Le riforme sulla tassazione dei redditi d’impresa e l’imposta sul valore aggiunto in India

di Lorenzo Riccardi CommentaIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

India: esenzioni ed incentivi fiscali sui redditi d’impresa e regime d’imposta sul valore aggiunto.

L’India, con una serie di nuove disposizioni, ha adeguato il suo regime fiscale aprendo la possibilità di fruire di esenzioni temporanee d’imposta sui redditi d’impresa o di varie forme di incentivi. Un periodo di esenzione fiscale è concesso, ad esempio, con riferimento agli utili derivanti dalle esportazioni eseguite da parte d’imprese operanti unicamente in tale ambito o da imprese situate in una free trade zone, in una zona adibita ai processi di trasformazione dei beni da esportazione, in una zona economica speciale o all’interno di un parco tecnologico industriale ecc.

Inoltre, un periodo di esenzione fiscale per un determinato numero di anni può essere concesso in relazione alla totalità o ad una parte degli utili realizzati da imprese industriali aventi sede in uno stato o in un distretto in via di sviluppo, ovvero da imprese industriali impegnate in una delle seguenti attività:

– installazione di infrastrutture;

– produzione o distribuzione di energia;

– rinnovamento di reti esistenti per la trasmissione di energia;

– installazione di reti di distribuzione del gas;

– costruzione di ospedali siti in aree rurali;

– costruzione di alberghi e centri congressi siti in aree specifiche;

– costituzione di imprese nel nord est del paese finalizzate a svolgere attività specifiche.

Più complesso è il regime impositivo che riguarda l’imposta sul valore aggiunto (Value Added Tax). L’India, infatti, non ha ancora istituito un regime d’imposta sul valore aggiunto a livello centrale. Attualmente è previsto:

– che le merci che circolano fra gli Stati della Federazione soggiacciono al pagamento di un’imposta centrale sulle vendite Central Sales Tax (CST).

– che si applichi in alcuni Stati il sistema dell’imposta sul valore aggiunto (VAT), che ha soppiantato l’imposta sulle vendite Sales Tax (ST). Negli Stati, invece, dove non è stata introdotta la VAT continua ad essere applicata la Sales Tax;

– che le merci prodotte in India paghino una imposta centrale sul valore aggiunto (CENVAT).

 

L’articolo completo può essere letto sulla Rivista Fiscalità Estera n. 4/2013 di cui si riporta il Sommario Completo:

– Tassazione in Ungheria di Cristina Rigato

– Disciplina Iva all’importazione di Cristina Rigato

– Le riforme sulla tassazione dei redditi d’impresa e l’imposta sul valore aggiunto in India di Lorenzo Riccardi

– I vantaggi offerti dall’utilizzo delle società holding lettoni di Guido Ascheri

– Il nuovo regolamento finanziario dell’Unione  Europea per le sovvenzioni ed i fondi comunitari a favore di imprese e N.G.O. di Sergio Ricci

– Il programma strategico degli investimenti di Francesca Romana Bottari

– Competitività nel mercato globale di Stefano Grigoletti

– Quesiti

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Autore dell'articolo
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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

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