Suzhou Industrial Park: il parco industriale di Sozhou alle prese con il cambiamento

di Lorenzo Riccardi CommentaIn Fiscalità Estera

Il Parco Industriale (Suzhou Industrial Park) fondato in collaborazione con Singapore, è chiamato a guidare sviluppo e innovazione nella nuova fase dell’economia Cinese.

Situato nella provincia dello Jiangsu e a ridosso di Shanghai, Suzhou, centro di 6,5 milioni di abitanti, rimanda spesso con il pensiero a Venezia per via del suo canale e della sua bellezza. Al contempo non si può ingnorare l’altro fiore all’occhiello della città, e cioè il Parco Industriale (Suzhou Industrial Park) fondato nel 1992 in collaborazione con Singapore.

A poco più di vent’anni dalla sua inaugurazione, il Suzhou Industrial Park (SIP) ha tagliato tutti i traguardi iniziali, divenenendo la principale destinazione di investimenti dall’estero negli ultimi anni, come lo stesso Yang Zhiing (Direttore del Comitato Direttivo) afferma. Questo grande successo si può esprimere con un volume di affari generato di 30,4 miliardi di dollari nel 2013 (+9,4% sul 2012) e con 91 compagnie appartenenti al Fortune 500 presenti. Numeri interessanti che fanno il paio con un livello di vita all’avanguardia, all’interno di un ambiente a forte vocazione internazionale.

All’orizzonte però si stagliano nuove sfide. Prima su tutte il nuovo corso di riforme intrapreso dal Partito impone un deciso cambiamento anche per il SIP, che ora dovrà virare verso una maggiore apertura. Si ripropone inoltre il lo sforzo nel passare dal ‘Made in China’ al ‘Created in China’. In questo senso benchè il 40% del PIL interno provenga dai servizi e l’ammissione di aziende cosiddette ‘a basso valure aggiunto’ sia oramai ristretta a pochi casi, il manifatturiero ricopre ancora una rilevanza di primo piano. Infine emerge il problema legato alle immissioni: molte imprese non in regola con gli standard ambientali sono infatti costrette ad abbandonare il SIP, ma l’impressione è che molto possa essere ancora fatto per promuovere uno sviluppo ecosostenibile.

Diverse sono le collaborazioni già intraprese con univesità e centri di ricerca volte a favorire la presenza di bio e nanotecnologie. Ma per ripetere quanto il SIP ha raggiunto sino ad oggi, le misure future non potranno prescindere dall’effettiva implementazione di incentivi all’ingresso e allo sviluppo dei servizi e di settori a vocazione high-tech.

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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

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