Notifica cartella di pagamento via PEC per alcuni contribuenti

Rottamazione bis: come aderire e valutare la convenienza

di Marco Salvati 2 CommentiIn Accertamento, Contenzioso, Testata

In dirittura di arrivo la possibilità di aderire alla definizione agevolata (ex D.L. 148/2017 convertito con modifiche dalla L. 172/2017). Il termine ultimo per poter “rottamare” le cartelle di pagamento sarà martedi 15 maggio 2018.

Ma quando e quanto conviene aderire alla definizione agevolata?

Domanda che in tanti si pongono ed a cui non è possibile attribuire una risposta univoca. Sono molte, infatti, le variabili che inficiano la convenienza o meno alla rottamazione dei ruoli, si può passare da casi limite con risparmi pari o superiori al 90% (è il caso ad esempio di cartelle contenenti sole sanzioni) a risparmi esigui e veramente modesti.

Cerchiamo di fare il punto della situazione sul calcolo di convenienza alla definizione agevolata suddividendo in semplici punti propedeutici l’iter da seguire.

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Una premessa è d’obbligo:

Non ci si può limitare a conoscere quelle che sono le cartelle di pagamento contenute in un ipotetico estratto di ruolo in quanto la definizione agevolata riguarda il ruolo e non già la cartella in se. La distinzione è molto importante ed ha riflessi diretti sulla possibilità di aderire o meno alla definizione agevolata così come sul numero di rate.

Il “ruolo” è l’importo affidato dall’ente che detiene la pretesa (ad esempio l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, il Comune che ha erogato una multa, ecc.) all’agente della riscossione (oggi Agenzia Entrate Riscossione ex Equitalia SpA) e precede pertanto la cartella di pagamento successivamente emessa e notificata al contribuente da quest’ultima:

–          ISCRIZIONE A RUOLO: l’Ente che detiene la pretesa erariale chiede all’Agente della riscossione di procedere all’incasso;

–          EMISSIONE DELLA CARTELLA: l’Agente della riscossione emette la cartella di pagamento in relazione al ruolo ricevuto;

–          NOTIFICA DELLA CARTELLA: l’Agente della riscossione “consegna” al contribuente la cartella di pagamento.

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I passaggi logici che portano alla notifica della cartella seguono pertanto tempistiche propedeutiche: il ruolo precede la cartella e quindi possono esserci ruoli “rottamabili” ma non presenti nell’estratto di ruolo (riepilogo della cartelle di pagamento emesse).

Per rientrate nella definizione agevolata il ruolo deve essere stato affidato all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 ed il 30 settembre 2017.

L’Agenzia Entrate Riscossione ha, pertanto, provveduto a comunicare a tutti i contribuenti (entro il 31 marzo 2018) la presenza di eventuali ruoli rottamabili ma non ancora divenuti cartella così da permettere all’interessato la possibilità di beneficiare del pagamento ridotto.

Punto n. 1: la conoscenza delle cartelle di pagamento.

Come abbiamo visto nella premessa non basta conoscere la cartelle di pagamento ma bisogna verificare eventuali “ruoli” (o carichi) affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione ma che non sono ancora cartelle. Sarà lo stesso Ente a comunicare i carichi definibili.

Per conoscere invece le Cartelle di pagamento, basterà richiedere l’estratto di ruolo recandosi presso un qualsiasi sportello dell’Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) oppure, cosa preferibile e più veloce, accedendo nell’area riservata del sito istituzionale al seguente link https://servizi.agenziaentrateriscossione.gov.it/equitaliaServiziWeb/home/login.do ed utilizzando per il login alternativamente il Pin per l’accesso al cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, il Pin dell’Inps o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Per chi non fosse in possesso di alcuna di queste credenziali, ricordo che possono essere richieste telematicamente (per poi riceverle via posta dopo circa una quindicina di giorni) oppure recandosi in un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps.

