REMISSIO IN BONIS SCADE OGGI 31 DICEMBRE 2012

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Accertamento

Oggi 31 Dicembre, scade il termine per sanare l’omissione di eventuali mancate comunicazioni o di adempimenti a carattere formale relativi al periodo d’imposta 2011. Questa è la “remissio in bonis” sancita dal D.L. n,16/2012 e precisata dalla circolare 38/E dell’Agenzia delle Entrate.
Riguarda quegli atti la cui presentazione, preventiva la fruizione di benefici fiscali ovvero l’accesso a regimi fiscali opzionali.
La Circolare prevede espressamente dei casi specifici, ma la ratio di base è la salvaguardia dei diritti del contribuente in buona fede, come chiarito dalla Relazione illustrativa al D.L.. Si presuppone che il contribuente abbia tenuto un comportamento coerente con il regime opzionale prescelto ovvero con il beneficio fiscale di cui intende usufruire, “e abbia solo omesso l’adempimento formale normativamente richiesto, che viene posto in essere successivamente”, senza aver per questo prodotto danni per l’erario, o pregiudizio all’attività di accertamento”. Infatti la circolare spiega che : “ la fruizione di benefici di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali …. non è preclusa, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, laddove il contribuente: a) abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; b) effettui la comunicazione ovvero esegua l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile; c) versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, secondo le modalità stabilite dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, esclusa la compensazione ivi prevista”.
Quindi Il contribuente che “si ravvede” per mera opportunità a posteriori non è incluso (ne è prova il comportamento concludente).
La relazione illustrativa individua a titolo esemplificativo le seguenti fattispecie sanabili (1.3.1 Relazione Illustrativa e 1.3.2):
– il regime di tassazione per trasparenza nell’ambito delle società di capitali (articolo 115 e seguente del TUIR e decreto ministeriale 23 aprile 2004);
– il consolidato fiscale (articoli da 117 a 129 del TUIR e decreto ministeriale 9 giugno 2004);
– le disposizioni di favore introdotte per gli enti di tipo associativo (articoli 148 del TUIR e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633).
– all’opzione per l’adesione al regime di liquidazione e versamento mensile o trimestrale dell’IVA di gruppo, previsto dall’articolo 73, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, così come attuato dal decreto ministeriale 13 dicembre 1979.
– all’opzione per la determinazione dell’IRAP in base al bilancio (Circolare 60/E 2008)

– alla tonnage tax.

Gli articoli 3 e 3-bis prevedono inoltre espressamente:

– Domande tardive di iscrizione negli elenchi dei soggetti che partecipano al riparto del cinque per mille dell’IRPEF, nonché le tardive integrazioni documentali (comma 2);

– Cessione dell’eccedenza dell’IRES risultante dalla dichiarazione dei redditi derivante dal consolidato, ai sensi dell’articolo 122 del TUIR.

Modifica al comma 3 la norma secondo cui , la mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario e dell’importo ceduto non comporta l’inefficacia della cessione stessa (art 43-ter TUIR);

– Cessione, tra soggetti partecipanti alla tassazione di gruppo, di eccedenze utilizzabili in compensazione realizzata in mancanza dell’indicazione degli estremi del soggetto cessionario, dell’importo ceduto o della tipologia di tributo oggetto di cessione.

Termini:
La norma qui descritta vuole che la regolarizzazione delle violazioni deve avvenire entro il termine della prima dichiarazione utile. In sede di prima applicazione il dies ad quem è spostato al 31.12. 2012, ivi compresi anche quegli adempimenti o comunicazioni con termini e di presentazione della relativa dichiarazione scaduto dopo il il 2 marzo 2012.

Come fare per effettuare la sanatoria?

Semplicemente, contestualmente alla presentazione tardiva della comunicazione o all’adempimento tardivo occorre versare tramite Mod F24, la sanzione in misura pari a 258 euro, (importo minimo previsto dal citato articolo 11, comma 1, del decreto legislativo n. 471 del 1997 ). Non è possibile effettuare la compensazione con crediti eventualmente disponibili.
Attenzione non confondiamo questa procedura con il ravvedimento operoso. In primo luogo è espressamente vietato che questo istituto sia oggetto di ravvedimento ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, dal momento che la sanzione rappresenta l’onere da assolvere per aver diritto al riconoscimento dei benefici concessi dalla norma in esame.
Il ravvedimento operoso è altra procedura che consente di sanare il mancato pagamento dovuto mediante auto liquidazione dell’importo non ancora corrisposto aumentandolo di una sanzione pecuniaria del 30% dell’importo non versato e di interessi annui per tardivo versamento il cui tasso varia a seconda del numero di giorni di ritardato pagamento.

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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