Riforma del sistema fiscale in Italia – Spunti di riflessione

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Attualità, Parliamo di ...

Alcuni spunti di riflessione sulle riforme in atto del sistema fiscale in Italia con uno sguardo anche agli altri Paesi, ad esempio il sistema fiscale britannico.

La BCE ha annunciato ieri il calo del costo del denaro a 0,25% . E’ il quinto taglio consecutivo necessario per contrastare questa volta lo spettro della deflazione .
E’ di ieri d’altro canto la nota di Confindustria che rilevava che benchè l’IVA sia aumentata di un punto percentuale, l’inflazione non è cresciuta, come si sarebbe dovuto osservare a parità di consumi, ma è rimasta uguale, essendosi contratti i consumi stessi.

L’ISTAT smentisce le prospettive di ripresa dando un incremento del PIL dello 0,7% e un aumento della disoccupazione.

La Cgia di Mestre ha calcolato l’impatto economico che la legge finanziaria 2014 comporterà. Nel 2014 gli italiani pagheranno 1,1 miliardi di euro di tasse in più. Dipenderà essenzialmente dalla Trise che invece di contenere il peso complessivo di Tares ed Imu, lascerà alla discrezionalità dei Sindaci la definizione delle aliquote. L’Associazione degli artigiani di Mestre stima un inasprimento del prelievo per lenire le difficoltà economiche in cui i Comuni versano, con evidenti ripercussioni negative per i bilanci delle famiglie e delle imprese”. Fassina ha smentito ad inizio settimana, asserendo che:  “la legge di Stabilità in discussione al Senato determina per il 2014 per famiglie e imprese non finanziarie una riduzione di imposte di 1,661 miliardi di euro”.

Sicuramente non si può basare la ripresa economica italiana sull’intervento della BCE.

Probabilmente non sono riposti nella Legge di stabilità i rimedi al calo dell’occupazione, all’inasprimento fiscale per deficit delle entrate, al contenimento della spesa pubblica, alla ripresa produttiva, etc…benchè il mondo della politica stia cercando di convincerne la nazione.

Probabilmente sarebbe necessario valutare anche una riforma del sistema fiscale in Italia.

Così come in passato si sono cercate soluzioni fiscali guardando anche ai sistemi di altre nazioni (vedi ad esempio il quoziente francese per le detrazioni dai redditi persona fisica), anche ora potremmo fare analoghe considerazioni.

Le mie riflessioni fanno riferimento al sistema fiscale britannico.

Ogni imposta viene istituita e quindi giustificata come mezzo attraverso il quale reperire i fondi necessari per coprire le spese di utilità pubblica.

Nella legge istitutiva di ogni tassa e nelle istruzioni applicative, sono indicati specificatamente i servizi e gli usi ai quali i fondi da reperire vanno dedicati.

Ad esempio unico persone fisiche è spiegato quale contribuzione del cittadino alle spese sostenute dal governo per trasporti, sanità ed istruzione”. “Income Tax is your contribution to government spending on things like transport, health and education”.

Le imposte indirette, mi riferisco all’IVA in particolare, presentano poche aliquote. C’è anche l’aliquota così detta “zero- rated”, cioè a tasso zero (è diverso da esente!) per i beni ed i servizi di uso più comune o verso i quali avere particolare accortezza. Vedi i prodotti per l’infanzia, i libri, i giornali, i cibi di prima necessità, i trasporti pubblici,…

Per essere riconosciuti come cittadini aventi diritto alla pensione bisogna lavorare pagando una tassa particolare all’erario (HMRC è la pari Agenzia Entrate, non c’è un ente pensionistico). Questa tassa è il NIC (National Insurance Contribution). Si acquisisce ricevendo un codice assicurativo che identifica dai 16 anni di età ogni contribuente. Ogni contribuente è identificato dal codice fiscale e dal codice contributivo. Si possono pagare le tasse, si può lavorare e si possono avere servizi o sgravi fiscali solo se in possesso dei due codici e se in regola con i pagamenti calcolati dal proprio reddito sia che si sia lavoratori dipendenti che autonomi. Ogni soggetto ha quindi un’unica posizione fiscale e contributiva, (in Inghilterra avviene non alla nascita ma al raggiungimento dei 16 anni di età). E’ evidente che in questo modo non e’ possibile quella che l’OECD definisce “underground economy” cioe’ economia sommersa, che allontana fette di reddito dal PIL, impoverendo il paese e diminuisce la contribuzione fiscale.

La legge di stabilità è un “Budget” pubblicato ad inizio anno, a marzo.

Per l’anno 2013 – 2014 indica le seguenti spese da sostenere 2013-14 *:

Servizi sociali e sulla persona: – £31 billion

Sanità – £137 billion

Istruzione – £97 billion

Ordine pubblico e sicurezza – £31 billion

Interessi sul debito pubblico – £51 billion

Difesa – £40 billion

Trasporti – £21 billion

Protezione sociale – £220 billion

Ambiente – £23 billion

Industria Agricoltura ed impiego – £16 billion

Altro – £53 billion

Il reperimento dei fondi 2013-14 è così articolato:

Imposte sui redditi di persone fisiche– £155 billion

Contributo assicurativo nazionale – £107 billion

Imposte sulle società di capitali – £39 billion

Accise – £47 billion

IVA – £103 billion

Diritti camerali, bolli, tasse societarie – £27 billion

Regionali e comunali – £27 billion

Doganali, marche da bollo, imposte sui capitali, altre accise, interessi e dividendi – £107 billion

* Source: Office for Budget Responsibility, 2013-14 estimates. Allocations to functions are based on HM Treasury analyses.

Il budget dello stato viene strutturato e poi rendicontato fra bisogni della nazione e fondi necessari.

Quindi abbiamo:

-individuazione delle necessita’

-Quantificazione dei costi

-Individuazione delle fonti di reperimento

-Controllo a consuntivo

-Motivazione

-Giustificazione della spesa pubblica e delle sue fonti di approvviggionamento.

 

Aggiungo che il Fondo Monetario Internazionale e’ dagli anni 80 che chiede al governo italiano di semplificare il sistema fiscale, adducendo la considerazione che troppe stratificazioni di legge causano la mancanza di controllo, l’elusione, la confusione, la non – trasparenza.

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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