Chiarimenti in merito al luogo di conservazione dei documenti fiscali

Luogo di conservazione dei documenti tributari: chiarimenti dell’Agenzia

di Dott. Giovanni Barra 1 CommentoIn Contabilità e Bilancio

La Risoluzione n. 81/E del 25/09/2015 fornisce chiarimenti in merito agli adempimenti connessi al luogo di conservazione in maniera digitale dei documenti rilevanti ai fini tributari e in particolare alla comunicazione del soggetto depositario delle scritture contabili.

L’istante osserva che non sussista alcun obbligo di comunicazione del luogo di conservazione digitale di tali documenti in quanto, sia in base ai documenti di prassi che in base a quanto disposto dall’art. 35, co. 2, lettera a), del DPR 33/1972, non sembra emergere alcun obbligo in tal senso tranne quello imposto dalla dichiarazione dei redditi che richiede la compilazione di apposito Rigo del Quadro RS.

Il D.M. 17/06/2014, pubblicato in G.U. del 26/06/2014, disciplina le modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto in attuazione dell’art. 21, co. 5, D.Lgs. 82/2005. L’art. 5 prevede come unica comunicazione quella di indicare nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riferimento la modalità di conservazione sostitutiva se sussista.

Pertanto in sede di apertura o variazione dell’attività in osservanza del dettato del DPR 633/1972, il Modello AA9/12 (utilizzabile per persone fisiche e autonomi e sostitutivo del Modello AA9/11) nella sezione F e il Modello AA7/10 (utilizzabile dai soggetti diversi dalle persone fisiche) nella Sezione E, dedicate, entrambe le sezioni, al luogo di conservazione delle scritture contabili, prevedono due sole sezioni che riguardano rispettivamente il soggetto depositario delle scritture contabili e il luogo di conservazione delle fatture all’estero, senza l’aggiunta di un’ulteriore sezione o quadro per l’indicazione del luogo di conservazione in Italia.

L’Agenzia delle Entrate rappresenta che il concetto di conservazione delle scritture contabili, che nella sostanza coincide con quello di deposito, all’origine riferibile ai soli documenti cartacei, deve tener conto del processo di dematerializzazione dei documenti rilevanti ai fini tributari. In tale processo, il conservatore, intervenendo solo nella fase che interessa la conservazione elettronica dei documenti, potrebbe coincidere con il contribuente oppure essere il solo depositario di colui che ha in gestione la contabilità oppure essere un soggetto terzo.

L’Agenzia conclude affermando che poiché il conservatore elettronico, definito dal CAD e riportato nel manuale di conservazione, non è il depositario delle scritture, il contribuente non è tenuto ad effettuare alcuna comunicazione ulteriore rispetto a quella prevista nella dichiarazione annuale dei redditi.

Ovviamente, in caso di accesso, ispezioni o verifiche, il contribuente deve assicurare che i verificatori siano messi in condizione di visionare e acquisire direttamente, presso la sede del contribuente ovvero del “depositario” delle scritture contabili, la documentazione fiscale, compresa quella che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture, al fine di verificarne la corretta conservazione.

 

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Autore dell'articolo
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Dott. Giovanni Barra

Giovanni Barra nato ad Angri (Sa) il 21 novembre 1974, esercita la professione di Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, ed è iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Salerno. Esperto in consulenza tributaria e fiscale, nella redazione di pareri fiscali e di agevolazioni fiscali e finanziarie, nazionali e comunitarie.

Comments 1

  1. Doverosa precisazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Entro il 1° gennaio 2017 – quando il regime di fatturazione elettronica sarà reso disponibile anche ai privati – sarà importante fornire tutti i chiarimenti necessari per un corretto impiego degli strumenti messi a disposizione.

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