Accordo quadro sulla detassazione per dipendenti studi professionali

Le alternative ai voucher: lavoro autonomo occasionale

di Antonello Orlando 1 CommentoIn Lavoro, Le novità del Lavoro, Testata

Ad oggi non vi è nulla di così appetibile e vantaggioso in termini di costo come potevano essere i “voucher”o “buoni  lavoro” .  Dopo la frettolosa abrogazione con il dl.g 25 2017 il Governo ha assunto l’impegno ad intervenire sul piano normativo per non lasciare imprese e famiglie prive di uno strumento sufficientemente flessibile nel rispetto della piena legalità.  E’ stato  quindi inserito  un emendamento nella legge di conversione della manovra correttiva DL n. 50 del 24.4.2017 ,  che è attualmente in discussione in Senato.

In attesa dell’entrata in vigore della nuova normativa Vediamo una delle alternative possibili ai voucher a tutt’oggi , ovvero  il lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 cc.

Nonostante l’abrogazione delle c.d. “mini co.co.co”, ad opera del D.Lgs. n. 81/2015, non ha avuto fine la confusione generata dal termine “occasionale” utilizzata dal legislatore con il quale  venivano richiamate le due diverse tipologie di lavoro autonomo, il lavoro autonomo occasionale ex articolo 2222 c.c. e le mini collaborazioni occasionali di cui all’art. 61 co. 2 del D.Lgs. n. 276/2003 (scomparse dal 2012). Si tratta invero di due tipi di contratti occasionali identificati da regole diversificate. Ricordiamo infatti che le mini collaborazioni coordinate e continuative occasionali, oramai abrogate, rientravano nella più diffusa categoria delle collaborazioni coordinate e continuative ex art. 409 c.p.c, ma utilizzabili senza stesura di alcun progetto e per periodi brevi. Si prevedeva una durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, per un corrispettivo limite di 5.000 euro annui al superamento del quale era necessario applicare la disciplina del contratto a progetto.

Lavoro autonomo occasionale: una sintesi delle caratteristiche
Il lavoro occasionale può essere svolto da qualsiasi soggetto anche se già impiegato in altro rapporto lavorativo, salvo disposizioni diverse previste dal contratto di appartenenza che non prevedano lo svolgimento di altre attività concorrenziali. Esso può essere svolto per qualsiasi tipo di attività. Il risultato può essere di tipo intellettuale o materiale.
Natura
Il contratto d’opera di tipo occasionale è regolato dall’articolo 2222 del codice civile. Trattasi di prestazione meramente occasionale che si caratterizza oltre che per il tempo limitato per la sua effettuazione, anche per l’assenza di subordinazione e di coordinamento con il committente e per la mancanza dell’inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale. Il lavoratore si obbliga a compiere nei confronti di un committente e verso un corrispettivo,  un’opera  o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza i requisiti della professionalità e della prevalenza nella completa autonomia relativamente al tempo ed al modo della prestazione. Il contratto in questione non è da confondere con quello di cui all’art. 61 del D.Lgs. n. 276/2003 denominato anche “mini co.co.co”.
Tempo
Non vi è un limite di tempo per lo svolgimento di questa tipologia di collaborazione di tipo occasionale ma il suo utilizzo deve essere episodico e sporadico relativamente al medesimo oggetto.
Forma
Le parti potranno redigere un contratto in forma scritta (non obbligatorio per legge, anche se consigliato). Il pagamento sarà regolato  attraverso semplici ricevute  e certificato dal datore di lavoro l’anno successivo tramite invio entro il 7 Marzo all’Agenzia delle Entrate e al collaboratore entro il 31 Marzo.
Adempimenti amministrativi
Lo svolgimento del contratto di tipo occasionale non necessita di comunicazioni né preventive al suo svolgimento, né successive alla sua cessazione (nessun obbligo di presentazione del modello UNILAV).
Regime fiscale
Il reddito derivante dalle collaborazioni di tipo occasionale è regolato dall’articolo 67, comma 1 lettera l del TUIR 917/86 e successive modificazioni. Lo stesso è assoggettato, a cura del committente, alla ritenuta fiscale del 20% o del 30% se trattasi di soggetto non residente. La ritenuta va effettuata sull’imponibile lordo anche quando l’importo superi i 5.000 euro e intervenga la quota contributiva che, non diminuendo l’imponibile fiscale, andrà dedotto dal lavoratore autonomo direttamente nella propria dichiarazione dei redditi tra i contributi obbligatori. Il compenso derivante da attività occasionale va riportato nel quadro RL del modello REDDITI o nel quadro D del modello 730.
Regime contributivo
A far data 01/01/2004, la collaborazione occasionale è assoggettata a contributi solo per la parte che supera i 5.000 euro, complessivamente considerati anche con più committenti. Le aliquote sono quelle previste nella gestione separata dell’INPS e sono poste a carico del collaboratore nella misura di 1/3 e del committente nella misura dei 2/3.  Sul modello F24 il contributo andrà versato con il codice CXX per il soggetto con aliquota 32,72% e con il codice C10 per il soggetto con altra copertura previdenziale ed aliquota del 24%. Tali lavoratori andranno comunicati all’INPS tramite il flusso UniEmens. Il lavoro autonomo occasionale non è soggetto all’assicurazione INAIL.
Collaborazioni occasionali da parte di familiari
Nei settori dell’artigianato, agricoltura e commercio è possibile utilizzare l’attività dei familiari già titolari di altra attività lavorativa o pensionati o soggetti che non svolgono tale attività in modo permanente senza necessità di adempiere ai relativi versamenti contributivi quali collaborazioni occasionali di tipo gratuito, per un periodo di 90 giorni frazionabili n ore, ossia 720 ore nell’anno solare, senza obbligo di contribuzione.

Differenza Costi VOUCHER- LAVORO OCCASIONALE

Voucher: per un netto orario di euro 7,50 il committente subisce un costo di 10 euro

Occasionale fino a 5.000,00 euro: per un netto orario di 7,50 il committente sopporta un costo di euro 9,38.

Occasionale oltre i 5.000,00 euro: per un netto di euro 7.50 il committente sopporta un costo di euro 12,09 se il collaboratore è iscritto ad altre forme di previdenza obbligatoria

Occasionale oltre i 5.000,00 euro: per un netto di euro 7.50 il committente sopporta un costo di euro 13,23 se il collaboratore non è iscritto ad altre forme di previdenza obbligatoria

 

L’articolo è tratto dall’ebook “ Lavoro occasionale, intermittente e co.co.co”  di A. Orlando e R. Quintavalle  (PDF 46 pagine)


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Antonello Orlando

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