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Pensioni: il nuovo e potenziato cumulo dei contributi

di Antonello Orlando 2 CommentiIn Pensioni

La legge di stabilità del 2017 ha cambiato in modo indelebile le modalità di accesso alla pensione.

Grazie al restyling di una norma del 2012 (varato con l’obiettivo di facilitare l’accesso a pensione), il cumulo costituisce una gratuita e completa soluzione di consolidamento di spezzoni di carriere contributive frammentate non solo presso le diverse gestioni INPS (come la Gestione Separata, ex INPDAP, etc), ma anche presso le forme pensionistiche obbligatorie dei lavoratori autonomi, come ENPAF o CNPADC.

 

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L’azione del cumulo si configura come possibilità per i soggetti che lo attivano di ottenere un trattamento pensionistico unitario che comprenda la contribuzione accantonata presso le diverse Gestioni o Fondi, i quali parteciperanno pro quota alla definizione della pensione.

Viene definitivamente archiviato in questo modo il requisito che aveva troppo limitato l’utilizzabilità di questo strumento; il cumulo pensato nel 2012 era infatti utilizzabile solo per la pensione di vecchiaia, inabilità o per i superstiti, solo se il richiedente non avesse perfezionato 20 anni di contribuzione presso nessuna delle Gestioni pensionistiche da cumulare. Inoltre non potevano essere utilizzati i periodi contributivi maturati nelle Casse dei professionisti iscritti ad un albo.

Dal 2017, chi richiederà la pensione attraverso il nuovo cumulo potrà accedere anche a pensione anticipata (i cui requisiti sono non connessi all’età anagrafica e basati solo sui contributi), utilizzando anche i contributi presso le Casse professionali, precedentemente escluse.

Viene inoltre mantenuta la caratteristica di completa gratuità dell’operazione del cumulo, che già prima lo differenziava dalla ricongiunzione contributiva.

Il cumulo conserva le regole di calcolo proprie di ciascuna gestione pensionistica, senza che la necessità di passare al metodo contributivo, come avviene per la totalizzazione. Nella sua nuova veste, il cumulo costituirà dunque una notevole opportunità per tutti quei lavoratori che, avendo cessato un rapporto di lavoro dipendente e nell’impossibilità di sostenere i costi della contribuzione volontaria, intraprendano una nuova strada da liberi professionisti; grazie al nuovo cumulo, sarà anche per questi contribuenti accedere a pensione anticipata senza sminuire quote di pensione accantonate con metodo retributivo e garantendo una pensione con quote e metodi di calcolo pro quota.

Chi attiverà il cumulo dovrà in ogni caso coinvolgere tutti i periodi contributivi accreditati presso le varie gestioni INPS e le casse professionali.

L’altro strumento che come il cumulo consente di riunire gratuitamente i contributi è la totalizzazione, per la quale l’accesso a pensione parte dai requisiti di 65 anni di età con una anzianità di 20 anni di contributi per la vecchiaia o, nel caso della pensione di anzianità, richiede 40 anni di contributi; su tali requisiti si sviluppa però l’adeguamento a speranza di vita (7 mesi al 2016, destinati a incrementare ancora nel 2019) e una lunga finestra di attesa prima della decorrenza materiale dell’assegno (18 mesi per la pensione di vecchiaia, 21 mesi per la pensione di anzianità contributiva).

Il cumulo, come chiarito dalla Circolare 60/2017 INPS, continua a consentire la decorrenza della pensione senza alcuna finestra di attesa, con accesso a pensione nel mese successivo a quello della maturazione dei requisiti.

Al confronto con cumulo e ricongiunzione, la totalizzazione sembra rivelarsi l’opzione meno conveniente, sia sul piano dell’importo finale dell’assegno pensionistico sia su quello della decorrenza cronologica della pensione.

Le due ricongiunzioni onerose rispettivamente fra altre Gestioni INPS e verso le Casse Professionali, pur rimanendo le uniche operazioni ‘costose’ per i contribuenti, continueranno a essere le strade percorribili per acquisire il diritto ad alcuni accessi anticipati a pensione già previsti dal nostro ordinamento (come l’Opzione Donna), esclusi per il cumulo.

Viene fatta salva la facoltà di richiedere il cumulo con rinuncia alla domanda di totalizzazione solo se questa è stata presentate prima dell’efficacia delle novità normative a patto che non si siano ancora perfezionate dal punto di vista amministrativo; inoltre, per chi aveva già attivato una ricongiunzione ex L. n. 29/1979, il cumulo sarà comunque attivabile a condizione che non si sia completato il pagamento dell’onere, prevedendo, oltre l’annullamento dell’operazione, anche il rimborso integrale delle rate già sostenute.

Non si fa cenno a eventuali ricongiunzioni già intraprese fra INPS e Casse Professionali, lasciando così intendere che non potrà rioptare per il cumulo chi avesse già esercitato la facoltà descritta dalla L. 45/1990, a prescindere dal perfezionamento o meno del pagamento del relativo onere.

Nonostante i chiarimenti della Circolare n. 60/2017 INPS si rimane in attesa di comprendere se il cumulo potrà essere applicato anche all’APE privato e a quello Sociale ai fini della maturazione del requisito contributivo previsto di 20 o 30 e 36 anni.

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Antonello Orlando

Comments 2

  1. Con il cumulo gratuito dei periodi assicurativi si permetterà a molte persone di non doversi avvalere di quella mostruosità chiamata “totalizzazione” . Non so però se INPS, governo e sindacati , nel lodevole sforzo di superare ( dopo averla creata) una indecente stortura, si sono resi conto, nel totale disinteresse dei media e degli addetti ai lavori, di averne creata un’altra nei confronti di chi, come il sottoscritto, ha avuto il solo torto di avere raggiunto i requisiti per la pensione in quei pochi anni in cui la totalizzazione è stato l’unico strumento gratuito per cumulare periodi contributivi diversi .
    Dopo che per la ricongiunzione mi era stato richiesto il pagamento di oltre 320.000 Euro, alla fine del 2015, con quasi 15 anni di contributi all’INPS e 28 anni presso una Cassa professionale, l’unica possibilità gratuita di acquisire il diritto alla pensione era la totalizzazione che mi è stata liquidata con criteri di calcolo diversi tra INPS e Cassa e un risultato notevolmente e assurdamente penalizzante.
    In un Paese attento a non aumentare disparità di trattamento, dopo le continue penalizzazioni apportate negli anni alle pensioni, sarebbe stato giusto che il miglioramento introdotto con il cumulo gratuito fosse stato esteso, con un semplice ricalcolo, anche a chi non ne aveva potuto usufruire solo perché aveva maturato i requisiti poco tempo prima. La scarsità di risorse non può essere una giustificazione per aumentare le ingiustizie.

  2. Buongiorno io ho fondo telefonici.
    vorrei sapere se il cumulo può essere fatto anche per aggiungere 1 trimestre lavorato in un paese Cee (francia) 40 anni fa .essendo gia trasferiti i contributi che compaiono già nel mio estratto conto
    Inps in italia. Grazie

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