Ritardi della pubblica amministrazione…arriva il risarcimento!

di Andrea Mannara CommentaIn Decreto del Fare Governo Letta, Manovre Fiscali

Indennizo per i ritardi della pubblica amministrazione: le condizioni e le modalità nel Decreto del Fare.

Italia è tristemente famosa per la complessità dei suoi procedimenti amministrativi, nonché per le lungaggini delle attività delle pubbliche amministrazioni.

Nel decennale rapporto, a volte anche conflittuale, tra cittadino e pubblica amministrazione, un altro tassello è stato posto, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza della macchina amministrativa pubblica e di migliorare così il rapporto con il cittadino fruitore dei servizi pubblici.

Il decreto legge n. 69 del 2013, convertito in legge n. 98 del 09 agosto 2013, contiene un interessante articolo, il 28, che dispone il pagamento di un indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo.

Vediamo di cosa si tratta.

La legge in commento stabilisce chiaramente che la pubblica amministrazione procedente e i soggetti privati che svolgono attività amministrative, in caso di inosservanza del termine previsto dalle leggi e dai regolamenti per la conclusione del procedimento amministrativo iniziato su istanza di parte e per il quale vi è l’obbligo di pronunziarsi, sono tenuti al pagamento a favore dell’interessato di un indennizzo pari ad euro 30 per ogni giorno di ritardo, ma comunque complessivamente non superiore a 2.000 euro.

Quindi, nel caso in cui l’amministrazione abbia avviato un procedimento amministrativo su richiesta del cittadino, e tale procedimento non si concluda nei termini previsti (30 giorni, 90 giorni o quelli maggiori previsti dai regolamenti), l’istante ha il diritto di richiedere alla pubblica amministrazione un indennizzo per il ritardo.

La norma fornisce però alcune esimenti ed esclusioni: l’indennizzo non è dovuto nelle ipotesi in cui il procedimento amministrativo si concluda con un silenzio qualificato e nella particolare ipotesi dei concorsi pubblici.

Inoltre, è previsto un periodo iniziale di sperimentazione, pari a diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge, durante il quale l’indennizzo sarà applicabile soltanto ai procedimenti inerenti l’avvio e l’esercizio di attività di impresa.

Al termine dei diciotto mesi di sperimentazione, in base ai risultati ottenuti e monitorati dal governo, si procederà alla revisione della norma o alla cancellazione dell’indennizzo.

Affinché l’interessato possa far valere il diritto all’indennizzo, è previsto che l’istante deve azionare il potere sostitutivo, nel termine perentorio di venti giorni dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento.

Il termine di venti giorni è perentorio, ciò vuol dire che il diritto all’indennizzo è azionabile esclusivamente entro tale termine, scaduto il quale non si ha più la possibilità di richiedere il risarcimento.

L’istante dovrà rivolgersi a quella figura (dirigente o funzionario), all’interno della gerarchia dell’ente pubblico coinvolto, che è stata individuata quale figura esercente il potere sostitutivo. Infatti, per ogni procedimento amministrativo, ai sensi della legge 241/90, è individuato il responsabile del procedimento, colui che sviluppa e porta a compimento il procedimento amministrativo. Il potere sostitutivo è invece esercitato da un’altra figura (dirigente o funzionario) che si sostituisce al responsabile del procedimento nel caso di inerzia di quest’ultimo.

A colui che esercita il potere sostitutivo, l’istante dovrà rivolgere la propria lagnanza e la richiesta di risarcimento per il ritardo subito nel procedimento amministrativo richiesto.

Nel caso in cui anche il soggetto che esercita il potere sostitutivo non adempie all’obbligo di emanazione del provvedimento o di riconoscimento dell’indennizzo, l’istante può proporre ricorso dinanzi alla magistratura competente (il tribunale amministrativo).

 

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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