Perdite su crediti e le novità del 2015

Perdite su crediti: le novità del 2015

di Dott. Giovanni Barra CommentaIn Contabilità e Bilancio

Il D.Lgs. 147/2015 (Decreto internazionalizzazione di recente pubblicazione) interviene nuovamente sulla disciplina delle perdite su crediti di cui all’art. 101 del DPR 917/1986 già oggetto di modifiche dalla legge di stabilità 2014 e D.L. 83/2012.

Per le perdite su crediti viene stabilito che sono deducibili, in presenza di elementi certi e precisi e in ogni caso se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’art. 182‐bis del regio decreto n. 267/1942.

Al dettato normativo viene prevista un’ulteriore condizione che permette la deduzione senza la presenza degli elementi certi e precisi ovvero che il debitore ha concluso un piano per il risanamento dei debiti attestato ai sensi dell’art. 67, terzo comma, lettera d), del Regio decreto n. 267/1942 o è assoggettato a procedure estere equivalenti, previste in Stati o territori con i quali esiste un adeguato scambio di informazioni.

Con riferimento a tali ultime condizioni è previsto che il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale per le procedure estere equivalenti, dalla data di ammissione ovvero, per i predetti piani attestati, dalla data di iscrizione nel registro delle imprese.

Nel 2012, in virtù delle modifiche normative previste dal D.L. 83/2012, si è assistito, per effetto di una crisi economica dirompente, ad un’insolvenza generalizzata delle imprese al punto che il legislatore è intervento stabilendo che per i crediti di modesta entità ovvero di importo non superiore a € 5.000 euro per le imprese di più rilevante dimensione di cui all’art. 27, comma 10, del D.L. 185/2008, e non superiore a € 2.500 euro per le altre imprese e per quelli prescritti, e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso, che gli elementi certi e precisi, da sempre fulcro della deducibilità, sussistono comunque a prescindere dalla loro dimostrazione.

In seguito, sulla materia è intervenuta anche la L. 147/2013 che ha previsto la sussistenza degli elementi certi e precisi della deduzione delle perdite su crediti a seguito della cancellazione degli stessi dal bilancio in applicazione dei principi contabili. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate n. 26/2013 e n. 14/2014 hanno fornito gli opportuni chiarimenti in merito alle fattispecie sopra delineate.

 

Un’ulteriore novità, con decorrenza nel 2015, è data dal fatto che per i crediti di modesta entità e per quelli vantati nei confronti di debitori che siano assoggettati a procedure concorsuali o a procedure estere equivalenti ovvero abbiano concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti o un piano attestato di risanamento, la deduzione della perdita su crediti è ammessa nel periodo di imputazione in bilancio, anche quando detta imputazione avvenga in un periodo di imposta successivo a quello in cui sussistono gli elementi certi e precisi ovvero il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale, sempreché l’imputazione non avvenga in un periodo di imposta successivo a quello in cui, secondo la corretta applicazione dei principi contabili, si sarebbe dovuto procedere alla cancellazione del credito dal bilancio.

Appare opportuna una riflessione ovvero che mentre da un lato si ammette la deduzione della perdita per effetto della cancellazione del credito dal bilancio, che può avvenire anche nell’esercizio successivo a quello in cui risultino manifestati gli elementi certi e precisi o in presenza di procedura concorsale, dall’altro si afferma che l’imputazione della perdita in bilancio non deve avvenire in un esercizio successivo a quello di cancellazione in ossequio ai principi contabili.

Si aspetta un chiarimento in merito alla portata della norma anche alla luce dell’interpretazione autentica che viene fornita dal co. 5 dell’art. 101 del Tuir. Infatti è stabilito, in base al co. 5-bis, che le perdite su crediti sono deducibili nell’esercizio in cui si provvede alla cancellazione del credito dal bilancio in applicazione dei principi contabili.

Nonostante la chiarezza illustrativa della norma oggetto di interpretazione autentica, le novità relative alla cancellazione del credito dal bilancio sembrano evidenziare un contrasto applicativo tra le due norme.

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Dott. Giovanni Barra

Giovanni Barra nato ad Angri (Sa) il 21 novembre 1974, esercita la professione di Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, ed è iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Salerno. Esperto in consulenza tributaria e fiscale, nella redazione di pareri fiscali e di agevolazioni fiscali e finanziarie, nazionali e comunitarie.

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