La settimana del fisco dal 25 al 28 Gennaio 2016: spese sanitarie, redditi fondiari….

di Dott. Ernesto Zamberlan CommentaIn Parliamo di ..., Senza categoria, Settimana del Fisco

Amici e Colleghi,

Ben ritrovati! Vediamo quali sono state le principali notizie fiscali di questa settimana.

Il 25 gennaio scorso la direttrice dell’agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nel corso di un convegno sulle novità fiscali e civilistiche del «Bilancio di esercizio 2015», ha colto l’occasione per ribadire che gli 8 giorni di mini-proroga (dal 1° al 9 febbraio) concessi alle associazioni di categoria e ai professionisti abilitati per l’invio delle informazioni sulle spese sanitarie 2015 di pensionati e dipendenti, e che andranno ad arricchire i dati della nuova dichiarazione precompilata, non saranno ulteriormente prorogati. Il nuovo termine per l’invio dei dati delle spese sanitarie ( farmaceutiche e mediche ) resta il 9 febbraio 2016. La direttrice delle Entrate ha poi precisato, con riguardo alla possibilità che nel nuovo 730 precompilato non siano inserite le spese farmaceutiche, che i dati non più in possesso dei farmacisti riguardano «esclusivamente i prodotti da banco senza prescrizione». Tutte le informazioni sui farmaci acquistati dai cittadini (e sono la maggioranza)con il “foglietto rosso” già sono nella piena disponibilità del sistema Tessera sanitaria.

Con provvedimento direttoriale prot. n. 13352 pubblicato il 25 gennaio 2016, che modifica il precedente provvedimento del 10 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate modifica e integra il tracciato e le specifiche tecniche per le comunicazioni da inviare all’Archivio dei rapporti finanziari. Sono aggiornati, inoltre, i termini per l’invio dei dati. La comunicazione integrativa annuale dovrà essere trasmessa entro il 31 marzo 2016, mentre il termine per la comunicazione mensile dei dati di gennaio e febbraio 2015 è stato fissato al 30 aprile 2016. L’obbligo di comunicazione non si ritiene adempiuto in caso di invio parziale delle informazioni, anche se l’operatore rispetta i tempi previsti. Non sono consentiti gli invii ordinari di comunicazioni integrative annuali oltre 90 giorni dal termine stabilito. Dopo tale data, è possibile modificare i dati inviati solo tramite comunicazione straordinaria.

Il Governo sarebbe al lavoro per abolire già da quest’anno d’imposta (2016) lo strumento degli studi di settore per tutti i liberi professionisti, probabilmente con correttivo alla delega fiscale. Il possibile addio allo strumento di determinazione dei compensi dei lavoratori autonomi sarà seguito da un’accelerazione della fatturazione elettronica con la comunicazione al Fisco in via telematica e periodica di tutte le fatture. Da sempre gli Ordini contestano l’attendibilità degli studi, lamentando tra l’altro il fatto che i professionisti, applicando il principio di cassa nella determinazione del reddito, non sempre riescono ad evidenziare una stretta relazione tra le spese sostenute nell’anno e i compensi percepiti.

Ad annunciare le nuove semplificazioni fiscali per le partite Iva che sarebbero allo studio del Governo è stato il viceministro all’Economia, Luigi Casero, nel corso dell’intervista trasmessa nel corso di Telefisco 2016, il convegno organizzata dalla stampa specializzata tenutosi il 28 gennaio.

Il prossimo 31 gennaio scade il termine, per i CAF-dipendenti, per la presentazione della relazione tecnica, relativa al 2015, sulla capacità operativa e sulle risorse umane utilizzate anche in ordine alla tipologia di rapporti di lavoro instaurati e alla formazione svolta, sull’affidamento a terzi dell’attività di assistenza fiscale e sui controlli effettuati volti a garantire la qualità del prodotto, la qualità e l’adeguatezza dei livelli di servizio, sul numero di dichiarazioni validamente trasmesse all’Agenzia delle Entrate. Ciò in base a quanto previsto dall’art. 35, D.Lgs. n. 175/2014. La presentazione della relazione tecnica deve avvenire, a mezzo PEC o raccomandata A.R., alla Direzione Regionale delle Entrate competente in relazione alla sede legale del CAF.

