Le modalità per rendere inefficace il recesso del socio

di Andrea Sergiacomo 1 CommentoIn Commenti Giurisprudenza e Prassi

In tema di recesso l’art 2437 del c.c. recita: ” il diritto di recesso è esercitato mediante lettera raccomandata che deve essere spedita entro quindici giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima, con l’indicazione delle generalità del socio recedente, del domicilio per le comunicazioni inerenti al procedimento, del numero e della categoria delle azioni per le quali il diritto di recesso viene esercitato. Se il fatto che legittima il recesso è diverso da una deliberazione, esso è esercitato entro trenta giorni dalla sua conoscenza da parte del socio” .

In ottemperanza a quanto disposto dall’art 2437 bis comma 3 del c.c., la società che vuole rendere inefficace il recesso del socio, entro il termine di 90 giorni,  può deliberare  la revoca della precedente delibera che ha legittimato il recesso  oppure deliberare lo scioglimento della società stessa; nel caso de quo il recesso non può più essere esercitato dal socio recedente e le dichiarazioni di recesso già comunicate a norma di legge alla società, sono prive di efficacia.

Giova evidenziare che il recesso se è legittimato da una situazione di fatto in cui si trova la società e non dall’assunzione di una determinata delibera, la società può solo porre in essere un comportamento che annulli gli effetti che hanno generato il fatto stesso; in difetto può semplicemente procedere allo scioglimento della società.

A questo punto occorre stabilire il termine da cui decorrono i 90 giorni di tempo al fine di rendere nulla la causa di recesso che il socio ha intimato. Secondo la giurisprudenza più autorevole ci sono diverse ipotesi che possono essere prese per stabilire la data di riferimento e nel merito possiamo evidenziare 3 casi:

1) Data di adozione della delibera che legittima il recesso;

2) Data di iscrizione della delibera di recesso nel registro delle imprese;

3) Dalla scadenza del termine utile per l’esercizio del recesso.

In merito al punto 1 la giurisprudenza fa coincidere la data che legittima il recesso con l’adozione della delibera stessa, pertanto questa previsione integra il presupposto che elemento fondamentale sia l’adozione della delibera.

In merito al punto 2 la giurisprudenza fa un passo avanti infatti stabilisce quale momento per il decorso del termine l’iscrizione della delibera di recesso nel registro delle imprese.

In merito al punto 3 la giursprudenza pone come data di scadenza l’effettivo termine utile per l’esercizio stesso del recesso e di fatto tale interpretazione non è sempre di facile comprensione pertanto occorrerà verificare attentamente i termini al fine di porre in essere un procedimento corretto che annulli la precedente delibera.


Autore dell'articolo
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Andrea Sergiacomo

Andrea Sergiacomo, Dottore Commercialista e Revisore legale dei conti. Abilitato alla professione di Mediatore civile . Componente della Commissione Cooperative Odcec di Roma . Autore di diverse pubblicazioni per riviste specializzate ed esperto in operazioni di riorganizzazione aziendale. Relatore in convegni in materia di contabilità e bilancio di esercizio, con particolare riguardo alle operazioni straordinarie. E’ stato docente di economia aziendale presso istituti tecnici. Ha frequentato corsi di specializzazione in diritto fallimentare ed il corso avanzato sui principi contabili internazionali presso l’Università di Tor Vergata. Svolge attività professionale nel proprio studio di Roma dove fornisce consulenza in diritto societario, diritto fallimentare e pianificazione fiscale con particolare attenzione alla crisi di impresa.

Comments 1

  1. Mi piacerebbe avere una sua opinione sull’art. 2469 del codice civile. Una srl in cui lo statuto riporta in un articolo “-la cessione della quota o parte di essa a qualsiasi titolo, sia oneroso che gratuito, e a qualsiasi soggetto, la costituzione in pegno o di diritti reali parziali, è subordinata al gradimento espresso dall’assemblea dei soci” secondo me consente al socio di recedere immediatamente. Anche se non c’è un effettivo acquirente delle sue quote poi non gradito dalla assemblea.

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