Leasing: cosa è cambiato dal 1° gennaio 2014

di Chiara Porrovecchio CommentaIn Legge di Stabilità, Manovre Fiscali

La legge di stabilità 2014 ha modificato in termini migliorativi le norme ai fini IRES-IRPEF e Registro per i beni  acquisiti  in leasing. Tali regole si applicano sui contratti, caratterizzati dalla presenza dell’opzione di riscatto,  stipulati a partire dal 1 gennaio 2014.

Il primo elemento di semplificazione riguarda il trattamento equiparato per imprese e lavoratori autonomi. Il periodo minimo di deducibilità dei canoni passa da 2/3 ad  1/2 del periodo di ammortamento per la generalità dei beni mobili, compresi i mezzi di trasporto. Per i beni immobili il periodo di ammortamento fiscale passa da 18 a 12 anni.

L’intervento normativo è evidentemente imperniato sull’ anticipazione dei tempi di ammortamento fiscale degli investimenti finanziati attraverso la formula del leasing. Gli aspetti positivi sono da interpretarsi nella riduzione della base imponibile, nei tempi più brevi, su cui applicare le Imposte. Tali novità  sono salutate con favore dalle associazioni del settore, in quanto dai primi studi e dalle simulazioni effettuate,il contratto di leasing risulterebbe fiscalmente più conveniente del mutuo, ovvero di analoga forma di finanziamento.1

Tornando alle modifiche normative, si riassumono di  seguito i nuovi adempimenti fiscali.

Leasing di beni immobili

Per le imprese (che non adottano i principi contabili internazionali IAS IFRS) e per i professionisti ovvero i lavoratori autonomi  la durata fiscale è fissata  in 12 anni.

In particolare si osserva che la possibilità di dedurre i canoni di leasing o i costi di acquisto dell’immobile da parte dei professionisti/lavoratori autonomi  è stata , preclusa fino al 2013.

Adesso con le nuove disposizioni, si generano due vie fiscali separate: da un lato resta inalterato  il regime di piena indeducibilità degli ammortamenti in caso di acquisto diretto di un immobile strumentale, dall’altro nel caso di acquisto per mezzo del contratto in esame, a partire dal 1 gennaio 2014 è possibile dedurre i canoni di leasing immobiliare.

Dall’importo del canone va comunque estrapolata la quota interessi, che risulta totalmente indeducibile ai fini Irap e deducibile secondo le regole dell’articolo 96 del Tuir ai fini Ires.

Il legislatore fiscale è intervenuto a disciplinare il subentro nel contratto di leasing immobiliare strumentale ai fini delle imposte d’atto.L’imposta di registro pari al 4% si applica2 sul corrispettivo pattuito, aumentato della quota capitale compresa nei canoni ancora da pagare, oltre al prezzo di riscatto. L’intervento normativo, in questo caso è stato dettato da esigenze di carattere antielusivo. In particolare è stata riscontrata la tendenza a ridosso della scadenza dei contratti di leasing immobiliare, ad effettuare il subentro per fruire dell’opzione di riscatto; il contratto dissimulato da parte del “nuovo utilizzatore” (cessionario), segnerebbe in realtà un operazione di acquisto dell’immobile.

L’introduzione dell’obbligo di registrazione dell’atto di cessione avrebbe anche il vantaggio di far emergere il maggior reddito imponibile in capo al cedente (precedente utilizzatore) a fronte del subentro nel contratto da parte del nuovo utilizzatore.

(1) Fonte: “Guida Alle Novità Fiscali Per Il Leasing 2014.” A cura di Assilea e ODCEC Roma. Gennaio 2014.

(2) Sempre sui contratti stipulati a partire dal 2014.

 

Leasing di beni mobili e mezzi di trasporto

Per le imprese (che non adottano i principi contabili internazionali IAS IFRS) e per i professionisti ovvero i lavoratori autonomi  la durata fiscale è fissata  alla metà di un normale ammortamento per i beni strumentali .

Le novità sulla riduzione della durata fiscale riguardano anche i mezzi di trasporto commerciale e industriale, mentre con riferimento alle autovetture, sono interessate:

– quelle strumentali ovvero i veicoli  utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa e quelli adibiti ad uso pubblico (3);

– quelle assegnate al dipendente. In particolare, si tratta dei veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo di imposta (4).

Resta invece immutato il regime di deducibilità dei canoni relativi alle autovetture non strumentali, ovvero quelle facenti parte del “parco macchine aziendale” o comunque non assegnate (5), che si continuano a dedurre in 4 anni.

(3) Deducibilità 100% dei costi senza limiti di soglia.

(4) Deducibilità 70% dei costi senza limiti di soglia.

(5) Deducibilità 20% dei costi con soglia massima di € 18.076 ovvero 80% con soglia massima di € 25.823 in caso di agente o rappresentante di commercio.

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Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

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