Il falso valutativo è ancora falso in bilancio a dirlo è la Corte di Cassazione

di Mario La Manna CommentaIn Commenti Giurisprudenza e Prassi, Contabilità e Bilancio

Le Sezioni Unite dicono sì al falso in bilancio valutativo.

Pochi giorni dopo la pubblicazione dell’articolo “Falso in bilancio con o senza valutazione? E’ ora che intervengano le Sezioni Unite” la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 9186, depositata in data 4 marzo 2016, rimetteva al Primo Presidente la questione della rilevanza penale del c.d. falso valutativo.

La decisione delle Sezioni Unite non ha tardato ad arrivare, ponendo finalmente la parola fine alla querelle della Quinta sezione penale sulla rilevanza delle false valutazioni: il falso valutativo è ancora falso in bilancio.

Bisogna ora solo attendere le motivazioni della sentenza.

C’è da dire che la rimessione (chiesta da ultimo anche da Assonime) si era resa davvero doverosa. Basti pensare che il contrasto esistente in seno alla Suprema Corte aveva portato, nel giro di soli sei mesi, a decisioni totalmente opposte le une dalle altre. Si era arrivati al punto che la pronuncia successiva sconfessava la precedente.

Ripercorriamo brevemente le decisioni che si sono susseguite.

La prima interpretazione dell’articolo 2621 c.c. (post modifiche apportate dalla Legge n. 69/2015) arriva con la Sentenza n. 33774 del 30 Luglio 2015, nella quale i giudici di Piazza Cavour avevano considerato penalmente irrilevanti le valutazioni in base all’assunto per il quale la sostituzione del previgente testo “fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni”, con il nuovo “fatti materiali non rispondenti al vero”, non replicando la puntualizzazione contenuta nel previgente art. 2621, è espressione dell’intento del Legislatore di escludere dalla fattispecie penale le valutazioni estimative che, pertanto, non sono più previste come reato.

L’interpretazione contenuta nella pronuncia n. 33774 ha però vita breve, venendo infatti biasimata dagli stessi giudici di legittimità con la Sentenza n. 890 del 12 Gennaio 2016 che fa rientrare nuovamente nel perimetro penale i falsi estimativi. Secondo il Collegio il riferimento ai “fatti materiali” e l’eliminazione dell’inciso “ancorché oggetto di valutazioni” non vale a escludere la rilevanza penale degli enunciati valutativi, che sono anch’essi falsi quando violano criteri di valutazione forniti da Legge (articolo 2426 c.c.) e Prassi (OIC e IAS/IFRS), o anche solo enunciati in una comunicazione sociale.

Con la Sentenza n. 6916/2016 dello scorso 22 Febbraio la Corte di Cassazione ribalta lo stato dell’arte, considerando nuovamente “non reato” il falso valutativo poiché, si legge, l’eliminazione dell’inciso “ancorché oggetto di valutazioni” ha “effettivamente ridotto l’estensione incriminatrice della norma ad appostazioni contabili che attingono fatti economici materiali, escludendone quelle prodotte da valutazioni pur se moventi da dati oggettivi

Il detto “Fra i due litiganti il terzo gode” dovrebbe essere sostituito da “Fra i tre litiganti il secondo gode”.

E’ infatti la seconda interpretazione (sentenza n. 890/2016), quella più prudente, tendente a non escludere le valutazioni dal reato di false comunicazioni sociali, a essere sposata dalla Corte di Cassazione nella sua massima espressione.

Avallare la soluzione maggioritaria della parziale abrogazione (“abolitio criminis”) avrebbe avuto conseguenze dirompenti.
La c.d. “abolitio criminis” va infatti oltre la mera successione di leggi penali nel tempo con la conseguenza che, anche se è intervenuta sentenza di condanna, il reo può chiedere ex art. 673 c.p.p. la revoca della sentenza.

Per dirla con semplicità, sarebbero stati chiusi non solo tutti i processi in corso perché «il fatto non sussiste», ma, in più, sarebbero potute essere revocate tutte le sentenze di condanna già passate in giudicato.

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Mario La Manna

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Risiede a Nola (NA), classe '88, Laurea Specialistica in "Consulenza e Management Aziendale" conseguita a pieni voti presso l'Università degli Studi di Salerno. Si occupa principalmente di consulenza fiscale e contenzioso tributario. Iscritto dal 2011 all'A.N.CO.T.

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