Mancato versamento IVA: sanzione proporzionata alla gravità dell’infrazione

di Dott. Piero Bertolaso CommentaIn Commenti Giurisprudenza e Prassi

La Corte di giustizia UE nella sentenza causa c-272/13 del 17 luglio 2014 formula un principio di diritto molto importante, relativamente alla sanzione amministrativa del 30% prevista dall’art. 13, co. 1, Dlgs 417/1997, per i mancati versamenti IVA: al fine di valutare se una simile sanzione sia conforme al principio di proporzionalità, occorre tener conto, in particolare, della natura e della gravità dell’infrazione che detta sanzione mira a penalizzare, nonché delle modalità di determinazione dell’importo della sanzione stessa.

Ad ogni modo, la valutazione finale del carattere proporzionato della sanzione compete unicamente al giudice nazionale.

Circa le modalità di determinazione dell’importo della sanzione, va constatato che nel caso esaminato il contribuente oltre a una maggiorazione del 30%, deve versare nuovamente l’IVA all’importazione, senza che si tenga conto del pagamento già avvenuto; ciò equivale sostanzialmente a privare tale soggetto passivo del suo diritto a detrazione.

Infatti, assoggettare una sola e unica operazione a una doppia imposizione dell’IVA, concedendo al contempo una sola volta la detraibilità di tale imposta, fa permanere la rimanente IVA a carico del soggetto passivo.

A titolo esemplificativo, ai sensi della giurisprudenza della Corte, il versamento di interessi moratori può costituire una sanzione adeguata in caso di violazione di un obbligo formale, purché non ecceda quanto necessario al conseguimento degli obiettivi perseguiti, consistenti nel garantire l’esatta riscossione dell’IVA e nell’evitare l’evasione;
tuttavia, qualora l’importo globale degli interessi posti a carico del soggetto passivo dovesse corrispondere all’importo dell’imposta detraibile, privando quindi quest’ultimo del suo diritto a detrazione, una siffatta sanzione dovrebbe essere considerata sproporzionata.

 


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Dott. Piero Bertolaso

Dottore commercialista, con Studio in Modena e Milano, si occupa essenzialmente di contenzioso tributario. Svolge la propria attività in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia assistendo il contribuente sia nella fase istruttoria, rapportandosi con gli Uffici finanziari, sia in sede giurisdizionale davanti alle Commissioni Tributarie.

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