I Rimborsi Iva dopo il decreto semplificazioni

di Chiara Porrovecchio CommentaIn Iva

Il trattamento dei rimborsi IVA in corso di esecuzione,  all’entrata in vigore del nuovo articolo 38-bis DPR 633/1972 – decreto semplificazioni – in vigore dal 13 dicembre 2014 : La circolare 32 dell’Agenzia delle Entrate del 30 dicembre 2014 detta le istruzioni per l’uso.

La fine del 2014 ha segnato importanti novità in materia di procedure di rimborso dell’imposta sul valore aggiunto. Con l’entrata in vigore del decreto “semplificazioni” ci si attende una contrazione delle tempistiche oltre alla diminuzione per gli operatori dei costi legati all’adempimento della norma.
Ma, mentre per le nuove richieste e cioè quelle relative al periodo di imposta 2014 appena concluso, c’è ancora un po’ di tempo per metabolizzare le significative novità introdotte, sulle procedure allo stato pendenti e non concluse, i professionisti e gli operatori si pongono il problema di come e se agire tempestivamente per beneficiare delle semplificazioni testé citate .
A dipanare i dubbi, ci pensano i tecnici della DCSAC dell’Agenzia delle Entrate che con Circolare n. 32 del 30 dicembre 2014 diramano delle precise indicazioni sulla gestione dei rimborsi IVA in corso di esecuzione, comunicando di fatto buone notizie per coloro i quali non hanno ad oggi provveduto a presentare le garanzie, sostenendo pertanto i costi dei contratti delle polizze fideiussorie e/o eventuali commissioni.

Rimborsi di ammontare superiore a 5.164,57 euro e fino a 15.000 euro
In particolare il documento di prassi considera che l’estensione da 5.164,57 a 15.000 euro della soglia di esonero da ogni ulteriore adempimento esplica i propri effetti anche sulle richieste di rimborso presentate anteriormente all’entrata in vigore della nuova disposizione.
Pertanto, l’ufficio o l’agente della riscossione non procederanno a richiedere la garanzia successivamente all’entrata in vigore della nuova disposizione. Invece, nel caso in cui alla stessa data la garanzia sia stata già richiesta, laddove il contribuente non vi abbia già provveduto non è tenuto a presentarla.
Nel caso in cui sia intervenuta la sospensione degli interessi a seguito di ritardo nella consegna delle garanzie, il periodo di sospensione termina e gli interessi riprendono a decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo testo dell’articolo 38-bis, ossia dal 13 dicembre 2014.

Rimborsi di ammontare superiore a 15.000 euro
In caso di rimborso di importo superiore a 15.000 euro già richiesto alla data di entrata in vigore del decreto legislativo, il contribuente, in presenza di dichiarazione con visto di conformità o sottoscrizione alternativa e in assenza delle condizioni soggettive di rischio indicate nel comma 4 del nuovo articolo 38-bis, presenta la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà all’ufficio o all’Agente della riscossione competente, allegando la fotocopia del documento di identità del soggetto legittimato a sottoscriverla.
In questo caso, precisano i tecnici “la sussistenza dei requisiti e delle condizioni previste per
l’apposizione del visto di conformità e la presentazione della dichiarazione sostitutiva deve essere verificata con riferimento alla data di entrata in vigore del decreto legislativo e non alla data di richiesta del rimborso, in modo che la valutazione del rischio tenga conto della situazione attuale del contribuente”.
La disciplina introdotta dal nuovo articolo 38-bis non esplica effetti sui rapporti per i quali la procedura di erogazione del rimborso sia già conclusa e, pertanto, le garanzie prestate in corso di validità non possono essere restituite per i rimborsi già erogati all’entrata in vigore del decreto legislativo.
Anche in questo caso se è intervenuta la sospensione degli interessi a seguito di ritardo nella consegna della garanzia, il periodo di sospensione termina e gli interessi riprendono a decorrere dalla data della presentazione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, sempreché la dichiarazione rechi il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa.

 

Autore dell'articolo
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Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

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