Società tra professionisti: le novità del regolamento attuativo

di Andrea Mannara CommentaIn Attualità, Manovre Fiscali, Parliamo di ...

Da più parti si sente dire che una delle priorità per garantire la crescita economica sia quella di favorire la concorrenza e l’apertura dei mercati, al fine di garantire al consumatore prodotti e servizi qualitativi a prezzi concorrenziali e quindi tendenzialmente più bassi, così da favorire i consumi e la ripresa dell’economia.

Su questa scia si è posta l’azione degli ultimi governi italiani. In particolare, ci soffermiamo su uno dei primi atti del governo Monti, e cioè la possibilità di costituire società tra professionisti.

La fonte normativa è contenuta nella Legge n. 183 del 12 novembre 2011, in particolare l’art. 10 che è rubricato “Riforma degli ordini professionali e società tra professionisti”.
La prima parte dell’articolo illustra le principali riforme che interessano gli ordini professionali, mentre la seconda parte dell’articolo, dal comma 3 in avanti, è dedicato ad una nuova figura di società: la società tra professionisti.

Vediamo di cosa si tratta.

La norma consente la nascita e la costituzione di società, definite appunto “società tra professionisti”, aventi quale oggetto sociale lo svolgimento di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico (per intenderci: commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, …).
Queste società potranno costituirsi scegliendo uno dei modelli sociali previsti dal nostro codice civile, e cioè:

– società di persone (ss, snc e sas);

– società di capitali (srl, sapa, spa);

– società cooperative e mutue assicuratrici.

Affinché la società costituita possa essere ricompresa nel novero delle società tra professionisti, è necessario che l’atto costitutivo contenga alcune precise informazioni:

– l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci;

– i soci possono essere professionisti iscritti ai relativi albi e anche soggetti non professionisti, purché il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti sia superiore ai due terzi; il venir meno di tale condizione è causa di scioglimento della società e della relativa cancellazione presso l’albo o l’ordine locale di appartenenza;

– i soci non professionisti potranno svolgere solamente incarichi di natura tecnica oppure essere soci finanziatori;

– le modalità e i criteri di esecuzione degli incarichi professionali, che dovranno essere svolti necessariamente dai soci professionisti iscritti ai relativi albi;

– la scelta del professionista che curerà gli adempimenti richiesti dovrà essere fatta dal cliente; in mancanza bisognerà comunicare per iscritto al cliente il nominativo del professionista designato;

– la stipulazione di una polizza assicurativa per la copertura dei rischi derivanti dallo svolgimento delle attività professionali;

– le modalità di esclusione dalla società del socio che sia stato cancellato dal rispettivo albo con provvedimento definitivo.

Altri elementi che la legge richiede affinché si possa avere la società tra professionisti sono:

– l’indicazione, nella denominazione sociale, che trattasi di società tra professionisti;

– un socio che è socio in una società tra professionisti non può, contemporaneamente, essere socio di altra società tra professionisti;

– la società tra professionisti deve iscriversi al relativo albo professionale e deve iscriversi anche in una apposita sezione del Registro delle Imprese.

La legge in commento, tuttavia, delegava il Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, ad approvare un regolamento che disciplinasse il nuovo modello societario. E questo regolamento è stato emanato in data 8 febbraio 2013.

Cosa disciplina il regolamento? Vediamo i punti essenziali.

1. La società tra professionisti, detta anche società professionale, è costituita secondo i modelli societari regolati dal codice civile nel libro V, titoli V e VI, è ha ad oggetto l’esercizio delle attività professionali per cui è richiesta l’iscrizione in albi o elenchi regolamentati.
2. E’ possibile costituire una società cd. multidisciplinare, cioè esercente più attività professionali.
3. Al momento del conferimento dell’incarico da parte del cliente, la società, tramite i propri soci, deve fornire al cliente queste informazioni:

– diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’attività sia affidata ad un professionista da lui scelto;

– possibilità che l’incarico conferito sia eseguito da ciascun socio in possesso dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività professionale;

– esistenza di situazioni di conflitto tra cliente e società;

– elenco di tutti i soci, con indicazione di coloro che sono professionisti e dei rispettivi albi, titoli e qualifiche, nonché l’elenco dei soci finanziatori.

4. La prova dell’adempimento degli obblighi informativi e il nominativo del professionista scelto per l’esecuzione dell’incarico devono risultare da atto scritto.

L’articolo 6 del regolamento è poi dedicato alle condizioni di incompatibilità previste in capo ai soci. In particolare:

– il socio professionista non può essere socio in altre società professionali, anche multidisciplinari;

– l’incompatibilità perdura fintanto che perdura la qualità di socio; cause di risoluzione del rapporto sociale comportano quindi anche il venir meno della causa di incompatibilità;

– il socio professionista può tuttavia far parte di altre società professionali ma solo con la qualifica di socio finanziatore, e sempre che sia in possesso dei requisiti di onorabilità previsti dall’albo di appartenenza della società, non abbia riportato condanne definitive e non sia stato cancellato da un albo professionale per motivi disciplinari;

– le stesse cause di incompatibilità, inoltre, si applicano ai legali rappresentanti e agli amministratori delle società professionali anche se personalmente rivestono la qualifica di soci finanziatori;

– la mancata rilevazione e rimozione di una causa di incompatibilità integrano l’illecito disciplinare, sanzionabile sia in capo alla società che in capo al singolo socio.

Gli articoli 8-11 del regolamento, invece, disciplinano le modalità di iscrizione e cancellazione della società nel rispettivo albo professionale.

Infine, è importante evidenziare quanto previsto dall’art. 12 del regolamento, e cioè il regime disciplinare della società. Infatti, tanto il singolo socio quanto la società, sono responsabili dell’osservanza delle norme deontologiche proprie dei rispettivi albi, e le sanzioni disciplinari si applicano tanto ai soci quanto alla società.

Se questa è, in sintesi, la disciplina prevista dal nostro legislatore per la nuova figura delle società professionali, molti sono ancora i dubbi aperti in attesa di trovare risposta. Ricordiamo, per esempio, il regime di assoggettamento contributivo e previdenziale dei corrispettivi fatturati dalla società; oppure quale rapporto debba configurarsi, sempre ai fini contributivi, tra società che fattura il corrispettivo e professionista che ha svolto l’incarico. E ancora: quale debba essere il rapporto giuridico sottostante tra socio che svolge l’attività e la società; potrà ad esempio il socio essere anche dipendente e percepire uno stipendio mensile?
E ancora: potrà il socio professionista far parte anche di altre società non professionali?

Questi e molti altri interrogativi ancora si pongono innanzi, in attesa che il legislatore fornisca chiarimenti, in via normativa, interpretativa oppure per mezzo di prassi ministeriale.

 

Autore dell'articolo
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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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