Voluntary disclosure - disposizioni per la regolarizzazione dei capitali detenuti all'estero

Redditi prodotti all’estero: eliminazione della doppia imposizione (parte 1)

di Paolo Battaglia 2 CommentiIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

L’applicazione del “World Wide Taxation Principle” comporta, a carico dei soggetti considerati fiscalmente residenti in Italia, l’obbligo di presentazione della dichiarazione per tutti i redditi, ancorché prodotti in altri Paesi, conseguiti nel corso del periodo d’imposta.

L’imposizione fiscale avviene secondo due principi fondamentali: quello di territorialità e quello di residenza.

Il primo prende in considerazione il Paese in cui si produce il reddito, il secondo il Paese in cui risiede l’azienda: il risultato è che l’impresa potrebbe vedersi il reddito tassato due volte. Con le Convenzioni Internazionali contro le doppie imposizioni gli Stati mirano a ripartire le loro sfere di sovranità concordando criteri per definire, in ipotesi di reddito transnazionale, quale sia lo Stato che ha potestà impositiva. Uno dei due Stati deve rinunciare, in tutto ovvero in parte, alla propria potestà impositiva.

 

Con tali accordi il contribuente versa comunque tutte le imposte, ciò che cambia è la ripartizione dei tributi tra uno Stato e l’altro.

L’adozione di strumenti convenzionali consente a ciascuno dei Paesi interessati di perseguire due distinti obiettivi: evitare il rischio di doppia imposizione e prevenire l’evasione e l’elusione fiscale mediante l’individuazione, in rapporto a determinati comparti impositivi, di procedure per consentire lo scambio di informazioni e favorire la mutua assistenza tra le Amministrazioni fiscali degli Stati contraenti.

La disciplina del “credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero”, contenuta nell’art. 165 del Tuir, ha proprio lo scopo di evitare, o quanto meno attenuare, la nascita di fenomeni di doppia imposizione internazionale dei redditi, consentendo che il reddito prodotto all’estero sia tassato anche nello Stato di residenza ma concedendo la detrazione delle imposte già pagate nel Paese di produzione.

 

L’articolo completo può essere letto sulla Fiscalità Estera – n. 6/2014 di cui si riporta il Sommario Completo:

ASPETTI FISCALI

– La rivalutazione di quote o partecipazioni estere di Carlo Adriani
– L’eliminazione della doppia imposizione (parte 1) di Paolo Battaglia
– La legge cubana n. 118 di Francesco Capoccia
– Slovacchia: operatività Iva in triangolazioni e movimenti interni di Ana Maria Pérez Magdalena
– La Cina sigla nuovi accordi in materia fiscale con i Paesi dell’UE di Lorenzo Riccardi, Giorgio Riccardi
– La tassazione dei lavoratori frontalieri esaminando le norme di legge, le convenzioni, gli interpelli di Luigi Rodella
– Sistema fiscale delle Mauritius di Cecilia Severino
– Tassazione nel territorio delle Antille Olandesi di Lucia Zeleznik

VARIE

– Internazionalizzazione: LTD o LLC? di Francesca Romana Bottari
– Direttiva Bolkestein di  Sara Martucciello

QUESITI

La Rivista è disponibile anche in ABBONAMENTO.


Autore dell'articolo

Paolo Battaglia

Esercita la professione di dottore commercialista e revisore contabile in Sicilia presso lo studio da lui diretto dal 1994, con sede a Ragusa, specializzato in pianificazione fiscale e finanziaria. È presidente della Commissione per la consulenza di direzione aziendale presso l’ODCEC di Ragusa, relatore in convegni su tematiche relative alla pianificazione internazionale di business.

Comments 2

  1. Gentile dottor Battaglia,

    sono un cittadino italiano che si e’ trasferito in Austria per lavoro a maggio 2013. Mi trovo ora in una situazione in cui potrei cambiare di nuovo paese e trasferirmi in Francia. Mi chiedevo se poteva darmi un suggerimento su come meglio gestire i risparmi che ho accumulato in questi mesi di lavoro in Austria (avevo aperto un conto bancario qui).

    Posso semplicemente chiudere il conto e bonificare il tutto in Italia o in Francia oppure rischio di dover pagare ulteriori tasse?

    Grazie mille!
    Giancarlo

  2. Gentile Signore,
    Risiedo in Inghilterra da piu’ di dieci anni dove possiedo un immobile e lavoro per il comune. Non sono iscritto all’Aire e ho recentemente scoperto che risiedo anagraficamente in Italia e sono anche residente nel regno unito. Non ho interessi, immobili o proprieta’ in Italia. Ho quindi la doppia residenza? Quale sarebbe l;a mia situazione fiscale?
    Cordiali Saluti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *