Permessi elettorali

di Rag. Giuseppina Giorgi 1 CommentoIn Lavoro

I diritti dei lavoratori dipendenti per i permessi elettorali.

Domenica 25 maggio 2014 si svolgeranno le votazioni per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia e le elezioni per eleggere, nella amministrazioni comunali in scadenza, i Sindaci e i Consigli comunali, nonché per il rinnovo dei Consigli regionali, in alcune regioni.

Ai lavoratori dipendenti, con contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, chiamati a svolgere funzioni presso i seggi elettorali è riconosciuto il diritto di assentarsi per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e scrutinio.
L’assenza è considerata attività lavorativa a tutti gli effetti.
Il diritto spetta ai componenti del seggio elettorale (presidente, vice presidente, scrutatore, segretario), ai rappresentati di lista e ai lavoratori impegnati, a qualsiasi titolo, nelle operazioni elettorali (vigilanza e altro).
Il datore di lavoro non può, in nessun caso, impedire ai propri dipendenti di adempiere alle funzioni presso i seggi e non gli è consentito richiedere prestazioni lavorative nei giorni coincidenti con le operazioni elettorali, anche se gli eventuali obblighi di servizio fossero collocati in orario diverso da quello di impegno ai seggi.

Il legislatore (art. 1 L. 69/1992) stabilisce che i lavoratori chiamati a svolgere funzioni elettorali:
“hanno diritto al pagamento di specifiche quote retributive, in aggiunta all’ordinaria retribuzione mensile ovvero a riposi compensativi, per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali”.

In sintesi, ai lavoratori in esame spetta:
– la normale retribuzione come se avessero lavorato (pari ad 1/26 o altro divisore contrattuale) per i giorni lavorativi trascorsi ai seggi (sabato 24 maggio, se lavorativo, lunedì 26 maggio)
– una retribuzione aggiuntiva rispetto a quella normale (pari a 1/26 o altro diverso divisore contrattuale) o, in alternativa, il diritto al riposo compensativo retribuito, per i giorni festivi (domenica 25 maggio) e non lavorativi (sabato 24 maggio se considerato tale dal CCNL);
– un giorno di assenza dal lavoro con diritto alla normale retribuzione, qualora le operazioni di scrutinio si protraggano, anche solo per poche ore, oltre le ore 24 del lunedì (26 maggio).
Se lo svolgimento delle operazioni elettorali implica una sola parte della giornata, l’assenza è legittimata per tutto il giorno lavorativo che, quindi, deve essere retribuito interamente.
I lavoratori che si recano a votare in comuni diversi da quello ove prestano l’attività lavorativa hanno diritto a chiedere, al datore di lavoro, permessi per raggiungere il proprio comune di residenza da detrarre dalle ferie, o dai permessi (rol) maturati.
Il lavoratore deve avvisare il proprio datore di lavoro della sua partecipazione ai seggi e, terminate le operazioni elettorali, deve consegnare un attestato, firmato dal Presidente del seggio, dal quale risulti l’indicazione dei giorni trascorsi al seggio.


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Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

Comments 1

  1. Anche un dirigente di II fascia presso un ministero ha diritto al permesso per lo svolgimento delle operazioni elettorali e al conseguente riposo compensativo?
    Grazie

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