Nuove regole di fatturazione dal 1 gennaio 2013

di Dott. Luca Santi 3 CommentiIn Iva

A partire dal 1^ gennaio 2013 la disciplina Iva in materia di fatturazione subirà delle modifiche rispetto la prassi attuale. Le nuove norme, introdotte dal Legislatore Comunitario tramite la Direttiva 2010/45/UE, dovranno essere recepite dagli Stati Membri entro il  31.12.2012. A questo scopo il Legislatore Italiano ha predisposto lo schema del Decreto Legislativo,  contenente le opportune modifiche al DPR n.633/72 e al DL n.331/93, al fine di adeguare la normativa nazionale a quella europea.

IL CONTENUTO DELLA “NUOVA” FATTURA

Il legislatore apporta  sostanziali modifiche all’art. 21, DPR n. 633/72, che annovera le regole per la “Fatturazione delle operazioni”.

Come noto per ogni operazione imponibile il cedente, ovvero il prestatore, è tenuto a emettere fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella o simili.

Il nuovo co. 2 dell’art.21 DPR n. 633/72, prevede che nella fattura siano necessariamente presenti:

  1. data di emissione;
  2. numero progressivo che identifica la fattura in modo univoco;
  3. per il cedente: ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per soggetti non residenti;
  4. numero di partita Iva del soggetto cedente o prestatore;
  5. per il cessionario: ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per soggetti non residenti;
  6. numero di partita IVA del cessionario o committente ovvero, se soggetto passivo UE, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato di stabilimento; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, è necessario indicare il Codice Fiscale;
  7. natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;
  8. corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono, (ex. art.15,comma1,n.2);
  9. corrispettivi relativi agli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;

10. aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile arrotondando al centesimo di euro;

11. data della prima immatricolazione o iscrizione in Pubblici registri e numero dei km percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione UE di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 38, comma 4, DL n. 331/93;

12. annotazione che la stessa è emessa, per conto del cedente o prestatore, dal cessionario o committente ovvero da un terzo.

Nel caso in cui vengano applicate aliquote diverse è necessario che :

–                la natura, qualità e quantità dei beni / servizi;

–                l’imponibile;

–                l’imposta;

siano indicati secondo l’aliquota applicabile.

La fattura (cartacea) va compilata in duplice esemplare di cui uno va consegnato / spedito all’acquirente / committente.

IL MOMENTO DI EMISSIONE

La fattura, come stabilito dell’art. 6, va emessa nel momento in cui l’operazione viene effettuata.

Sono tuttavia previste alcune deroghe:

– per le cessioni di beni la cui consegna risulta da ddt o da altro documento idoneo a individuare i soggetti che effettuano lo scambio avente le caratteristiche di cui al dpr n. 472/96; è possibile emettere un’unica fattura entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento, specificando il dettaglio dei beni oggetto di cessione;

– la nuova disposizione introduce la fattura “differita” anche per le prestazioni di servizi quando opportunamente documentate, e compiute  nel mese nei confronti del medesimo soggetto. Il documento, emesso entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle prestazioni, deve specificare il dettaglio delle operazioni medesime.

– per le prestazioni di servizi “generiche” rese a soggetti passivi UE ex art. 7-ter, la fattura senza IVA va emessa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

La fattura si ha per emessa all’atto della consegna / spedizione all’acquirente / committente.

LA FATTURA SEMPLIFICATA

Il D.Lgs. introduce l’ art. 21-bis, DPR n. 633/72 recante le disposizioni in materia di fatturazione semplificata.

È possibile emettere fattura semplificata per:

– operazioni di ammontare complessivo non superiore a € 100;

– note di variazione ex art. 26, DPR n. 633/72.

Nella fattura semplificata devono essere riportati alcuni elementi obbligatori quali:

– data di emissione;

– numero progressivo che la identifichi in modo univoco;

– ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

– numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;

– ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito in Italia può essere indicato il codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo UE, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato di stabilimento;

– descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;

– ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla;

– per le fatture emesse ai sensi dell’art. 26, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

La fattura semplificata non può essere emessa per:

– cessioni di beni UE di cui all’art. 41, DL n. 331/93;

– operazioni di cui all’art. 21, comma 6-bis, lett. a (cessioni di beni / prestazioni di servizi diverse da quelle di cui all’art. 10, comma 1, nn. da 1 a 4, effettuate da un soggetto passivo italiano ad un soggetto passivo UE, per le quali l’IVA non va applicata in Italia ex artt. da 7 a 7-septies).

Con apposito DM può essere elevato fino ad € 400 il limite per l’emissione della fattura semplificata ovvero “eliminato” detto limite per le operazioni effettuate in specifici settori o da specifiche tipologie di soggetti.


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Dott. Luca Santi

Dottore Commercialista - Revisore Contabile - International Advisor Specializzato in operazioni straordinarie e di riorganizzazione societaria, ha creato una fitta rete di legami con altri Professionisti al fine di fornire una consulenza completa ed esaustiva. Membro di collegi sindacali, Curatore fallimentare per il Tribunale Civile Penale di Verona, Consulente esperto del Giudice in campo penale, è iscritto nell'elenco dei conciliatori della Camera di Commercio Industria Agricoltura di Verona. Collabora alla stesura di articoli, libri e monografie di approfondimento in materia fiscale e tributaria, ed è docente in seminari di formazione ed in convegni di aggiornamento destinati a professionisti e personale amministrativo in materia fiscale, di bilancio e società. Lo Studio ha adottato un manuale interno di qualità al fine di fornire alla clientela un'elevata professionalità. Da un anno circa è entrato a far parte del Gruppo PASUT specializzato nella delocalizzazione e internazionalizzazione delle imprese nel Nord-Est Europa.

Comments 3

  1. Grrazie per le informazioni ma come al solito incomprensibili e/o interpretabili a piacere di chi legge.

  2. quello che non si capisce e perche una ditta italiana che acquista un prodotto o un servizio da una ditta compagnia estera non possa farlo se non ha compilato questo intrastat.
    tra l altro ho saputo che per fare questo intrastat la ditta debba paghare il commercialista 100€ se va bene e essere iscritta al VIEs. assurdo.

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