Le operazioni in valuta

di Andrea Sergiacomo CommentaIn Contabilità e Bilancio

In merito alla rappresentazione in bilancio delle cosiddette operazioni in valuta è opportuno seguire quanto imposto dal principio contabile OIC 26.

Tale principio sottolinea  che per  la valutazione delle attività e passività in moneta diversa da quella di conto si devono affrontare a fine esercizio due problemi: in primis occorre  valutare  e determinare il tasso di cambio con cui iscriverle a fine esercizio, in un secondo tempo verificare la connessa rilevazione di eventuali utili o perdite su cambi.

Con riferimento all’iscrizione dei valori relativi ad operazioni in corso a fine esercizio, espresse in moneta non di conto, l’art. 2426, n. 8-bis cod. civ. indica che le attività e passività in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie, costituite da partecipazioni, rilevate al costo, devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio.

In riferimento alla valutazione dei crediti, si precisa che anche  per i crediti espressi in moneta estera si rende applicabile il criterio generale del presumibile valore di realizzo disposto dall’art. 2426, co. 1, n. 8.

Qualora il risultato delle valutazioni ai cambi correnti delle poste in valuta si compendi in un utile netto, il risultato – in sede di ripartizione dell’utile d’esercizio – deve essere accantonato in un’apposita riserva non distribuibile sino al realizzo.

Per contro, le immobilizzazioni materiali, immateriali e quelle finanziarie, costituite da partecipazioni, rilevate al costo, in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio al momento del loro acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell’esercizio se la riduzione debba giudicarsi durevole.

Al fine di evitare errori di interpretazione giova osservare come sia di notevole importanza effettuare attenta ricerca del tasso di cambio di fine esercizio e provvedere a conservare nota e documentazione dell’operazione posta in essere.


Autore dell'articolo
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Andrea Sergiacomo

Andrea Sergiacomo, Dottore Commercialista e Revisore legale dei conti. Abilitato alla professione di Mediatore civile . Componente della Commissione Cooperative Odcec di Roma . Autore di diverse pubblicazioni per riviste specializzate ed esperto in operazioni di riorganizzazione aziendale. Relatore in convegni in materia di contabilità e bilancio di esercizio, con particolare riguardo alle operazioni straordinarie. E’ stato docente di economia aziendale presso istituti tecnici. Ha frequentato corsi di specializzazione in diritto fallimentare ed il corso avanzato sui principi contabili internazionali presso l’Università di Tor Vergata. Svolge attività professionale nel proprio studio di Roma dove fornisce consulenza in diritto societario, diritto fallimentare e pianificazione fiscale con particolare attenzione alla crisi di impresa.

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