Ovviamente l’accesso tramite l’area riservata è un canale preferenziale per conoscere le cartelle emesse (selezionando la voce “Consulta” nel menù di sinistra) e per valutare con esattezza l’ammontare della rottamazione (menù di sinistra selezionando la voce “Definizione agevolata” e poi “Domanda di definizione agevolata”).

 

Punto n. 2: la stima del risparmio.

Compilando on-line il modello di definizione, si possono selezionare tutte le cartelle (suddivise per provincia) che si vogliano o meno inserire nella definizione agevolata.

L’importo del risparmio sarà subito visionabile:

 

Salvando la schermata ed andando alla pagina successiva sarà possibile indicare il numero di rate e procedere con l’invio della richiesta.

Il contribuente riceverà conferma ed una copia della richiesta all’indirizzo email precedentemente indicato.

Ma cosa accade quanto non si hanno a disposizione le credenziali per poter accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia Entrate Riscossione?

Carta alla mano (poiché abbiamo una copia delle cartelle di pagamento che ci hanno notificato o perché abbiamo richiesto un estratto di ruolo allo sportello o per il tramite di una richiesta telematica) possiamo comunque valutare la convenienza della rottamazione facendo qualche calcolo.

La regola basilare è molto semplice: con la definizione agevolata si pagano le imposte e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo oltre eventuali recuperi di diritti di notifica e spese per procedure, mentre vanno eliminate le sanzioni e gli interessi di mora.

Facciamo un paio di esempi.

Esempio 1: cartella di pagamento notificata nel 2002 per violazione del codice della strada.

In taluni casi, come quello in esempio, la cartella desunta dall’estratto di ruolo non riporta dettagliatamente i singoli componenti della richiesta erariale ma bisognerà verificare la corrispondenza del codice tributo (nell’esempio 5242, 5243 e 5354) con la descrizione posta in calce alla stessa.

Sulle multe per violazione del codice della strada il risparmio della rottamazione risiede nello sgravio della maggiorazione, codice tributo 5243.

Pertanto la valutazione sarà fatta nel seguente modo:

 

RIEPILOGO CARTELLA NOTIFICATA NEL 2002 PER VIOLAZIONE CODICE DELLA STRDA
TIPOLOGIA CODICE TRIBUTO IMPORTO
IMPOSTA 5242 € 62,59
INTERESSI RITARDATA ISCRIZIONE € 0,00
MAGGIORAZIONE 5243 € 6,26
RECUPERO SPESE 5354 € 13,12
AGGIO DI RISCOSSIONE € 3,81
INTERESSI DI MORA € 86,70
NOTIFICA € 3,10
RIMBORSO SPESE € 3,80
TOTALE CARTELLA DI PAGAMENTO € 179,38
RIEPILOGO CARTELLA NOTIFICATA NEL 2002 PER VIOLAZIONE CODICE DELLA STRDA
CON DEFINIZIONE AGEVOLATA
TIPOLOGIA CODICE TRIBUTO IMPORTO
IMPOSTA 5242 € 62,59
INTERESSI  RITARDATA ISCRIZIONE € 0,00
MAGGIORAZIONE 5243 € 0,00
RECUPERO SPESE 5354 € 13,12
INTERESSI DI MORA € 0,00
NOTIFICA € 3,10
RIMBORSO SPESE € 3,80
AGGIO* € 4,96
TOTALE DA PAGARE CON ROTTAMAZIONE € 87,57
* l’Aggio è pari al 6% e viene ricalcolato sui nuovi importi

Esempio 2: cartella di pagamento notificata nel 2018 per mancato pagamento di imposte dell’anno 2014.

