Tassazione dei trasferimenti immobiliari: il nuovo regime dal 2014 (parte 3)

di Andrea Mannara 2 CommentiIn La Casa

Il giorno 01 gennaio 2014 è entrato in vigore il nuovo regime di tassazione dei trasferimenti immobiliari, applicabile agli atti, a titolo oneroso, traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari. Nei precedenti articoli [Tassazione dei trasferimenti immobiliari: il nuovo regime dal 2014 (parte 1) e Tassazione dei trasferimenti immobiliari: il nuovo regime dal 2014 (parte 2)] abbiamo illustrato le principali novità in materia e abbiamo analizzato alcune ipotesi particolari.

Oggi, ultimiamo la trattazione analizzando i regimi speciali agevolativi non interessati dalle modifiche legislative in questione.

Il nuovo regime di tassazione degli atti relativi ai trasferimenti immobiliari, che interessa le imposte di registro, ipotecaria e catastale, non opera con riferimento ad alcune previsioni fiscali, che sono funzionali alla disciplina di particolari istituti e che hanno una applicazione ampia, la cui riferibilità ai trasferimenti immobiliari è solo eventuale.
Tali previsioni fiscali restano in vigore e riguardano, più nello specifico:

la mediazione civile e commerciale
– i procedimenti in materia di separazione e divorzio
,
la conciliazione giudiziale
le agevolazione per la piccola proprietà contadina.

La mediazione civile e commerciale

La mediazione è un istituto finalizzato alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. È quella attività che, svolta per opera di un terzo imparziale (il mediatore), conduce alla ricerca di una soluzione condivisa tra due parti in lite tra loro.
L’obiettivo principale della mediazione è quello di definire in via extragiudiziale le controversie in materia civile e commerciale, riducendo così il contenzioso dinanzi alla magistratura ordinaria.

Proprio per incentivare l’utilizzo di questo istituto, il legislatore ha previsto un particolare regime fiscale agevolativo.

Tale regime consiste nella esenzione di tutti gli atti, documenti e provvedimenti inerenti la mediazione, dal pagamento dell’imposta di bollo e di ogni tassa o spesa di qualsiasi natura e specie. Tale misura agevolativa trova applicazione anche per i verbali di trasferimento di immobili scaturenti dal procedimento di mediazione.

Procedimenti in materia di separazione e divorzio

Tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di separazione o di divorzio sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa. Questa agevolazione si applica anche per gli atti relativi ai trasferimenti immobiliari derivanti da sentenza di separazione o divorzio.

Le intervenute modifiche legislative sulla tassazione degli atti relativi a trasferimenti immobiliari non interessano il caso in questione.

La conciliazione giudiziale

La conciliazione giudiziale è quell’istituto in base al quale le parti di una controversia giudiziale trovano un accordo, che manifestano e sottoscrivono dinanzi al giudice nell’ambito di un processo giudiziale. I processi verbali di conciliazione di valore superiore ad euro 51.645,69 sono esenti dall’imposta di registro.

Qualora i verbali di conciliazione recano trasferimenti immobiliari, nonostante le intervenute modifiche legislative, continua ad applicarsi l’esenzione fiscale.

Agevolazioni per la piccola proprietà contadina

Le agevolazioni previste dal legislatore per la piccola proprietà contadina mirano a favorire lo sviluppo della imprenditorialità nel settore agricolo e a favorire il ricambio generazionale nella gestione delle aziende agricole.

Beneficiari delle agevolazioni sono i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella relativa gestione previdenziale Inps. Oggetto delle agevolazioni sono i trasferimenti a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, qualificati come agricoli in base agli strumenti urbanistici vigenti (piano regolatore comunale).

Le agevolazioni consistono nella riduzione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. In particolare: le imposte di registro e ipotecaria saranno in misura fissa pari ad euro 200 ciascuna, mentre l’imposta catastale sarà calcolata nella misura dell’1 per cento.

Autore dell'articolo
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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Comments 2

  1. La conciliazione giudiziale.
    “I processi verbali di conciliazione di valore superiore ad euro 51.645,69 sono esenti dall’imposta di registro.” (Dott. Andrea Mannara)

    Appare evidente che in tale dicitura esistano delle incongruenze in relazione al d.lgs 488/99 art.9 com.9, il quale recita:
    “Sono esenti dall’imposta di registro i processi verbali di conciliazione di valore NON superiore a lire 100 milioni”(euro 51.645,69)”

    Il problema si pone allorquando tale tetto venga sforato.
    A tal proposito appare che l’agenzia delle entrate si sia suddivisa in tanti piccoli staterelli non comunicanti tra loro, interpretando il decreto a modo proprio a secondo dell’agenzia e alle disposizioni imposte dal capo area, suddividendo i cittadini in “buoni e cattivi” in base alla loro ubicazione nel territorio italiano, come se ancora l’unificazione non fosse avvenuta.
    E’ il caso proprio dell’agenzia delle entrate di Catania che, perventutagli una conciliazione del valore di 57.000 € ed avendo quindi sforato il tetto di 51.645,69, ha pensato opportuno applicate l’imposta di registro del 12% sull’intero importo, senza aplicarlo alla sola differenza come invece calcolato per altre conciliazioni dall’agenzia di Salerno.
    L’esempio, se mi si permette, è come l’aquisto in offerta dei prodotti in 3×2 (prendi tre paghi due) dove è evidente che acquistando il 4° medesimo prodotto questo verrà pagato per intero.
    Dall’ evidenza dei fatti, l’agenzia delle entrate di Catania, pur se valida l’offerta in 3×2, se si aquistano 4 prodotti vanno pagati tutti a presso intero.

    Tale facoltà interpretativa è stata invece sanata e resa inequivocabile dall’istituto della mediazione civile, disciplinato dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, il quale indica espressamente “il verbale di accordo è esente
    dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente”.

    In considerazioni a tale discrasia venutasi a verificare, chiedo lumi sulla possibilita di ricorso in comissione tributaria o sull’eventuale esercizio in autotutela.

    Beppe Mammino

    1. I processi verbale di conciliazione giudiziale di importo NON superiore ad euro 51.645,69 sono esenti da imposta di registro.
      Intanto esiste una differenza tra la mediazione civile e la conciliazione giudiziale.
      La mediazione civile, infatti, interviene a sanare una lite al di fuori del canale giudiziario. La conciliazione giudiziale, invece, è un atto con cui le parti di un giudizio, instaurato dinanzi alla magistratura, trovano un accordo per sanare bonariamente la lite. Il verbale di conciliazione giudiziale è redatto dal giudice in seno al processo instaurato innanzi a lui.
      In merito alle diverse interpretazioni fornite dai vari uffici dell’Agenzia delle Entrate, le consiglio di rivolgersi personalmente ad un tributarista, il quale potrà verificare l’evoluzione della giurisprudenza in merito e consigliarla sul da farsi.

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