Speciale regime fiscale per lavoratori impatriati introdotto con il Decreto Internazionalizzazione

Speciale regime fiscale per lavoratori impatriati

di Vincenzo Granatiero CommentaIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

L’art. 16 del d.lgs. n. 147/2015 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 220 del 22.9.2015) ha introdotto nel sistema fiscale italiano, con decorrenza dal 7 ottobre 2015, uno speciale regime di tassazione del reddito di lavoro dipendente per i lavoratori impatriati.
Tale regime consiste in un abbattimento della base imponibile Irpef nella misura del 30% e trova applicazione dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza fiscale in Italia e per i quattro periodi successivi.

Con apposito Decreto Ministeriale, che dovrà essere emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 147/2015, ovvero entro il 5.1.2016, saranno adottate le disposizioni di attuazione del regime previsto.

L’articolo è tratto dalla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 11/2015, dove è possibile leggere l’articolo completo.

 

Soggetti Destinatari
Dal combinato disposto dei commi 1 e 2 dell’articolo 16 del d.lgs. n. 147/2015, il nuovo regime fiscale degli “impatriati” trova applicazione al verificarsi delle seguenti condizioni:

a) i lavoratori devono trasferire la residenza in Italia, ai sensi dell’art. 2 del TUIR (ovvero residenza ai fini fiscali);
b) i lavoratori devono rivestire ruoli direttivi ovvero devono essere in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione che saranno oggetto di definizione da parte del citato Decreto Ministeriale;
c) i lavoratori non devono esser stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il loro trasferimento in Italia e si impegnano a rimanervi per almeno due anni;
d) l’attività lavorativa deve esser svolta presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
e) l’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Inoltre, il comma 2 ha incluso tra i destinatari anche i soggetti indicati al comma 1, art. 2, lett. a) e b) della legge 238/2010 (“Rientro dei cervelli”) prevedendo due modifiche:

– è stato abrogato il requisito dei “nati dopo il 1/1/1969”; e
– sarà applicabile solo a quei lavoratori rientranti nelle categorie individuate dal Decreto Ministeriale, di prossima emanazione, in funzione delle specifiche esperienze e qualificazioni scientifiche e professionali in loro possesso.

Relativamente all’ambito soggettivo, risulta evidente come a differenza del precedente regime agevolativo previsto dalla legge n. 238/2010, l’agevolazione si renda applicabile a quei lavoratori che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia, determinata ai sensi dell’art. 2 del TUIR.

Al riguardo, poiché lo status di residente fiscale italiano è, per normativa interna, collegato all’intero periodo d’imposta, potrebbero sorgere alcune problematiche per quei dipendenti che rientrano in Italia nella seconda parte dell’anno. In particolare, poiché in tali casi non sarebbe possibile acquisire la residenza fiscale per l’intero anno solare di riferimento, al momento non è chiaro se il dipendente potrà beneficiare del regime speciale sin dal primo anno di trasferimento in Italia o se potrà beneficiarne solo a far data dal successivo anno di imposta.

Allo stato attuale, sembra che il regime non sia applicabile nel primo di anno di trasferimento in Italia per quei soggetti che in tal periodo si qualificano fiscalmente residenti in altri Paesi. Pertanto, ipotizzando un trasferimento in Italia nella seconda parte dell’anno (ad esempio ottobre 2016), soddisfatte le altre condizioni previste, il dipendente potrà beneficiare dell’agevolazione fiscale solo a decorrere dal periodo di imposta successivo (ovvero dal 2017) e per gli altri successivi quattro (ovvero per tutto il periodo di imposta 2021).

L’articolo è tratto dalla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 11/2015, dove è possibile leggere l’articolo completo.

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Autore dell'articolo
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Vincenzo Granatiero

Laureato in Economia delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni internazionali presso l’Università Commerciale L. Bocconi – Milano. Dottore Commercialista iscritto all’ODCEC di Milano. Esercita la professione a Milano, presso uno studio di consulenza legale e tributaria e svolge attività di consulenza fiscale, sia in ambito nazionale che internazionale, e si occupa prevalentemente di assistenza e pianificazione fiscale nei confronti di famiglie, persone fisiche e dipendenti di società multinazionali (expatriates). Ha maturato una significativa esperienza in materia di Convenzioni contro le doppie imposizioni, stock options e equity plans, trust, personal service companies e social security agreement. [email protected]

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