le agevolazioni per gli investimenti in start up innovative

PMI – Start up del Sud – Finanziarsi senza le banche è possibile

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Start-up Innovative

Partire con solide idee in testa senza farsi smontare dalla burocrazia e dalle banche si puo’!!!
Accade negli altri paesi ….forse puo’ accadere ed inizia ad accadere anche da noi! Evviva!!
Il primo passo nel Sud Italia: 2 volte Evviva!!

Nasce il BAC a Napoli
È Business Angel Club (BAC), il network di investitori nato al fine di sostenere le start-up e accelerare l’innovazione nel Sud Italia, favorendo lo sviluppo dell’economia digitale del territorio. Un’iniziativa promossa dall’incubatore certificato Digital Magics in collaborazione con 012Factory, Fondazione Idis – Città della Scienza eTechHub, il percorso di accelerazione avviato dal Banco di Napoli insieme alla Camera di Commercio di Napoli e all’Università degli Studi di Napoli Federico II.

BAC
Il BAC si propone di incentivare i rapporti tra imprenditori, manager, business angel e nuove imprese innovative che propongono contenuti e servizi ad elevato valore tecnologico: saranno organizzati incontri a cadenza bimestrale in tutte le regioni del Sud Italia.
Il fine è anche quello di creare un ecosistema solido dell’innovazione e per favorire lo sviluppo del territorio, dando vita a un vero e proprio «hub di collegamento fra investitori e start-up locali per sostenere e far crescere gli investimenti in progetti originali», anche al fine di potenziare la crescita economica del Sud e l’occupazione giovanile.
Incontri bimestrali
Nel corso di ciascun incontro saranno presentate alcune neo-imprese digitali. Il primo evento, ad esempio, ha visto la partecipazione di Intertwine (piattaforma web per creare e condividere opere editoriali multimediali collaborative), Cambiomerci.com (circuito di credito commerciale tra imprese che consente di vendere e comprare beni e servizi), Buzzoole (piattaforma italiana di IEO, Influence Engine Optimization).

PERCHE’ ASPETTIAMO PER I SUKUK?
La finanza mondiale ha accettato e fa girare miliardi di dollari e sterline attraverso i fondi comuni islamici chiamati sukuk. Per finalita’ che rispondono ai criteri di responsabilita’ sociale islamica (vale a dire investire in settori leciti, senza interessi passivi, senza rischio a carico del debitore, senza speculazione e usura) le PMI possono direttamente chiamare a raccolta i flussi di cassa a breve dagli investitori garantendo gia’ il tasso annuo di rendimento ( non meno del 7% annuo generalmente per circa 5 anni) attraverso una finanziaria che certifica e ammette la liceita’ del fondo. A Londra, a New York i fondi islamici sono listati in borsa e non sono tassati !!!! Noi cosa aspettiamo per risvegliare questo paese?
Francesca Romana Bottari

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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