Quando la fiducia non basta al mercato

di Prof. Dott. Francesco Verini 1 CommentoIn Attualità, Parliamo di ...

La fiducia è l’elemento fondamentale sul quale si regge il mercato ma esso deve essere sorretto da fattori strutturali credibili e, soprattutto, deve poter essere in movimento.
Ci aspettavamo dai colleghi, emeriti docenti, un impulso al dinamismo, alla velocità ed alla quantità delle relazioni economiche.
Già diversi mesi or sono, scrivemmo che era necessario attivare nuove risorse economiche, per creare valore aggiunto e tenere i conti pubblici sotto le redini dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa.
Oggi sono tutti meravigliati del fatto che non arrivino grandi risultati, anzi, che ci sia un blocco economico in atto.
L’approccio psicologico di tutti è che siamo in crisi, speriamo che passi presto e, nel frattempo, il denaro viene bloccato “perché non si sa mai !”
Invece, è nei momenti di crisi, che bisogna “sbloccare” le relazioni civili e commerciale favorendo la ripresa.
Le banche, innanzitutto, hanno decretato che la crisi verrà superata nel prossimo anno ed hanno ridotto o chiuso le linee di credito.
Ma lo Stato deve fare una approfondita verifica delle spese di gestione e di investimento, valutando i risultati della gestione amministrativa: bisogna riorganizzare la “macchina amministrativa” rendendo più snelle le strutture.
Risparmiare nell’erogare i servizi fondamentali per la vita della comunità si può e si deve perché l’Amministrazione, da quella locale fino alla centrale, più ha fondi a disposizione e più ne spende come chi non ha limiti di “portafoglio” e, quindi, di spesa. In tale situazione si rischia di aumentare le tasse per far fronte a nuovi costi.
Mettendo dei limiti alle spese pubbliche e fissando gli obiettivi da raggiungere, sarà più facile poter ridurre le imposte sostenendo il mercato attraverso le famiglie che, avendo più risorse finanziarie, avranno maggiori possibilità di consumo, e attraverso le imprese che potranno effettuare ulteriori investimenti con l’ aumento o il consolidamento di posti di lavoro.
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Prof. Dott. Francesco Verini

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Revisore degli Enti Locali in Roma, L’Aquila e Pescara. Ha svolto le funzioni di Giudice Tributario in grado di appello a L’Aquila. Componente dell’Osservatorio Regionale per gli Studi di Settore presso l’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale Abruzzo. Libero Docente di Economia. Docente di Conciliazione Civile e Commerciale, di ADR Network con sede in Roma, accreditato al Ministero della Giustizia. Componente della Commissione Consultiva sul Processo Tributario presso L'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma. Economista. Giornalista Pubblicista.

Comments 1

  1. Gentile Professore,
    il suo pensiero sembrerebbe essere generalmente accettato e condiviso dall’intera comunità econimica mondiale, almeno quella ravveduta, che senza ripudiare le teorie classiche, le ha aggiornate e riviste alla luce degli studi condotti da Shiller ed Akerlof (tra i più in voga ma non i soli)… però la visione che ne è scaturita non è proprio innovativa; sembrerebbe piuttosto la riproposizione (scientifica ovviamente) di quanto già scritto da Mack Reynolds nel suo racconto fantascientifico, Effetto valanga (Depression or Dust, 1974).
    Perchè, invece, nessuno accenna ad un radicale rinnovamento della classe politica ed al contempo ad un ingresso forzato delle nuove generazioni nei centri decisionali “nevralgici”
    ….nuove teste con nuove idee e senza le remore di una precedente esperienza “deviata”….

    Perchè nessuno ha mai pubblicamente apprezzato l’esempio Islandese della default strategica e del referendum per una nuova costituzione….o, per restare con i piedi per terra (e più banalmente), perchè non è mai stato proposto ed approvato il limite ai mandati politici personali?

    Vogliamo che tutto cambi perchè tutto rimanga com’è?…pare proprio di si.

    Vorrà interpretare la lieve nota polemica nel senso costruttivo che meglio le si addice.
    Cordialmente.

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