Rettifiche iva in regime monofase

di Claudio Carlini CommentaIn Iva, Primo Piano

Le imprese in regime monofase, come le case editrici, possono rettificare in diminuzione l’Iva versata in presenza di una definitiva sopravvenienza passiva.

È quanto emerge dalla risposta dell’Agenzia delle entrate n. 155 del 22 maggio 2019 all’interpello di un’impresa editrice creditrice cronica del concordato fallimentare di un’impresa intermedia della filiera di distribuzione di prodotti editoriali per un importo di circa 3 milioni di euro relativi a mancate rese.

L’Iva monofase della filiera editoriale, ex art. 74 c. 1 dpr 633/72, si caratterizza per la sua “cristallizzazione” in capo all’editore non producendo rivalsa e detrazione nei vari passaggi. L’editore rappresenta dunque l’unico soggetto passivo obbligato al versamento dell’imposta e che per i prodotti editoriali viene scontata al 4%, se pur con delle eccezioni relative a particolari prodotti editoriali come cataloghi o supporti ottici per cui viene scontata un’imposta pari al 22 (n. 18 Tabella A Parte II allegata al Dpr 633/72).

In considerazione dunque della particolare casistica l’impresa editrice propone interpello al fine di vedersi confermare la possibilità di poter rettificare l’Iva già liquidata sulla scorta di quanto previsto dall’art. 26 dpr 633/72 secondo cui “Se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione, viene meno … per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali …, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione ai sensi dell’articolo 19 l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola a norma dell’articolo 25”.

L’Agenzia delle entrate, in funzione di quanto già precisato in materia di sopravvenienze passive di prodotti editoriali dalla Circolare ministeriale del 24/12/1997 n. 328, conferma la possibilità in capo all’editore, unico soggetto passivo ai fini dell’imposta sul valore aggiunto sul commercio di prodotti editoriali, di effettuare contabilmente, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di omologa del concordato fallimentare (credito definitivo), note di variazione al fine di rettificare in diminuzione l’Iva assolta sui prodotti editoriali distribuiti ma non resi dalla fallita. Più in particolare sarà dunque possibile, in capo all’editore, determinare la percentuale di quota parte d’Iva da recuperare circa la sopravvenienza passiva subita per mancate rese, rapportando il credito definitivo a quello originario.


Autore dell'articolo
identicon

Claudio Carlini

Dottore Commercialista iscritto c/o Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Frosinone. Svolge attività di consulenza fiscale, societaria e amministrativo/contabile. Procedure fallimentari e della crisi d’impresa. Consulente tecnico in materia civile, bancaria, penale fallimentare, penale tributario. Revisore legale di gruppi industriali a carattere nazionale, internazionale e multinazionale. Specialista nel settore dell'industria delle costruzioni, dei trasporti e farmaceutico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *