Scaffalature nei magazzini autoportanti: no al superammortamento e l’iperammortamento

di Salvatore Petronio CommentaIn Contabilità e Bilancio, Primo Piano

Le scaffalature dei magazzini autoportanti non sono oggetto dell’agevolazione nota come “superammortamento” e come “iperammortamento”, in quanto, non sono considerate attrezzature, ma rientrano nella categoria fabbricati e costruzioni e, di conseguenza, sono escluse dall’agevolazione.

Per saperne di piu’ vai al Dossier dedicato al Super e Iper ammortamento

E’ quanto emerge dalla risoluzione n. 62/e del 09/08/2018, che ha come oggetto “ulteriori chiarimenti relativi agli investimenti in magazzini autoportanti”. Con questa risoluzione l’ Agenzia delle Entrate ha risposto a diverse richieste in relazione alla corretta applicazione del superammortamento e/o dell’iperammortamento, in riferimento ai magazzini autoportanti.

Ma cosa sono questi magazzini autoportanti?

Si tratta di edifici a destinazione speciale, rientranti nella categoria catastale tipo D e E, ed hanno come caratteristica essenziale che la scaffalatura è parte del sistema costruttivo dell’intero fabbricato ed ha una funzione portante; essa è direttamente connessa alla copertura e alla tamponatura così da costruire un vero edificio.  Rispondono all’esigenza industriale e/o commerciale di stoccare grosse quantità di beni usando una spazio ridotto e sfruttando l’altezza.

Con la circolare 4/e del 2017 paragrafo 9, l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che sono oggetto dell’agevolazione superammortamento ed iperammortamento gli investimenti in attrezzature, macchinari, impianti e simili, purché non rientrassero nella determinazione della rendita catastale.

Nel caso dei magazzini autoportanti, le scaffalature, che sono un elemento funzionale e collegato alla struttura, rientrano nella determinazione della rendita catastale, visto anche quanto previsto dalla legge 208/2015, articolo 1 comma 21, la quale dispone che “a decorrere dal 1 Gennaio 2016, la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categoria catastali D e E, è effettuata tramite stima diretta, tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità nei limiti dell’ordinario apprezzamento.

Sono esclusi dalla stessa stima diretta i macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti funzionali alla specifico processo produttivo”.

Con la circolare 2/e del 01/02/2016, è stato ulteriormente chiarito cosa s’intende per costruzione che rientra nella stima catastale; si tratta del suolo, della costruzione ed elementi ad essi connessi strutturalmente e funzionalmente, in modo da accrescere qualità ed utilità. In particolare con costruzione s’intende un’opera edile che ha la caratteristica della solidità, della stabilità, e della consistenza volumetrica, legata al suolo, realizzata con qualunque mezzo di unione ed indipendentemente dal materiale. In questo modo, l’Agenzia delle Entrate chiarisce cosa determina la stima catastale nel caso degli edifici a destinazione speciale, nella cui categoria rientrano anche i magazzini autoportanti, i quali hanno come caratteristica essenziale che la scaffalatura è parte del sistema costruttivo dell’intero fabbricato ed ha una funzione strutturale e portante. Per questo le scaffalature, a differenza dei sistemi tradizionali il cui investimento rientra nell’agevolazione del super ammortamento in quanto attrezzature, rientrano nella determinazione della stima catastale e pertanto sono escluse dal super ammortamento e dell’iper ammortamento. Stesso discorso, sempre per questi edifici, per l’impiantistica (impianti elettrici, idrici-sanitari, di aerazione, di climatizzazione) in quanto, conferendo all’immobile una maggiore fruibilità ed apprezzabilità dagli utilizzatori, partecipa alla determinazione della rendita catastale. Sempre in riferimento ai magazzini autoportanti, solo gli investimenti in strumenti di automazione dei materiali stoccati, in considerazione del fatto che si tratta di un investimento in macchinari, congegni ed attrezzature, determinando quindi la possibilità di usufruire dell’incremento del costo storico al 35% o, se ad alto contenuto tecnologico, al 150%, come previsto dal superammortamento e dall’iperammormanto.



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Salvatore Petronio

Dottore in Scienze Politiche indirizzo politico-economico, tributarista qualificato LAPET ex lege 4/13 (n. 9083065), certificato ai sensi della norma tecnica UNI 11511:2013, (numero 448 del registro tenuto presso FAC certifica). Sono iscritto al ruolo dei periti ed esperti nella tenuta delle scritture contabili (CCIAA di Salerno al n. 1148) e consulente tecnico presso il tribunale di Nocera Inferiore (SA) alla categoria esperti vari-revisione contabile.

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