le agevolazioni per gli investimenti in start up innovative

Start-Up Innovativa: facciamo il punto

di Marco Salvati CommentaIn Nuove società, Start-up Innovative

La legislazione delle Start-Up Innovative, dalla sua nascita ad oggi, ha visto un’evoluzione fatta di decreti attuativi, modifiche normative, autorizzazioni europee. Allora, come recita la famosa locuzione latina, repetita iuvant, cerchiamo in questo articolo e nei prossimi, di fare il quadro dell’attuale disciplina normativa delle Sti, vedendo quali sono i requisiti, le modalità di accesso al regime, le deroghe al diritto societario ed in generale i benefici che il legislatore ha riservato alle imprese innovative.

 

Partiamo dal principio: cos’è una Start-Up Innovativa?


L’art. 25 del D.L. 179/2012
(convertito con modifiche dalla L. 221/2012) precisa che la Start-Up Innovativa è una società di capitali (s.r.l., S.p.A., S.A.P.A.), costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano o una Societas Europaea, ovviamente residente in Italia, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su di un sistema multilaterale di negoziazione.
Lo stesso articolo prevede poi una serie di requisiti affinché una società, costituita in una delle suddette forme giuridiche, possa qualificarsi come Sti:

a) è costituita e svolge attività d’impresa da non più di quarantotto mesi;
b) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
c) a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;
d) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
e) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
f) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

 

Non è finita qui, perché al fianco di questi requisiti da possedere congiuntamente, l’impresa deve rispettare almeno uno dei seguenti tre requisiti:

1. le spese in Ricerca&Sviluppo devono essere maggiori o uguali al 15% del maggiore tra il costo ed il valore totale della produzione.
2. l’impiego come dipendenti o collaboratori, in percentuale uguale o superiore ad 1/3 del totale della forza lavoro impiegata complessivamente, di personale in possesso di un titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblica o privati, italiani o esteri. L’alternativa a questo requisito è che una percentuale uguale o superiore ai 2/3 della forza lavoro complessiva, sia in possesso di una laurea magistrale ai sensi dell’art. 3 del Regolamento di cui al Decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 22 ottobre 2004 n. 270.
3. la società sia titolare o depositario o licenziatario di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

 

Essere in possesso di tutti i su elencati requisiti è condizione indispensabile ma non sufficiente per essere considerata Start-Up Innovativa. All’atto dell’iscrizione presso la Camera del Commercio, dell’Industria, dell’Artigianato e dell’Agricoltura, dovrà, infatti, essere richiesta la registrazione in una Sezione Speciale che il legislatore ha appositamente previsto. L’iscrizione in tale sezione è la condicio sine qua non per poter usufruire dei benefici che il legislatore ha riservato alle imprese innovative. La sezione riservata alle Sti conta, alla data di oggi, 1.792 società iscritte.

Proprio la settimana scorsa si è tenuto a Milano, presso la sede della Regione Lombardia, l’evento “Gli stati generali dell’ecosistema Startup italiano”. Il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, che non è potuta intervenire di persona all’evento, ha voluto, tramite un comunicato, dare il suo sostegno al mondo delle Sti poiché Sostenere le Start-Up innovative significa gettare le basi per un nuovo Made in Italy capace di diffondere l’immagine di un Paese di nuovo in grado di scommettere sulle sue migliori energie e di competere a livello internazionale nell’attrazione di talenti e risorse.” “… un Paese ospitale per le aziende innovative abbia anche maggiori possibilità di attrarre capitale finanziario e umano dall’estero, incrementando il proprio livello di competitività e attrattività”.

Il Ministro nel suo comunicato ha aggiunto anche che di fatto gli strumenti messi a disposizione dal D.L. Crescita 2.0 devono ancora essere utilizzati a pieno per dare i loro frutti. Sarà proprio il nuovo Ministro che terrà per la prima volta una relazione in Parlamento sul mondo delle Start-Up Innovative.

Autore dell'articolo
identicon

Marco Salvati

Dottore Commercialista e Revisore Legale in Roma presso la Studio Associato Lillo-Della Capanna-Lillo. Si occupa prevalentemente di consulenza e pianificazione fiscale a società e professionisti nonché di difesa del contribuente in fase giudiziale e stragiudiziale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *