Redditi prodotti all’estero: eliminazione della doppia imposizione (parte 2)

di Paolo Battaglia 1 CommentoIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

Nel precedente articolo Redditi prodotti all’estero: eliminazione della doppia imposizione (parte 1) abbiamo introdotto il discorso sulla disciplina del “credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero”, contenuta nell’art. 165 del Tuir, ora vediamo di approfondire l’argomento del credito d’imposta.

Il credito d’imposta derivante dal reddito prodotto in un Paese estero può essere utilizzato esclusivamente in proporzione alla quota di reddito prodotta in detto Paese, non essendo possibili compensazioni con redditi prodotti in altri Paesi o considerare unitariamente i redditi prodotti in diversi stati esteri (cd. Principio «overall»).

L’importo della detrazione deve essere, quindi, calcolato separatamente per ogni Stato estero in cui il reddito viene prodotto.

Il calcolo per la determinazione del credito d’imposta spettante deve essere, cioè, ripetuto per ogni Paese in cui si percepiscono i redditi esteri e l’importo ammesso in detrazione sarà pari alla somma delle singole detrazioni calcolate con riferimento ai diversi Paesi di produzione dei redditi.

Nel caso di reddito d’impresa prodotto da imprese residenti nello stesso Paese estero (società consolidate, art. 118 1-bis lett. b, TUIR, Consolidato Fiscale Mondiale), l’imposta estera ivi pagata a titolo definitivo su tale reddito, eccedente la quota d’imposta italiana relativa al medesimo reddito estero, costituisce un credito d’imposta fino a concorrenza dell’eccedenza della quota d’imposta italiana rispetto a quella estera pagata a titolo definitivo in relazione allo stesso reddito estero, verificatasi negli esercizi precedenti fino all’ottavo.

Il calcolo per la determinazione del credito d’imposta detraibile dovrà essere ripetuto per ogni Paese e per ogni società in consolidato mondiale in cui si percepiscono redditi esteri.

 

L’articolo completo può essere letto sulla Rivista mensile di Fiscalità Estera, n. 7-8/2014.

La Rivista è disponibile anche in ABBONAMENTO.

 


Autore dell'articolo

Paolo Battaglia

Esercita la professione di dottore commercialista e revisore contabile in Sicilia presso lo studio da lui diretto dal 1994, con sede a Ragusa, specializzato in pianificazione fiscale e finanziaria. È presidente della Commissione per la consulenza di direzione aziendale presso l’ODCEC di Ragusa, relatore in convegni su tematiche relative alla pianificazione internazionale di business.

Comments 1

  1. Buongiorno,

    ho lavorato a Parigi come dipendente a tempo indeterminato da aprile 2013 a febbraio 2014, poi c’ è stata la rottura convenzionale del mio contratto.
    Ho fatto la mia dichiarazione del reddito 2013 che dovrò pagare ora a settembre 2014.
    Avendo precedentemente lavorato in Italia (sino al marzo 2013) sempre da dipende CDI ho dichiarato anche il Italia il mio reddito 2013.
    Vorrei sapere, sono a posto con il fisco?Sia in Francia che in Italia?
    Vi ringrazio e rimango in attesa di una vostra gentile risposta.

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