Reverse charge per cessioni pc tablet cellulari e console giochi

Reverse charge esteso al settore informatico

di Andrea Mannara CommentaIn Iva, Reverse charge

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 10 febbraio 2016, ha approvato in via definitiva il Decreto Legislativo n. 24 del 2016, il quale apporta modifiche alla disciplina del reverse charge.

In particolare, il D.Lgs. 24/2016 integra e modifica gli articoli 17 e 74 del DPR 633/72 (il decreto Iva).
L’intervento legislativo si è reso necessario per adeguare la disciplina italiana in tema di imposta sul valore aggiunto alla disciplina comunitaria, in particolare per adeguare la disciplina nazionale alle direttive comunitarie n. 42 e n. 43 del 2013.

NOVITA’ LEGISLATIVE
La novella legislativa approvata dal CdM prevede l’estensione del meccanismo del reverse charge alle seguenti fattispecie:

cessione di cellulari;
– cessione di console da gioco, tablet, Pc e laptop.

Tale disciplina, per espressa previsione normativa, si applica fino alla data del 31 dicembre 2018.

IL MECCANISMO DEL REVERSE CHARGE
Il meccanismo del reverse charge (o inversione contabile) consiste nel fatto che gli adempimenti fiscali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto vengono assolti non tanto dal cessionario, quanto dall’acquirente.
Quindi:

il cessionario del bene provvede ad emettere fattura senza addebito di imposta e con la specificazione che trattasi di operazione soggetta al reverse charge ai sensi dell’art. 17 del DPR 633/72;
l’acquirente, ricevuta la fattura, la integra con l’indicazione dell’aliquota Iva e della relativa imposta, e registra la fattura (così integrata) sia nel registro Iva acquisti che nel registro Iva vendite.

Stante la peculiarità di questo meccanismo, si capisce che il reverse charge si può applicare solo alle transazioni commerciali che avvengono tra operatori commerciali, cioè tra soggetti che operano nell’ambito della propria attività imprenditoriale o professionale.
Il reverse charge si applica solo quando la cessione del bene è effettuata a favore di un soggetto che opera con partita Iva.
È escluso il meccanismo del reverse charge quando la cessione del bene è effettuata a favore del consumatore finale, quindi in questo caso la cessione sarà soggetta alle normali aliquote Iva.

REGIME SANZIONATORIO
Il D.Lgs. 158/2015 ha riformato il sistema delle sanzioni fiscali e ha coinvolto anche il meccanismo del reverse charge.
In particolare, la nuova disciplina sanzionatoria prevede che:

– nel caso in cui la corretta o infedele applicazione del meccanismo del reverse charge arrechi un danno erariale, si applica la sanzione proporzionale dal 90% al 180% dell’imposta;
– nel caso in cui l’errore non comporti un danno erariale, si applica la sanzione in misura fissa da euro 250,00 ad euro 10.000,00.

Ti potrebbe interessare l’ebook “Reverse charge – casi pratici (eBook 2016)” contenente 34 casi risolti con esempi, fac-simili e riferimenti legislativi sul reverse charge e le operazioni Iva transnazionali.

Autore dell'articolo
identicon

Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *