Laddove il cedente abbia invece applicato l’IVA in fattura e ci sia stato il successivo rimborso nei confronti del cessionario, in quanto è avvenuta l’uscita dei beni dal territorio comunitario, il cedente procede a recuperare l’imposta mediante annotazione della corrispondente nel registro di cui all’articolo 25 del D.P.R. n. 633/1972 (registro IVA acquisti), senza necessariamente emettere un documento autonomo per indicare l’avvenuta variazione in diminuzione.

In caso di controlli o contestazioni, sarà onere del cedente fornire la prova degli elementi idonei a giustificare la variazione operata ed il collegamento con l’operazione originaria.

La prova può essere fornita anche mediante documenti riepilogativi rilasciati dalle Tax Refund Agency ai propri clienti, laddove tali documenti consentano un collegamento univoco con l’originaria cessione, l’uscita dei beni dal territorio dell’Unione Europea e la conseguente variazione annotata nel registro IVA acquisti.


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Barbara Bissacco

Tributarista qualificata LAPET di cui alla Legge n. 4/2013 e certificata FAC ai sensi della norma UNI 11511, laureata in Economia e Commercio, indirizzo economia e legislazione per l'impresa, preso l'Università "Ca' Foscari" di Venezia. Titolare dello Studio Bissacco in Piove di Sacco (PD), esperta in contabilità, bilancio d'esercizio, diritto societario, imposte dirette e imposte indirette. Docente di corsi di formazione in materie contabili e fiscali promossi dalla Regione Veneto e finanziati dai fondi sociali europei per la ricollocazione dei lavoratori disoccupati.

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