Rischio di default in Cina: alla prova le Politiche Governative Cinesi

di Lorenzo Riccardi CommentaIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

Il Premier Li Keqiang ha recentemente dichiarato che su obbligazioni e altri prodotti finanziari cinesi incombe un sempre più concreto rischio di default. Uno degli obiettivi più impellenti per il Governo Cinese sarà dunque contrastare l’ inesigibilità dei crediti, evitando così di far deragliare la crescita della seconda più grande economia del mondo. Egli ha dichiarato che il governo ha già emanato provvedimenti per favorire la deregolamentazione finanziaria e sono già in programma una serie di misure da adottare per garantire che tali default non contaminino in modo irreversibile il sistema finanziario.

Il governo sta infatti modificando la tradizionale politica favorevole al salvataggio delle imprese, e si registrano sempre più casi di fallimento di piccole società, per lo più di proprietà privata, a cui sono stati negati quegli aiuti economici di cui si è fatto largo abuso in passato.

Da un lato gli analisti allertano che, così facendo, Pechino potrebbe scatenare il panico fra gli investitori e causare un effetto “Lehman” nell’ economia cinese che di giorno in giorno registra sempre più alti livelli di indebitamento.

Dall’ altra il Governo Cinese porta avanti le proprie idee ed un esempio recente della nuova politica intrapresa è il caso dell’ acciaieria Haixin salita alla ribalta per le difficoltà di ripianare i debiti. Haixin è stata la più grande acciaieria di proprietà privata nello Shanxi e da sola copriva il 60 % delle entrate fiscali in Wenxi County.
Inoltre insieme ad altre aziende private locali, è a capo dello Jinshang Investment Guarantee, gruppo che assicurava i debiti di altre società in cambio di un premio.
Il rischio maggiore per i trader di acciaio è che Haixin, fortemente indebitata con fornitori di carbone e con altre aziende locali, con la sua incapacità di rimborsare i prestiti alle banche statali innescherebbe un’inevitabile ondata di default in tutta la regione.
Le acciaierie cinesi sono alle prese con sovraccapacità strutturale, sono cariche di debiti e stanno affrontando un mercato che sta rallentando,non a caso secondo le ultime stime oltre la metà di loro registra delle perdite.

Anche in quest’ ottica possono essere viste le azioni adottate dal Governo del Premier Li che si sta distinguendo per misure contro le aziende operanti in settori altamente inquinanti come il settore dell’acciaio, del cemento e del vetro.

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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

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