Spesometro: lo strano caso degli agricolori esenti ma costretti alle comunicazioni Iva

di Daniele Passeri 5 CommentiIn Tessera sanitaria

Un legislatore ‘distratto’  prima esonera alcuni agricoltori dall’obbligo di tasse e registri, poi gli impone di comunicare le operazioni Iva. Come al solito, l’unica linea guida rimane il buon senso

Si può obbligare un cittadino a rendere conto della sua contabilità professionale, se per legge…non è obbligato? Se insomma sia assolutamente in regola a non conservare registri, finanche escluso dal pagare tasse, in quanto compreso in una categoria di reddito esentata da tutto? Ecco, per questo cittadino comunicare le spese rilevanti ai fini dell’accertamento fiscale può farsi difficile.

Pare paradossale, ma è ciò che sta accadendo agli imprenditori agricoli in regime di esonero ai fini Iva per aver realizzato un volume di affari sotto i 7.000 euro nel 2012. In questo momento loro ed i professionisti che li seguono, camminano a tentoni e c’è grande incertezza sull’obbligo di trasmettere l’elenco clienti e fornitori.

Ma per legge, il dovere di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva esiste anche in capo agli agricoltori ‘minimi’. Lo dice l’articolo 36 comma 8-bis del Dl 179/2012, entrato in vigore il 19 dicembre 2012. «Al fine di rendere più efficienti le attività di controllo relative alla rintracciabilità dei prodotti agricoli e alimentari ai sensi dell’articolo 18 del regolamento (CE) n. 178/2002 […] sono tenuti alla comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto». È ragionevole supporre che tale obbligo non sussista per il 2012, ma la scadenza è fissata per il prossimo 21 novembre ovvero entro il 31 gennaio 2014 senza ulteriori sanzioni.

Ciò non toglie la difficoltà: questi operatori sono infatti esonerati dall’obbligo della tenuta della contabilità Iva, quindi comunicare via internet le operazioni rilevanti diventa un contro senso tecnico quasi insormontabile. Senza contare che, considerato che il decreto è divenuto legge il 19 dicembre 2012, si tratterebbe di fornire risposte per quei 12 giorni che rimangono fino a fine anno. Le cose non migliorano considerandolo un obbligo retroattivo, perché ciò si pone in aperta contraddizione con lo Statuto del contribuente. Quindi?

La circolare esplicativa 1/E dell’Agenzia confermava l’obbligo solo a partire dal 2014 (per le operazioni del 2013), e in definitiva la dottrina conviene sulla possibilità che gli agricoltori esonerati non debbano fare nulla, per ora. Ma questo caso lascia un po’ l’amaro in bocca. Contraddizioni normative che non dovrebbero verificarsi; sintomi di ‘ossessione’ da parte del legislatore per la tracciabilità di redditi modesti come, appunto, 7000 euro fatturati da un contadino.

Rimane da augurarsi che quando scatterà compiutamente l’obbligo di trasmissione dello spesometro da parte degli agricoltori esonerati verranno pure fissate le linee guida per le operazioni da parte di questa categoria.

 


Autore dell'articolo

Daniele Passeri

Sono giornalista pubblicista dal 2012, a due anni dall'inizio della collaborazione con la Cronaca di Bologna de il Resto del Carlino, che continua tuttora. Dopo il diploma in Ragioneria e la laurea in Giurisprudenza, ho lavorato per un anno nel Comune di Bologna, come assistente amministrativo. Curo il mio inglese trainato dalla curiosità per gli inglesi; amo e padroneggio le nuove tecnologie, il cinema, lo sport da telecomando e la parola scritta bene. Come scrisse quel tale, non sempre sono del mio parere.

Comments 5

  1. Fa veramente ridere (se non ci fosse da piangere) che per il 2012 siano esentati per il rotto della cuffia e per il 2013 siano obbligati gli agricoltori minimi, mentre l’amministrazione pubblica, di ben altra entità – e gravità – è esentata ancora per tutto il 2013. E non ci stupiremo mica se, in futuro verrà esentata ancora, anzi: considerato l’andazzo, ci sarebbe da stupirsi se anche le amministrazioni pubbliche fossero obbligate a qualche adempimento, finalmente. Ma quello che ci vorrebbe non sarebbe lo spesometro, ma la pubblicazione “integrale” dell’intera contabilità di ogni amministrazione pubblica. Sono soldi nostri, vogliamo sapere dove vanno a finire. Gli agricoltori minimi potremmo anche lasciarli in pace, no?

  2. Il caf cisl, per la sola comunicazione telematica delle autofatture, all’agenzia delle entrate ha preteso € 50,00 ad invio
    …un furto legalizzato, ai danni della povera gente..!

  3. Beh, forse il furto non è tanto nei soldi richiesti (chi fa la comunicazione la predispone, la invia, ritira gli esiti, deve conservare copie per anni, è responsabile del lavoro, ecc.ecc.) quanto nel fatto che si sia reso necessario richiederli. Dico io: se vuoi controllare gli agricoltori, senza bisogno di obbligarli “tutti” ad un adempimento, tra l’altro analitico – sono sorvegliati speciali! – parti a controllarne qualcuno che ha un sacco di terreni e guarda se è vero che non fattura 7.000 euro… così è come per quei bar dove leggi “per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”.

  4. i contadini sotto i 7000 euro sono esentati da tutto non debbono fare niente ne IVA ne SPESOMETRO

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