Lunedì 1° febbraio scade il termine per presentare la denuncia annuale delle variazioni dei redditi fondiari dei terreni verificatesi nel 2015. I redditi fondiari si distinguono in: reddito dominicale, cioè quello che deriva dalla proprietà del fondo, e reddito agrario, cioè quello che proviene dall’esercizio dell’attività agricola. La variazione, in aumento o in diminuzione, del reddito dominicale e agrario comporta la conseguente revisione del classamento dei terreni. Le variazioni in aumento devono essere denunciate entro il 31 gennaio (termine che, quest’anno, slitta al 1° febbraio perché cade di domenica) dell’anno successivo a quello della variazione e hanno effetto da tale anno. Le variazioni dei redditi fondiari in diminuzione, se denunciate entro il 31 gennaio dell’anno successivo, hanno effetto dall’anno della modifica; se, invece, la denuncia è presentata successivamente, hanno effetto dall’anno in cui la stessa è stata presentata.Per l’omessa denuncia delle variazioni in aumento dei redditi dominicale e agrario dei terreni, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa da 250 a 2mila euro. I soggetti tenuti a presentare tale denuncia possono scegliere tra l’invio telematico (Docte 2.0) e la presentazione al competente ufficio provinciale-Territorio dell’Agenzia delle Entrate tramite apposito modello. Nel caso di terreni dati in affitto per uso agricolo, può provvedere alla presentazione della denuncia annuale anche l’affittuario.

La Legge di Stabilità 2016 ha stabilito che, per le trasmissioni effettuate nel 2015 relative al 2014 e comunque per quelle effettuate nel primo anno previsto per la trasmissione all’Agenzia dei dati e delle certificazioni uniche utili per la predisposizione della dichiarazione precompilata, «non si fa luogo all’applicazione delle sanzioni (…) nei casi di lieve tardività o di errata trasmissione dei dati stessi, se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata». Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate, nel corso di Telefisco 2016, pur non precisando cosa debba intendersi per “lieve tardività”, ha precisato che la disposizione trova applicazione non solo con riferimento agli adempimenti dei soggetti terzi tenuti a trasmettere i dati relativi e oneri e spese sostenute dai contribuenti (articolo 3 del Dlgs 175/2014), ma anche per le certificazioni uniche dei sostituti d’imposta. Tuttavia, viene sottolineato che la causa di non punibilità si applica nel primo anno in cui è richiesta la trasmissione dei dati avendo riguardo al primo anno in cui è introdotto l’obbligo, per cui la non punibilità opera, ad esempio, per le trasmissioni del 2016 relative alle spese sanitarie 2015, mentre non scatta per le Cu trasmesse nel 2016, in quanto per le stesse il primo anno di obbligo è stato il 2015.

Viene, poi, confermata anche per quest’anno la proroga al 31 luglio 2016 del termine dell’invio delle Certificazioni Uniche inerenti ai redditi erogati nel 2015 a soggetti che non presentano il 730 (tipicamente professionisti e imprese), mentre resta fermo al 7 marzo il termine per l’invio delle CU contenenti dati rilevanti ai fini della precompilata.

 

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Dott. Ernesto Zamberlan

Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Padova dal 1994 - Revisore Legale dei Conti. Svolge la propria attività dall'anno di iscrizione all'albo nei confronti di: società di persone e di capitali, artigiani, professionisti e associazioni di categoria. Fondatore del sito www.fiscoetasse.com assieme alla collega Rag. Luigia Lumia per promuovere nella professione i nuovi strumenti informatici di aggiornamento e comunicazione.

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