categorie professionali e no deal

Riconoscimento delle qualifiche professionali dopo Brexit

di Rag. Guido Ascheri CommentaIn Brexit, Primo Piano

Il governo del Regno Unito, nel Marzo 2019, ha pubblicato due comunicazioni tecniche relative alle possibili complicazioni, a seguito della Brexit, con riferimento al reciproco riconoscimento delle qualifiche contabili professionali.

Si intende fornire una guida pratica ai membri ed agli studenti dell’ICAEW, nonché ai professionisti dell’UE che intendono esercitare la propria professione all’estero (paesi UE e Regno Unito).

Il riconoscimento delle qualifiche professionali è una questione significativa che è stata presa in considerazione nell’ambito dei negoziati in preparazione alla Brexit, nonché nel contesto delle future relazioni tra Regno Unito ed i restanti 27 paesi UE.

E’ importante collocare il problema nel suo contesto: la procedura relativa al riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali è rilevante per i professionisti che lavorano o desiderano lavorare all’estero nell’ambito di attività professionali regolamentate.

Solo la revisione legale dei conti è regolamentata in tutti gli Stati membri dell’UE e vi è una notevole diversità nelle norme nazionali su ciò che è e ciò che non è regolato nella sfera contabile.

l’ICAEW è fortemente favorevole a che il Regno Unito e l’UE raggiungano un accordo tale da mantenere invariato il regime di reciproco riconoscimento professionale anche dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Qualunque sia il risultato della Brexit, l’ICAEW continuerà a lavorare per mantenere alti gli standard dei programmi di apprendimento e sviluppo professionale in ambito contabile ed a costruire partenariati con altri ordini professionali UE.

L’attenzione, al momento, è tutta concentrata sugli accordi tra il Regno Unito e gli Stati membri dell’UE, anche se tali patti avranno ripercussioni su alcuni paesi appartenenti alla SEE come Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

Prevediamo di aggiungere ulteriori indicazioni specifiche in merito al riconoscimento professionale tra Regno Unito ed Irlanda, poiché i legami bilaterali storici sollevano punti aggiuntivi da prendere in considerazione ed analizzare.

Ad oggi, il progetto di accordo, in corso di negoziazione da parte del Regno Unito e dell’UE, comprende una serie di disposizioni positive per quanto riguarda i diritti esistenti per il reciproco riconoscimento professionale (ottenuti ai sensi della legislazione UE) e questo anche in relazione alle domande che saranno in corso di approvazione al momento dell’uscita del Regno Unito dalla UE.

Il regime generale di riconoscimento delle qualifiche professionali dell’UE (Direttiva 2005/36 / CE) prevede che gli Stati membri tengano conto delle qualifiche ottenute in un altro Stato membro quando concedono l’accesso o l’esercizio di una professione regolamentata sul loro territorio.

La direttiva si applica a tutte le professioni regolamentate a meno che non esista uno specifico strumento legislativo dell’UE che prevalga sulla stessa, come nel caso della revisione legale dei conti.

Il regime consente a un membro di una professione regolamentata all’interno dell’UE di intraprendere la stessa professione regolamentata in un altro Stato membro, sostenendo solo un test attitudinale o un periodo di adattamento anziché procedure di piena riqualificazione.

Il test attitudinale o il periodo di adattamento colmano le differenze normative tra il paese di origine ed il paese ospitante.

Il regime di riconoscimento dell’UE consente, inoltre, la prestazione di servizi transfrontalieri su base occasionale o temporanea senza che il professionista abbia una stabile presenza professionale nel paese ospitante.

La direttiva UE sulla revisione legale dei conti (direttiva 2014/56 / UE) consente a un revisore legale dei conti, sia come persona fisica che come professionista all’interno di un’impresa, di ottenere la registrazione ed il diritto di esercitare la revisione legale dei conti in un altro Stato membro dell’UE al completamento di un test attitudinale nel paese ospitante.

Il test attitudinale copre solo le aree in cui le giurisprudenze dei due paesi divergono in materia di revisione legale dei conti.

La direttiva sulla revisione legale dei conti dell’UE non prevede la prestazione transfrontaliera e occasionale di servizi.

Quando, e se, il Regno Unito diventerà un “paese terzo” non sarà più automaticamente coperto dalle disposizioni esistenti per il riconoscimento delle qualifiche professionali; tuttavia esiste già un’indicazione ragionevolmente chiara di come funzionerebbero le procedure di riconoscimento in caso venisse accolto l’accordo di uscita negoziato dal governo May.

In base alle informazioni fornite sia dal governo del Regno Unito che dall’UE e dalle bozze pubblicamente disponibili dell’accordo di recesso, prevediamo il mantenimento dei diritti di riconoscimento professionale già acquisiti anche dopo la Brexit.

In particolare, questo vuol dire che saranno confermate le competenze dei professionisti che hanno già completato con successo le procedure di riconoscimento prima della Brexit nel Regno Unito o nei restanti paesi dell’UE.

È importante notare, tuttavia, che secondo il progetto di accordo di recesso, il mantenimento indefinito dei diritti di riconoscimento per i membri dell’ICAEW, che sono cittadini del Regno Unito, sarà legato allo stato di residenza o allo stato di lavoro effettivo nel paese membro UE.

