Reverse charge nell’edilizia: il caso dei panelli fotovoltaici

di Andrea Mannara CommentaIn Iva, La Casa

Il reverse charge, o regime dell’inversione contabile, è disciplinato dall’art. 17 comma 6 lettera a) del DPR 633/72, il quale dispone che il meccanismo del reverse charge si applica “alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore”. Il meccanismo dell’inversione contabile, dunque, si applica limitatamente alle prestazioni rese nel settore edilizio e si concretizza nel fatto che il subappaltatore emette la propria fattura verso l’appaltatore senza l’applicazione dell’Iva. L’appaltatore, a sua volta, deve integrare la fattura ricevuta indicando in essa l’aliquota e la relativa imposta. La fattura andrà registrata nei libri contabili e, ai fini Iva, l’imposta sarà registrata contestualmente nel registro degli acquisti e delle vendite.

La prima verifica richiesta dalla legge riguarda l’appartenenza dell’appaltatore e del subappaltatore alle imprese che operano nel campo dell’edilizia. Per effettuare questa verifica, l’Agenzia delle Entrate con la circolare 37 del 2006 ha chiarito che bisogna prendere in esame il codice attività dei soggetti interessati. Il codice attività, altrimenti detto codice ATECO, deve essere compreso nella sezione F della tabella ATECO, relativa appunto al settore delle costruzioni.
Quindi, per l’applicazione del meccanismo del reverse charge, è indispensabile che sia l’appaltatore che il subappaltatore siano soggetti che esercitano, in modo prevalente, attività nel settore edile riconducibili alle attività elencate nella sezione F della tabella ATECO 2007.
In concreto, basta confrontare il codice attività dichiarato all’Agenzia delle Entrate (rinvenibile, per es., nei modelli di dichiarazione annuale Unico e risultante anche in visura camerale), con l’elenco delle attività elencate nella sezione F della tabella ATECO.

La seconda verifica da effettuare riguarda il rapporto giuridico che si instaura tra i soggetti. Infatti, la norma prevede che l’inversione contabile si applica solo nel caso in cui le prestazioni siano rese nell’ambito del contratto di appalto. Da ciò si esclude la possibilità di applicare il regime dell’inversione contabile nel caso di fornitura di beni, anche con successiva posa in opera, perchè in questo caso si configura un contratto di cessione di beni in cui la manodopera è accessoria rispetto al bene fornito.
Ai fini della qualificazione del rapporto giuridico come appalto, prestazione d’opera o fornitura con posa in opera è necessario attribuire rilevanza non già al “nomen iuris” attribuito dalle parti al contratto, bensì agli effetti da questo prodotti in base alla comune intenzione delle stesse, espressa dalle clausole contrattuali.

Nel caso specifico della realizzazione degli impianti fotovoltaici, bisogna fare due precisazioni.
1. L’appaltatore compra i componenti per la realizzazione dell’impianto e li cede semplicemente a colui che ha richiesto la realizzazione dell’impianto il quale personalmente si occuperà della realizzazione dell’impianto fotovoltaico;
2. L’appaltatore compra i componenti per la realizzazione dell’impianto e in più si occupa della realizzazione dello stesso, direttamente o tramite affidamento dell’opera in subappalto.

Nel caso sub 1) l’appaltatore non realizza alcuna opera nel campo dell’edilizia, si limita semplicemente a cedere al proprio cliente i componenti necessari affinchè quest’ultimo possa realizzare, in proprio, l’impianto fotovoltaico. In questo caso l’attività dell’appaltatore si configura come attività di intermediazione nel commercio di beni finiti, quindi resta esclusa l’applicazione del meccanismo del reverse charge.

Nel caso sub 2), invece, l’appaltatore oltre ad acquistare i componenti per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, si occupa esso stesso della realizzazione dell’impianto, direttamente o affidando l’incarico in subappalto ad altre ditte. In questo caso la prestazione dell’appaltatore viene resa nell’ambito del settore edile ed è quindi soggetta al meccanismo del reverse charge in quanto si realizzano contemporaneamente i presupposti previsti dalla norma e cioè:

– esistenza di un appaltatore e di un eventuale subappaltatore;

– entrambi i soggetti svolgono attività riconducibili al settore delle costruzioni, come da sezione F della tabella ATECO;

– oggetto del contratto è una prestazione di servizi, ossia l’installazione presso il cliente dell’impianto fotovoltaico.

Il meccanismo del reverse charge è stato introdotto nel campo dell’edilizia per scongiurare fenomeni di evasione di imposta, obbligando così l’appaltatore al versamento della relativa imposta.
Il sistema sanzionatorio è disciplinato dall’art. 6 comma 9-bis del D.Lgs. 471/97, che prevede la sanzione amministrativa compresa tra il 100 e il 200 per cento dell’imposta, con un minimo di euro 258. La sanzione è a carico del cessionario o del committente che, nell’esercizio di imprese, arti o professioni, non assolve al versamento dell’Iva mediante il meccanismo dell’inversione contabile di cui all’art. 17 del DPR 633/72. La medesima sanzione si applica al cedente o prestatore che ha irregolarmente addebitato l’imposta in fattura omettendone il versamento.
Al pagamento delle sanzioni e dell’Iva evasa, sono tenuti solidalmente entrambi i soggetti obbligati al meccanismo del reverse charge.

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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