Le spese di ricerca e sviluppo nelle PMI Innovative

di Dott. Giovanni Barra CommentaIn Start-up Innovative

PMI innovative: arrivano i chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo economico.

Spese di ricerca e sviluppo e relativa verifica formale

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il parere protocollo n. 155175 del 03/09/2015, ha chiarito alcuni aspetti relativi alle spese di ricerca, sviluppo e innovazione richiesto alle PMI innovative, disciplinate dall’art. 4 del D.L. 3/2015 (L. 33/2015), per l’iscrizione nell’apposta sezione presso il registro delle imprese, e le valutazioni che spettano alla camera di commercio nella fase istruttoria.

SPESE DI RICERCA, SVILUPPO E INNOVAZIONE

Il quesito posto al Ministero attiene alle modalità di indicazione in nota integrativa delle spese di ricerca e sviluppo anche se la norma parla degli aspetti descrittivi delle stesse.

Onde comprendere la portata del chiarimento, il testo della lettera e), numero 1), del co. 1 dell’art. 4 del D.L. 3/2015, viene ripartito in più parti.

La prima parte verte sulla percentuale da soddisfare del volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione e relativo calcolo. Per soddisfare il requisito circa il volume di spese in ricerca, sviluppo e innovazione occorre confrontare, ai fini della quantificazione, la percentuale del 3% con il maggiore valore tra il costo della produzione (totale della voce B del conto economico) e il valore totale della produzione (totale della voce A del conto economico). Per la determinazione dell’importo delle spese è necessario far riferimento alle indicazioni contenute nei principi contabili e in particolare il principio contabile OIC 24 sulle Immobilizzazioni immateriali.

La seconda parte individua altre tipologie di spese da annoverare in quelle di ricerca, sviluppo e innovazione. In particolare parla di spese concernenti lo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del piano industriale, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca, sviluppo e innovazione, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Tali spese sono previste in aggiunta a quanto previsto dai principi contabili e in particolare all’OIC 24 che, anche nella nuova versione del 28/01/2015, effettua una distinzione nell’ambito delle spese di ricerca e sviluppo:

  • ricerca di base, che è l’insieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche che non hanno una finalità definita con precisione, ma che si considera di utilità generica alla società, vanno imputati al conto economico;
  • ricerca applicata, che è l’insieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche con le connesse applicazioni che si riferiscono direttamente ad uno specifico progetto, che possono essere capitalizzati.

Dal tenore letterale della norma sembra dedursi che ogni tipologia di spesa rientrante nel concetto di ricerca, sviluppo e innovazione, sia essa di base che applicata, sia da considerare rilevante ai fini di quanto viene richiesto dalla norma. Il parere del MISE richiama a tal proposito l’art. 1, del D.L. 1/2012, che al fine di liberalizzare le attività economiche e ridurre gli oneri amministrativi sulle imprese, al co. 2 statuisce che i divieti, restrizioni, oneri o condizioni all’accesso ed all’esercizio delle attività economiche sono in ogni caso interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo e ragionevolmente proporzionato alle perseguite finalità di interesse pubblico generale.

Pertanto, la voce “Immobilizzazioni immateriali” utilizzata nel quesito posto va interpretata nel senso anzidetto.

POTERI DI VERIFICA DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Il MISE conferma quanto detto a suo tempo per le start up innovative e cioè che la Camera di commercio è tenuta ad effettuare una verifica formale riguardante il rispetto del rapporto percentuale delle spese di ricerca e sviluppo ma non un’analisi ispettiva.

Leggi anche:La certificazione del bilancio nelle PMI innovative: condizioni, termini e modalità

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Dott. Giovanni Barra

Giovanni Barra nato ad Angri (Sa) il 21 novembre 1974, esercita la professione di Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, ed è iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Salerno. Esperto in consulenza tributaria e fiscale, nella redazione di pareri fiscali e di agevolazioni fiscali e finanziarie, nazionali e comunitarie.

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