Nel contesto del progetto di accordo di recesso prevediamo, inoltre, che l’attuale regime di riconoscimento continuerà a funzionare esattamente allo stesso modo per i nuovi richiedenti almeno fino alla fine del periodo di transizione (attualmente programmato per durare fino a dicembre 2020). In questo caso, le domande dei membri dell’ICAEW che iniziano una procedura di riconoscimento dopo il 31 Ottobre 2019 ma prima della fine di dicembre 2020 saranno trattate secondo i termini dell’attuale legislazione UE.

Qualsiasi ulteriore riconoscimento professionale negli altri Stati membri dell’UE richiederà l’adempimento di tutti i requisiti che verranno previsti nei futuri accordi tra il Regno Unito e l’UE.

L’UE non ha fornito le stesse informazioni in relazione al riconoscimento professionale per la revisione, pertanto è prevedibile che i diritti esistenti per la revisione legale dei conti non vengano mantenuti.

Il possibile scenario “no deal” viene interpretato come uno scenario in cui non vi è alcun accordo, nessun periodo di transizione e nessuna intesa generale per avviare negoziati futuri.

Ai fini del riconoscimento del titolo professionale, i membri ICAEW, che sono cittadini del Regno Unito, saranno trattati come cittadini in possesso di una qualifica di un paese terzo.

In alcuni paesi, le qualifiche professionali rilasciate da paesi terzi sono trattate alla stregua di quelle rilasciate dagli altri paesi membri dell’UE e potrebbe non esserci alcuna differenza nella procedura rispetto ad oggi.

In altri casi, potrebbero esserci requisiti aggiuntivi oltre al test attitudinale previsto nel regime UE. Nel peggiore degli scenari ciò potrebbe comportare la necessità di riqualificarsi e di possedere un diploma universitario pertinente.

Ai fini del riconoscimento della professione di revisore legale, le domande dei membri ICAEW saranno trattate ai sensi delle disposizioni previste dall’UE nei confronti dei paesi terzi.

Le autorità competenti dei singoli Stati membri possono approvare la richiesta di un revisore proveniente da un paese terzo richiedendo il superamento di un test attitudinale o il completamento di un periodo di tirocinio questo, però, a condizione che siano in atto accordi reciproci tra il Regno Unito e il paese in questione.

L’ICAEW sta lavorando in modo proattivo per garantire che gli accordi reciproci vengano siglati il prima possibile in caso di Brexit, ma la responsabilità ultima di tali intese spetta in definitiva alle autorità competenti.

In assenza di accordi reciproci, un membro ICAEW o un revisore legale UK potrebbero essere tenuti a intraprendere un nuovo processo di qualificazione professionale nel paese UE con il conseguente requisito di pratica e superamento di esami professionali.

Per i membri dell’ICAEW che sono cittadini dell’UE è probabile che si applichino le stesse procedure di riconoscimento descritte sopra per i cittadini del Regno Unito.

E’ importante sottolineare, comunque, che l’esercizio della professione contabile, nel Regno Unito, non è regolata in via obbligatoria, ciò significa che tale professione può essere esercitata anche se non si ha il titolo professionale di Chartered Accountant. Ovviamente, se non si è iscritti nell’apposito Albo, non si potrà utilizzare il titolo di Commercialista.

La revisione legale dei conti e la curatela fallimentare, invece, sono servizi espressamente regolati e che possono essere svolti esclusivamente da soggetti abilitati.

Lo scenario no deal non influirà sulla capacità dell’ICAEW di accettare ed elaborare le domande di riconoscimento delle qualifiche professionali da parte di soggetti abilitati in paesi dell’UE.

A tale proposito ricordiamo che l’ICAEW è membro del Common Content Project: una collaborazione tra i principali organi professionali in ambito contabile con l’obiettivo di sviluppare, mantenere e unificare i parametri di riferimento della professione e mantenere un elevata formazione e conoscenza nel settore.

L’ICAEW, attualmente, riconosce le qualifiche degli organismi professionali europei che partecipano al Common Content Project senza richiedere di sostenere esami supplementari.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili è anch’esso iscritto al Common Content Project.

L’ICAEW è in costante dialogo con il governo del Regno Unito si augura di scongiurare uno scenario “no deal” e spera che sia istituito un quadro generale e chiaro per il futuro che preveda accordi di riconoscimento professionale comparabili a quelli attualmente in vigore per le qualifiche professionali del Regno Unito e dell’UE, evitando così riqualificazioni lunghe e costose.

Fonte:informazioni dal Governo del Regno Unito tradotte e coordinate da Guido Ascheri


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Rag. Guido Ascheri

Guido Ascheri esercita la professione di ragioniere commercialista in Nizza (Francia) e Londra (Regno Unito). È specializzato in consulenza tributaria e societaria internazionale. Si è sempre occupato di formazione professionale continua. Ha insegnato economia e diritto alla Université Nice Sophia Antipolis (Iut – Stid), ha pubblicato libri per i tipi di IPSOA ed EBC, ha fondato e diretto la rivista – Professione Azienda – premiata come opera ad alto contenuto culturale e scientifico dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate. Scarica la presentazione dello Studio Ascheri & Partners.

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