RIEPILOGO CARTELLA NOTIFICATA NEL 2018 PER MANCATO PAGAMENTO IMPOSTE DEL 2014
TIPOLOGIA CODICE TRIBUTO IMPORTO
IMPOSTA 380A € 613,00
INTERESSI RITARDATA ISCRIZIONE 384A € 74,23
SANZIONE 383A € 183,90
AGGIO DI RISCOSSIONE € 26,14
INTERESSI DI MORA € 0,00
NOTIFICA € 5,88
RIMBORSO SPESE € 0,00
TOTALE CARTELLA DI PAGAMENTO € 903,15
RIEPILOGO CARTELLA NOTIFICATA NEL 2018 PER MANCATO PAGAMENTO IMPOSTE DEL 2014
CON DEFINIZIONE AGEVOLATA
TIPOLOGIA CODICE TRIBUTO IMPORTO
IMPOSTA 5242 € 613,00
INTERESSI RITARDATA ISCRIZIONE € 74,23
SANZIONE 5243 € 0,00
INTERESSI DI MORA € 0,00
NOTIFICA € 5,88
RIMBORSO SPESE € 0,00
AGGIO* € 41,59
TOTALE DA PAGARE CON ROTTAMAZIONE € 734,70
* l’Aggio è pari al 6% e viene ricalcolato sui nuovi importi

Come abbiamo visto è possibile fare a mano una simulazione della rottamazione togliendo le sanzioni e gli interessi di mora e ricalcolando il valore dell’aggio (il compenso, cioè, che percepisce l’agente della riscossione).

Ovviamente maggiore è l’importo delle sanzioni contenente nella cartella (è il caso di cartelle di pagamento emesse a seguito di pagamenti d’imposte effettuati in ritardo con la conseguente richiesta delle sole sanzioni) e maggiore è il risparmio. Più vecchia è la cartella, più alti sono gli interessi di mora (interessi che decorrono dai sessanta giorni dalla notifica alla data di effettivo pagamento) maggiore è il risparmio.

 

Punto n. 3: valutare la convenienza ad aderire alla definizione agevolata.

La valutazione di convenienza è, ovviamente, di natura soggettiva e deve considerare anche situazione alternative alla definizione agevolata. Di fatto la rottamazione ho quale vantaggio un risparmio che in alcuni casi è anche ingente ma ha come lato negativo l’arco temporale ristretto entro cui dover versare l’intera somma.

Ci sono quindi casi in cui il contribuente, nonostante il risparmio, possa essere incentivato a non aderire alla definizione agevolata. Strade alternative sono la richiesta di rateizzazione (72 rate mensili) facilmente richiedibile per importi inferiori ad € 60.000,00 e con la presentazione dell’Isee aggiornato nel caso di persone fisiche o di una situazione contabile che rispetti determinati requisiti nel caso di società, per importi maggiori.

Un caso limite, ma valutato da alcuni contribuenti, è quello della richiesta di prestito ad un istituto di credito per poter coprire il costo della definizione agevolata. Di fatto se il risparmio è ingente potrebbe essere più conveniente indebitarsi con la banca piuttosto che lasciare in essere cartelle di pagamento con tutti i rischi che ne derivano in termini di ipotetiche procedure esecutive e cautelari.

 

LE SCADENZE.

Le scadenze entro cui i contribuenti che aderiscono alla definizione agevolata devono provvedere al pagamento delle rate, variano a seconda del periodo di iscrizione a ruolo:

–          Cartelle di pagamento contenenti somme iscritte a ruolo tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2016: massimo tre rate comunicata dall’Agenzia Entrate Riscossione entro il 30 settembre 2018 così suddivise:

  •   31 ottobre 2018 (il 40% dell’importo dovuto)
  •   30 novembre 2018 (il 40% dell’importo dovuto)
  • 28 febbraio 2019 (il residuo 20% dell’importo dovuto).

–          Cartelle di pagamento contenenti somme iscritte a ruolo tra il 1° gennaio 2017 ed il 30 settembre 2017: massimo cinque rate di pari importo comunicata dall’Agenzia Entrate Riscossione entro il 30 giugno 2018 così suddivise:

  •  31 luglio 2018
  •  30 settembre 2018
  • 31 ottobre 2018
  •   30 novembre 2018
  •  28 febbraio 2019

–          Cartelle di pagamento su cui pendeva una istanza di rateizzazione in essere al 24 ottobre 2016 e non in regola con le rate scadute al 31 dicembre 2016: tale caso riguarda i contribuenti che non potevano aderire alla precedente definizione agevolata poiché avevano rate non pagate relative ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2016. Con la “rottamazione bis” il legislatore ha concesso anche a questi contribuenti la possibilità di presentare la domanda di definizione agevolata. Il tal caso l’Agenzia Entrate Riscossione, con una prima comunicazione entro il 30 giugno 2018, comunica al contribuente l’ammontare delle rate scaduta da pagare entro e non oltre il 31 luglio 2018.

