Start-Up Innovative: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

di Marco Salvati 1 CommentoIn Nuove società, Start-up Innovative

Definito il quadro normativo sulle Start-Up Innovative è l’Agenzia delle Entrate che ha, nei giorni scorsi, emanato una Circolare che ben compendia tutta la disciplina che dal dicembre 2012 ad oggi si è evoluta. La Circolare in questione, 16/E dell’11/06/2014, oltre ripercorrere ed esplicare i vari punti salienti sulla disciplina delle imprese innovative, offre interessanti chiarimenti su alcuni aspetti che meritano di essere approfonditi in questo e nei prossimi articoli.

Merita sicuramente di essere trattato quanto riportato nel punto 1.1 della Circolare nel quale l’Agenzia, dopo aver richiamato i requisiti che l’impresa deve possedere per potersi iscrivere nella sezione speciale del Registro delle Imprese (condizione senza la quale l’impresa non può definirsi Start-Up Innovativa e quindi non può beneficiare delle agevolazioni concesse), approfondisce il divieto di iscrizione tra le impresa innovative per quelle società nate da una operazione straordinaria.

Andiamo con ordine: l’art. 25 del D.L. 179/2012 al 2° comma, indica una serie di requisiti che la Sti deve possedere congiuntamente. Uno di questi requisiti è che la start-up non può essere il risultato di una scissione, fusione o cessione di azienda o di ramo di essa. Tale divieto è perfettamente coerente con la ratio del dettato normativo finalizzato a favorire la nascita di “nuove” imprese innovative, tant’è che la normativa sulle Start-Up Innovative è applicabile per quarantotto mesi, arco temporale ritenuto congruo per un’impresa per considerarsi in una fase di start-up.

L’Agenzia delle Entrate, nella sua Circolare, spiega che tale divieto deve essere inteso in senso generale considerando, oltre le operazione espressamente indicate nel su citato articolo di fusione, scissione e cessione d’azienda (o ramo), come divieto di costituzione di imprese agevolabili anche quelle nascenti per effetto di un’operazione di riorganizzazione aziendale, compresa quella di conferimento d’azienda o di ramo d’azienda. Come si dice comunemente: c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. In questo caso l’eccezione è data dall’operazione di trasformazione che, a differenza delle altre M&A, non ostacola il riconoscimento dello status di Start-Up Innovativa. Tale interpretazione è coerente con le indicazioni fornite dal MiSE in una propria nota datata 8 ottobre 2013 (prot. n. 0164029). Il tutto nasce da un quesito posto dalla Camera di Commercio di Rimini al MiSE.

Andiamo con ordine: in data 7 ottobre 2010 un imprenditore aveva depositato un brevetto industriale utilizzato inizialmente con la sua ditta individuale. L’impresa, attiva già dal 2008, una ventina di giorni dopo il deposito del brevetto, aveva modificato la sua attività prevalente, inizialmente completamente diversa, in attività di fabbricazione di attrezzature per il sollevamento e la movimentazione di carichi, coerentemente con il brevetto depositato. Un anno dopo, quindi nell’ottobre 2011, l’imprenditore aveva deciso di dar vita ad una srl unipersonale costituita con un conferimento in denaro. E’ nel dicembre del 2011 che la nuova srl acquisisce il requisito di Start-Up tramite l’atto di cessione con il quale l’azienda individuale veniva trasferita alla new-co, trasferendo quindi anche il brevetto. Il 12 marzo 2013 la società in questione aveva fatto richiesta al Registro delle Imprese di Rimini di iscrizione nella sezione speciale riservata alle Start-Up Innovative, omettendo in prima battuta l’autocertificazione richiesta per evitare di mentire sui requisiti dettati dell’art. 25 e richiedendo poi, dopo la sollecitazione da parte della CCIAA, una valutazione a quest’ultima prima di procedere alla dichiarazione o di rinunciare all’iscrizione.

La Camera di Commercio di Rimini ha girato la palla al MiSE che, nella sua nota, al fine di non “creare un regime di discriminazione nei confronti di quei soggetti imprenditori individuali, che pur titolari di una privativa industriale, non potrebbero avvalersi del disposto normativo previsto dall’articolo 25 e seguenti, in quanto non costituiti in forma societaria, ed in quanto (al contempo) impediti a trasformarsi in società” ha riconosciuto al soggetto la possibilità, sussistendo tutti gli altri requisiti richiesti, di iscriversi nella sezione speciale dando evidenza, nella certificazione richiesta, dell’iter che ha portato alla costituzione della nuova società.

Risulta interessante, per concludere, un passaggio del MiSE nella sua nota nel quale riconosce che l’impossibilità per un imprenditore individuale di beneficiare del regime premiale delle Sti pur possedendone i requisiti, estrometterebbe questi soggetti dal concorrere al rilancio economico del Paese e li spingerebbe, per poter sviluppare il proprio know-how, ad emigrare all’estero.

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Marco Salvati

Dottore Commercialista e Revisore Legale in Roma presso la Studio Associato Lillo-Della Capanna-Lillo. Si occupa prevalentemente di consulenza e pianificazione fiscale a società e professionisti nonché di difesa del contribuente in fase giudiziale e stragiudiziale.

Comments 1

  1. Vorrei che qualche esperto in materie di Start Up Innovative mi facesse sapere se al fine di ottenere i finanziamenti per l’accensione di società del tipo, è necessario che un brevetto sia stato approvato e quindi annoverarto nella banca dati dell’Ufficio Brevetti Italia, oppure sarebbe sufficiente averlo inoltrato allo stesso Ufficio Brevetti Italia chiedendo l’approvazione. ( Faccio un esempio: “ho presentato un brevetto il 3.novembre 2016, avrei pensato all’accensione di una Start Up , devo aspettare che l’Ufficio Brevetti annoveri la mia richiesta di brevetto, oppure posso farlo nelle more dell’approvazione?) Certo della risposta di qualche buon amico, ringrazio e in attesa, saluto cordialmente Pietro Colapietro.

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