Lo Split Payment e il problema delle associazioni in regime 398/91

di Paolo Rendina CommentaIn No Profit

Per le Associazioni in Regime 398/91 lo Split Payment si traduce in una perdita secca del 50% dell’Iva che ora non possono più  reinvestire.

Il DDL di Stabilità 2015 introduce importanti modifiche all’art. 17, D.P.R. n. 633/1972 anche per tutte le realtà associative che hanno aderito al particolare regime di favore di cui alla Legge 398/91.  Fra i provvedimenti certamente spicca lo “split payment” secondo cui le pubbliche amministrazioni acquirenti di beni e servizi, anche se non sono soggetti passivi IVA, devono versare direttamente all’Erario l’Iva addebitata loro dai fornitori.

Capita sovente che anche gli enti associativi (a valenza sportiva e non) abbiano rapporti a carattere oneroso con la Pubblica Amministrazione vuoi per la gestione di impianti o per l’erogazione di servizi quali corsi a valenza sportiva o attività scolastiche in generale.

E’ di tutta evidenza che, per coloro che erano in opzione 398/91, si assisteva ad un meccanismo tale per cui, ad emissione della fattura comprensiva dell’intera IVA, si assolveva il pagamento dell’imposta dovuta mediante il versamento all’erario non dell’intero ma del solo 50% previsto dal regime di favore. In termini pratici l’Ente poteva così godere del residuo importo (ovvero quel 50% di IVA non dovuta) da poter reinvestire nelle proprie attività, cosa di cui non potrà più godere, ricevendo oggi esclusivamente l’imponibile fatturato.

In attesa dei dovuti chiarimenti anche a seguito dell’emanazione di decreto attuativo del Ministero delle Finanze rimane comunque da domandarsi se possa o meno configurarsi un vero e proprio abuso del diritto laddove, a conti fatti, l’Erario vedrebbe assolta da parte della Pubblica Amministrazione l’intera imposta e non solamente quella dovuta per legge che peraltro, si ribadisce, non dovrebbe nemmeno rimanere nelle casse della cessionaria/committente.

 

 

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Paolo Rendina

Iscritto alla Camera Avvocati Tributaristi - UCAT si specializza in diritto tributario internazionale dopo un lungo periodo di studio dedicato al terzo settore anche nella veste di dirigente sportivo.

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