Tassazione dei redditi prodotti all’estero: ecco le novità

di Francesca Romana Bottari 1 CommentoIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

Vediamo sinteticamente tutte le casistiche oggi contemplate dalla legislazione fiscale italiana alla luce del Tuir, dei chiarimenti 2015 dell’Agenzia delle entrate.

La circolare 9/E 2015 dell’Agenzia delle Entrate spiega che “i redditi di impresa sono da considerare come “prodotti all’estero” se derivano da attività esercitate oltre frontiera attraverso una stabile organizzazione”.

Vediamo come interpretare l’articolo 165 del Tuir ai fini della corretta tassazione dei redditi all’estero, con particolare riferimento alle imprese. La norma si applica con la così detta regola del “vantaggio”. Vale a dire che sei il contribuente ha versato imposte sui redditi in uno stato estero, nel caso in cui queste siano inferiori all’importo che avrebbe pagato in Italia, allora deve versare all’erario la differenza.

Al contrario, se invece ha pagato di più, non ha diritto alla restituzione perché il credito d’imposta compete solo fino alla concorrenza dell’imposta italiana calcolata sul reddito estero. I casi in cui si realizzano differenze/asimmetrie/gap fra redditi tassati in Italia ed i redditi tassati nell’altro stato estero sono possibili per cause molto varie e non ascrivibili a scelte del contribuente.

Ad esempio aliquote diverse, casi di detraibilità e/o non tassabilità, esercizio fiscale non corrispondente all’anno solare, General Accepted Accounting Standards che ovviamente variano per ogni stato.

L’Agenzia delle Entrate fa quindi riferimento alla legge 80/2003 di delega fiscale quale norma che ha introdotto una serie di modifiche all’articolo 165 del Tuir e che consente di bilanciare le asimmetrie di tassazione fra due Stati sovrani.

• in primo luogo cambia il calcolo della quota d’imposta italiana riferita ai redditi all’estero, assumendo al denominatore il reddito complessivo “al netto delle perdite di precedenti periodi d’imposta ammesse in diminuzione”;
• il “reddito prodotto all’estero” è quello definito all’articolo 23 del che stabilisce quali sono i criteri di applicazione dell’imposta ai non residenti.:” i redditi si considerano prodotti all’estero sulla base di criteri reciproci a quelli previsti dall’articolo 23 per individuare quelli prodotti nel territorio dello Stato” (lettura a specchio);
• il meccanismo del riporto in avanti e indietro delle eccedenze di imposta sia italiana che estera (applicabile ai titolari di reddito d’impresa), è modificato con l’obiettivo di non lasciare inutilizzato l’eventuale credito non fruito in un determinato periodo d’imposta;
• il credito si riduce in misura proporzionale nei casi di parziale concorrenza del reddito estero all’imponibile del residente;
• si fa riferimento agli istituti del consolidato e della trasparenza fiscale.

 

L’articolo completo può essere letto sulla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 4/2015.

La Rivista è disponibile anche in ABBONAMENTO.

 

Vi segnaliamo anche due utili Circolari del Giorno, disponibili anche in abbonamento che analizzano i punti salienti della Circolare 9/E del 2015 dell’Agenzia delle Entrate:

– Credito per le imposte pagate all’estero – Parte 1
– Credito per le imposte pagate all’estero – Parte 2

Autore dell'articolo
identicon

Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

Comments 1

  1. Buon pomeriggio Dott.ssa Bottari, Vorrei chiederLe un’informazione.

    Sono titolare di ditta individuale esercente l’attività di agente immobiliare in Italia, ho moglie e figlia a carico e viviamo in casa di proprietà di mio suocero con contratto di comodato d’uso gratuito.

    Allo stesso tempo, sto per aprire una Ltd a Londra dove risiederò e lavorerò da pendolare per gran parte dell’anno per svolgere consulenza immobiliare.

    Non vorrei di iscrivermi all’ Aire in quanto viaggiando sempre preferirei mantenere il mio medico in Italia.

    Il quesito è: i redditi prodotti dalla Ltd, considerando il fatto che l’utile rimarrà in capo alla Ltd senza percepire dividendi come persona fisica, saranno tassati solo in Uk o dovrò dichiararli anche in Italia?

    In attesa di suo riscontro, porgo cordiali saluti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *