spese di rappresentanza

Spese di rappresentanza: novità ai fini del TUIR e Iva

di Dott. Giovanni Barra CommentaIn Deducibilità dei costi, Dichiarazioni

Le spese di rappresentanza sono state oggetto di modifiche nell’anno 2014 e 2015 sia in termini di imposte sul reddito che di Iva. Vediamo brevemente come devono essere trattate ai fini del calcolo delle imposte sul reddito e ai fini iva.

 

Spese di rappresentanza ai fini delle imposte sul reddito

Il D.Lgs. 147/2015, recante misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, pubblicato in G.U. n. 220 del 22/09/2015, ha previsto un aumento di deduzione per le spese di rappresentanza. Queste spese hanno subito una profonda modifica ad opera del DM Economia e finanze del 19/11/2008, che ne ha definito anche le tipologie, caratteristiche e condizioni, di attuazione delle disposizioni disciplinate dalla legge finanziaria 2008.

Le spese di rappresentanza, fermo restando il limite di € 50,00 per la distribuzione gratuita di beni, sono deducibili, secondo il principio di cassa e in presenza dei requisiti dell’inerenza, nei seguenti limiti:

Fino al 31 dicembre 2015

a) all’1,3% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica fino a euro 10 milioni;
b) allo 0,5% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;
c) allo 0,1% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 50 milioni

Dal 1° gennaio 2016

a) all’1,5% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica fino a euro 10 milioni;
b) allo 0,6% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;
c) allo 0,4% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 50 milioni

La deduzione delle spese e la misura della deduzione avvengono sulla base dei requisiti di inerenza stabiliti con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, anche in funzione della natura e della destinazione delle stesse.

 

Spese di rappresentanza ai fini Iva

Il D.Lgs. 175/2014 è invece intervenuto sugli aspetti Iva delle spese di rappresentanza costituite dagli omaggi. In particolare si assiste ad una modifica dell’importo resa necessaria per allineare la disciplina Iva a quelle delle imposte sul reddito eliminando in questo modo la disparità di trattamento.

Nel dettaglio è stabilito che non costituiscono cessioni di beni le cessioni gratuite ad esclusione di quelli la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività propria dell’impresa se di costo unitario non superiore ad € 50,00 e di quelli per i quali non sia stata detratta l’Iva in sede di acquisto, anche se per effetto dell’opzione di cui all’articolo 36-bis.

Il nuovo limite, ovviamente, si riflette sulla detrazione Iva di cui all’art. 19bis1 del DPR 633/1972 stabilendo che per le spese di beni distribuiti gratuitamente, qualificabili come di rappresentanza ai fini delle imposte sui redditi che siano di importo non superiore a € 50,00, si fruisce della detrazione Iva.

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Dott. Giovanni Barra

Giovanni Barra nato ad Angri (Sa) il 21 novembre 1974, esercita la professione di Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, ed è iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Salerno. Esperto in consulenza tributaria e fiscale, nella redazione di pareri fiscali e di agevolazioni fiscali e finanziarie, nazionali e comunitarie.

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