È solo il saldo delle rate scadute che cristallizza la richiesta di definizione agevolata con un successivo invio entro il 30 settembre delle rate da pagare a seguito della rottamazione rispettando le seguenti tre scadenze:

  •  31 ottobre 2018 (il 40% dell’importo dovuto)
  •  30 novembre 2018 (il 40% dell’importo dovuto)
  • 28 febbraio 2019 (il residuo 20% dell’importo dovuto).

Ricordiamo, infine, che sono esclusi dalla definizione agevolata per espressa previsione legislativa, i carichi interessati dalla precedente procedura di rottamazione (presentata cioè in base a quanto stabilito del D.L. 193/2016) accolta ma non onorata.

Il mancato o carente versamento di una sola rata, fa decadere il contribuente dal beneficio della rottamazione con il ripristino dell’importo originario, eventualmente decurtato di quanto pagato.

Oltre che tramite l’apposito canale telematico, la richiesta di adesione alla definizione agevolata può essere inoltrata compilando l’apposito form nell’area “Fai D.A.te” del sito dell’Agenzia Entrate Riscossione raggiungibile al seguente link: https://servizi.agenziaentrateriscossione.gov.it/DefinizioneAgevolata/defAge2.do.

Ulteriore modalità di invio è la compilazione manuale del modello DA2000/17 scaricabile al seguente link: https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/export/it/Modulistica/DA-2000_17.pdf.

Il Modello dovrà essere presentato all’Agenzia Entrate Riscossione o con consegna manuale presso un qualsiasi sportello oppure inviandolo ad appositi indirizzi PEC suddivisi su base regionale (l’elenco degli indirizzi è allegato al modello DA2000/17).

Per chi avesse piani rateali in scadenza, si ricorda che la richiesta di definizione agevolata congela le rate. In ragione di ciò una volta presentata la domanda di rottamazione, non saranno da pagare le somme dei piani rateali in essere.

In un comunicato stampa del 2 maggio 2018, l’Agenzia Entrate Riscossione ha reso noto che le domande presentate sono state 450.000.

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Autore dell'articolo
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Marco Salvati

Laurea magistrale in Economia Aziendale presso l’Università “Sapienza” di Roma e Master di II livello in Diritto Tributario. Dottore Commercialista e Revisore Legale presso lo Studio Legale e Tributario Timpone & Associati di Roma. Si occupa prevalentemente di consulenza e pianificazione fiscale a società di capitale e professionisti e di difesa del contribuente sia in fase giudiziale che stragiudiziale.

Comments 2

  1. buongiorno
    una cartella ricevuta in aprile 2018, (relativa ad acconto irpef non versato 2014) ma resa esecutiva il 20/12/2017 rientra nella rottamazione bis ? la data del “reso esecutivo” si può tenere valida o vale comunque la data della cartella?
    Grazie

    1. Gentile Sabrina, la c.d. rottamazione bis riguarda (ha riguardato) importi iscritti a ruolo dal primo gennaio 2000 al 30 settembre 2017. Ai fini della definizione agevolata non è rilevante la data di notifica bensì la data di iscrizione a ruolo, cioè il giorno in cui l’Agenzia delle entrate ha affidato l’importo all’agente della riscossione. Tale data, purtroppo, non si desume dalla lettura dei dati in cartella ma è certamente antecedente alla data del ”reso esecutivo”. Se ha provveduto a presentare la domanda di rottamazione sarà l’Agenzia entrate riscossione a comunicare, eventualmente, che il carico non rientra nell’intervallo di tempo idoneo per poter aderire.

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